ADOTTA UN MICIO FIV POSITIVO!
Se vivi in appartamento e non hai altri gatti... perchè no?
“Ciao,
mi chiamo Connie. Sono una gatta europea e ho 4 anni.
Guardandomi diresti che sono come un gatto qualsiasi, e lo sono.
Quello che mi differenzia dagli altri mici è che sono FIV positiva,
ma mio figlio potrebbe tranquillamente non esserlo e non diventarlo mai.
Per te amico, non rappresento nessun pericolo, nemmeno per il cane di casa.
Potrei anche non avere mai i sintomi della mia malattia. Non necessito di cure
particolari.
Sono forse un po’ più cagionevole, ma anche i mici sani ogni tanto si ammalano…
Si dice che un micio che non può uscire di casa, non sia un vero micio.
Ma se vivi in appartamento dove io non potrei uscire e vorresti adottare un
simpatico micio, sarebbe l’ideale per me!
Tante persone li abbandonano quelli come me, solo perché non sono informate. O
peggio li sopprimono.
Ma perché non dare anche a noi una chance, una possibilità di vivere la nostra
vita?
Tu puoi fare la differenza! Anch’io ho bisogno di tanto amore e saprei dartene
altrettanto, lo giuro sulla mia zampetta.
Non abbandonarmi, non lasciarmi a un destino crudele! Non uccidermi.
ADOTTAMI!”
Miao,
Connie & Son
Il GAR Gruppo di
lavoro anti-randagismo (ATRA, CDA e TICINOFELINO) vuole tentare di
dare una possibilità ai mici positivi ticinesi.
Anche noi ci siamo confrontati con mici risultati positivi provenienti da
privati e di strada, che evidentemente non potevano essere rimessi sul
territorio.
Alcuni siamo riusciti a farli adottare, ma altre volte non avevamo nemmeno il
tempo di pensare ad una soluzione.
Spesso quando si viene avvisati, i mici risultati positivi ai test si trovano
già sul tavolo del veterinario per essere soppressi e ci viene chiesto il
“miracolo”.
Noi di miracoli purtroppo non ne possiamo fare, ma possiamo farvi riflettere
sulla oggettiva possibilità di dare una casa o di PROMETTERE
di dare una casa ad uno o (perché no!) più mici positivi. Alcune persone che non
hanno la possibilità di dare libera uscita ai mici,
hanno già deciso di adottare solo mici positivi offrendo loro così una
possibilità di vivere anche fino a 10-12 anni senza particolari problemi e come
qualsiasi altro gatto!
PENSACI, ADOTTALO!
Contattaci per avere maggiori info sulle adozioni e “promesse” di adozione:
randagio@ticinofelino.com
Tel. 079/882.08.32 (dalle 18.00 alle 21.00)
Approfondimenti:
SUI MICI FIV POSITIVI…
Dagli USA giunge un invito rassicurante: basta con le chiacchiere e con le paure
ingiustificate! Un gatto FIV-positivo può vivere una vita lunga, sana e felice.
Se torniamo indietro di 15 anni, prima che venisse scoperto il FIV, tante
piccole creature avevano una casa e conducevano una vita normale.
Poi è nata una grande paura, che si è diffusa fra gli umani provocando molta più
sofferenza di quanta non ne abbia provocata la malattia stessa.
Numerosi gatti sono stati uccisi o abbandonati, a volte addirittura senza essere
stati sottoposti al test, spesso dietro consiglio di persone
assolutamente male informate riguardo alla vera natura del virus. È ora di dire
basta, è ora di ridimensionare il problema riportandolo alle sue giuste
proporzioni!
Leggi tutto…
http://www.oipa.it/articoli/fivpositivi.php
TESTIMONIANZE REALI DI CHI HA ADOTTATO MICI POSITIVI…
“Non so come avrei reagito all’idea di convivere con gatti FIV positivi, se alle
spalle non avessi avuto l’esempio vivente di una cara amica che con
2 gatte positive ci conviveva già da anni. Il desiderio di vivere con un
gatto l’ho sempre avuto; ma dovendo vivere in piccoli appartamenti ed essendo
fuori spesso per lavoro, lo escludevo. Un gatto ha bisogno di spazio, di poter
uscire….
