Lettere contro circhi e zoo
 
 

 

 

 

Di Roberto Duria

Non a caso fu il grande impresario americano P.J. Barnum, fondatore dell'omonimo circo, a passare alla storia con la frase: "Gli sciocchi sono stati creati per essere presi in giro dalla gente dello spettacolo". Che Rom, Sinti e giostrai in genere disprezzino noi sedentari è cosa nota, ma il comunicato stampa del circo Nock, non solo incarna lo spirito cinico di Barnum, ma va oltre ogni decenza. Ci vogliono far credere, fidando sull'ignoranza della gente, che gli animali nel loro circo si divertono, sono perfettamente rilassati, hanno un'alimentazione equilibrata e fanno vita da turisti

Ma non lo sanno, gli autori di quell'infame comunicato, che la televisione italiana da anni trasmette quasi giornalmente documentari sugli animali e che le conoscenze in fatto di etologia, fra la popolazione, sono notevolmente aumentate negli ultimi trent'anni? L'addetto stampa del circo Nock è rimasto fermo all'epoca di Barnum, per caso?
Magari ai telespettatori non vengono mostrati i brutali metodi di addestramento, necessari a piegare la volontà delle cosiddette belve, ma la gente non è stupida, a meno