L’idea e’ partita dalla stessa amica, che mi ha reso consapevole che per un
gatto positivo e’ sicuramente meglio vivere in un piccolo ambiente
ma con una compagna che lo cura e lo coccola, piuttosto che essere soppresso.
Non senza sensi di colpa e dubbi di ogni genere,
ho così deciso di iniziare questo nuovo viaggio.
Vivo con Balu’ da 1 anno e mezzo, e con Milla da 1 anno.
Vivere con gatti positivi non e’ nulla di diverso che vivere con gatti normali.
Non hanno bisogno di cibo speciale, di cure speciali,
di attrezzature speciali. Bisogna solo tenere a mente che il loro sistema
immunitario e’ debole, e quindi bisogna evitargli stress e malattie.
Inoltre bisognerebbe evitare che escano da soli perchè potrebbero litigare con
altri gatti e contagiarli. Quindi dovendo stare sempre
in casa e’ anche piuttosto difficile che si ammalino, o che si stressino.
Io nutro i miei gatti con cibo naturale il più possibile, uso come marca la Almo
Nature. Come farei del resto con un gatto sano.
Faccio fare a loro visite di controllo ogni 6 o 8 mesi, per poter prendere per
tempo una qualsiasi infezione o carenza, ma soprattutto
per una mia tranquillità, e non per necessità. A un gatto sano avrei fatto fare
la visita una volta all’anno.
Per la loro malattia non devono prendere nessun medicinale particolare o fare
cure specifiche. Anzi, il mio veterinario cerca di evitare
il più possibile di dare loro medicinali, che se fanno bene da una parte fanno
loro male dall’altra. E preferisce anche non vaccinarli,
sarebbe inutile dato che tanto non escono (se non qualche volta per la
passeggiatina nel giardino di sotto al guinzaglio).
Economicamente non spendo più soldi per il fatto che sono gatti positivi.
Caratterialmente sono gatti esattamente uguali agli altri; sono agili e arzilli,
pieni di vita, di curiosità, sono coccoloni, pasticcioni, dormiglioni….
miei si vogliono un gran bene, si sono accettati dal primo minuto,
mangiano insieme, dormono insieme, si leccano, mi leccano, giocano
tra loro e con me e con gli ospiti che vengono a trovarci. Chiunque li conosce
se ne innamora, sono così simpatici e dolci….
Non sono assolutamente pericolosi per l’uomo. Per gioco o per sbaglio quasi ogni
giorno mi trovo addosso un graffietto, a volte trovo
la Milla leccare il cibo nel mio piatto e lo mangio comunque. La trovo a bere
nel mio bicchiere e ci bevo comunque. Mi da i bacini sulla bocca e li ricambio….
E sono sana. Ora sono molto riconoscente a chi mi ha aperto la strada e
soprattutto a chi ha fatto sì che questo sogno che
sto vivendo si sia potuto realizzare: a chi ha scelto di non far sopprimere Balu’
e la Milla, a chi ha cercato una persona
disposta ad accoglierli, e a chi ha scelto me come privilegiata.
Spero che la mia esperienza sia da esempio, come lo e’ stata per me quella della
mia amica.
Perchè possa far capire che vivere con un gatto positivo non e’ vivere con un
gatto diverso.
Assicuro che ci si dimentica che si sta vivendo con gatti malati, perchè in
niente la loro malattia si manifesta.”
S.N.
"Le mie due gattone, Gea e Minou, vengono da un laboratorio di vivisezione, dove
sono state appositamente infettate per renderle
FIV positive. Hanno vissuto quasi 6 anni in gabbia, senza affetto, perchèper i
vivisettori che fanno inutili esperimenti su animali
gli animali sono solo strumenti, cose; quando i vivisettori hanno deciso che
"non servivano più” è stato per fortuna possibile adottarle.
Quando sono arrivate a casa mia, tre anni fa, erano spaventatissime, ho dovuto
costruire loro una specie di "tana" con stoffe e cuscini in
cui potessero stare nascoste. E lì sono state per qualche settimana, uscendo
solo quando io non ero in vista...
Di salute, nonostante siano FIV positive, stavano bene quando le ho adottate, e
stanno bene tutt'ora. Di carattere, sono cambiate molto.
All'inizio non erano nemmeno capaci di giocare, e quando una delle due, Gea, la
più estroversa, quella che per prima ha superato la paura,
tentava di giocare, l'altra si spaventava e credeva di essere attaccata davvero.
Dopo un po' hanno imparato a fare la lotta tra loro, giocare
con le palline di carta e i topi finti.Gea e' diventata affettuosissima,
vorrebbe essere accarezzata in continuazione, e anche quando vede un estraneo,
gli si avvicina per farsi coccolare, non ha paura di nessuno, vuole solo rifarsi
del tanto affetto perduto in anni di gabbia. Minou e' rimasta timida,
dagli estranei non si fa vedere, e anche con me si fa coccolare solo quando
vuole lei, ma quando decide... e' dolcissima, e si vede che le coccole se le
gusta tutte!
Stanno sempre in casa, perchè qui non c'e' un giardino, e sono del tutto sane,
qualche raffreddore di quando in quando si e' sempre risolto ubito.
Gea un anno fa si e' ammalata di cancro mammario, che non ha comunque nulla a
che vedere col suo essere FIV, ma ha superato benissimo
l'operazione di asportazione del tumore, la FIV non le ha creato problemi
nemmeno in questo, e ora e' sana e vispa come prima.
Insomma, la FIV non e' assolutamente una malattia che renda invivibile la vita
dei gatti. Si tratta di un virus che danneggia le difese immunitarie,
quindi un gatto FIV positivo e' particolarmente soggetto a problemi a denti e
gengive, o raffreddori e bronchiti, ma entrambe queste malattie sono
controllabili senza problemi con antibiotici.
Le mie non hanno avuto nemmeno questi problemi, un paio di raffreddori in 3
anni, ma non particolarmente forti.
I gatti FIV positivi possono vivere fino a 10-12 anni e oltre, come i gatti
sani. Quindi consiglio a tutti coloro che non hanno già dei gatti
di adottare un gatto FIV positivo, anzi due, così si fanno compagnia, in modo da
dare una casa a gatti che nessuno vuole solo per ignoranza."
M.B.
RACCONTACI LA TUA ESPERIENZA CON I MICI POSITIVI!
randagio@ticinofelino.com
CONOSCIAMO LE MALATTIE DEI
GATTI…
Ringraziamo l’Associazione La Cincia www.lacincia.it per la gentile concessione.
Vi invitiamo a saperne di più sulle malattie feline e soprattutto a leggere con
attenzione l’intervista ai veterinari sulle malattie infettive dei gatti.
Le malattie infettive dei gatti sono piuttosto diffuse, ma spesso se ne sa poco
e a volte sono gli stessi veterinari a
fornire un quadro allarmistico quando non scientificamente scorretto.
Ne parliamo con il dott. Stefano Bo (stefano@veterinariassociati.it),
rappresentante italiano del Board Representative of ESFM
(European Society of Feline Medicine), Professore a Contratto in “Clinica delle
Malattie Infettive del gatto” presso la Facoltà di
Medicina Veterinaria di Torino; membro della “International FIP treatment task
force”, direttore sanitario dell’ambulatorio
associato Bo-Ferro-Nardi di Torino… e molto altro.
Leggi tutto…
http://www.lacincia.it
Perchè adottare un gatto FIV. Intervista a Stefano
Bo
ATRA/CDA e TicinoFelino in collaborazione con La Cincia hanno lanciato una
campagna di adozione di gatti FIV/FELV positivi.
Da noi in Svizzera, quando un gatto viene trovato positivo, viene normalmente
soppresso per ignoranza e perchè legalmente possibile.
Ma la soppressione è veramente una soluzione etica e scientificamente
accettabile? Abbiamo chiesto al dott. Stefano Bo (*),
un esperto a livello internazionale di malattie infettive feline, un parere
scientifico sulla questione.
Come prima cosa abbiamo chiesto al dott. Bo se esista una qualche seppur minima
possibilità di contagio tra gatti FIV positivi e umani,
o altri animali domestici. La risposta è stata un "no" secco ed inequivocabile.
Aggiunge anzi che "esistono pochissime malattie che
possono essere trasmesse dal gatto all'uomo (es dermatofitosi, micosi cutaneee,
toxoplasmosi, che sono difficili da contrarre e comunque trattabili).
Il gatto può infettarsi con FIV/FeLV ma nessuna di queste è trasmissibile
all'uomo o ad altri animali domestici come cani,conigli, piccoli roditori".
Ci sarebbe quindi solo il rischio psicologico per dover convivere con un gatto
malato e dal destino segnato? "Ma no, un gatto FIV che vive in casa,
che viene trattato secondo i criteri di buona salute, che non ha rischi di
infezioni da altri agenti, è un gatto che può vivere bene 10, 12 anni:
praticamente tutta la durata della sua vita senza manifestare la malattia. Anzi,
il gatto FIV per poter vivere bene deve essere quasi ?isolato?
in modo da non correre il rischio di contrarre altre malattie che possono
influire, attivandolo, sul sistema immunitario. Quindi proprio l'adozione
e ?l'isolamento? in un ambiente domestico confortevole è l'approccio più
indicato per ?salvare? un soggetto FIV. Per un gatto FeLV positivo invece
il discorso è un po? diverso, perché ha statisticamente un 70% di possibilita'
di morire di qualche malattia legata alla FeLV nell'arco dei successivi
3-4 anni. Mentre l'aspettativa di vita per i gatti FIV e' di 8-10 anni, per il
70% dei Felv è di 3-4 anni?.
Allora, in base ai dati scientifici a sua disposizione, non ci vuole nessun
particolare "coraggio? ad adottare un FIV o un FeLV. "No, adottare
un gatto FIV è un atto di civiltà ed anche il modo migliore per salvarlo, non
certo una questione di eroismo. Per un FeLV bisogna essere solo
consapevoli che la maggior parte dei soggetti ha un?aspettativa di vita
inferiore a quella di un gatto sano, e comunque che deve essere tenuto
in casa per non diffondere il virus ad altri gatti".
In tema di prevenzione sanitaria, anche nei confronti di queste malattie,
sappiamo che e' fondamentale la sterilizzazione di maschi e femmine.
Ma come dobbiamo considerare i gattini di madre FIV? Sono da considerare anche
loro positivi?
"Assolutamente no. Anzi il più delle volte non sono FIV. Tieni presente che la
probabilità di contrarre l'infezione direttamente dalla mamma è
inferiore al 5%. I gattini possono contrarre l'infezione dalla madre solo se
questa si è infettata nel primo terzo di gravidanza... quindi una probabilità
piuttosto bassa; inoltre la mamma FIV puo' passare anticorpi con il colostro, e
questi sono protettivi."
Da quanto ci hai detto emerge che adottare un gatto FIV non solo è possibile, ma
nemmeno comporta nessun tipo di rischio.
Ti chiediamo un'ultima cosa: la soppressione e' scientificamente parlando
un'opzione accettabile?
"Ti dico che non c'è assolutamente nessun motivo per sopprimere un gatto giovane
FIV positivo a meno che non sia uno di quei
rari casi che sviluppano malattie particolarmente gravi. Ci sono dal 5 al 10% di
gatti FIV positivi che possono sviluppare delle forme
neurologiche croniche debilitanti o dei tumori all'intestino (linfomi). In
questi casi, come è ovvio, si tratta la malattia indipendentemente
dal fatto che sia FIV. Però, oltre a questo non c'è nessun motivo per sopprimere
un gatto FIV: proprio nessuno."
C'è la possibilità che le persone che hanno un gatto FIv o Felv, possono essere
loro stesse vettore della malattia, dal momento in cui vanno
a casa di amici e parenti che ospitano mici sani?
Per FIV non c'è assolutamente nessun rischio visto che il virus deve essere
?iniettato? nel soggetto sano; per la FeLV esiste solo un
rischio teorico, perché se è vero che si trasmette con le urine, le feci e la
saliva che potenzialmente possono contaminare gli abiti e
le scarpe, è anche vero che il virus è estremamente labile nell'ambiente e che
non basta un semplice singolo contatto per contrarlo, bensì contatti prolungati.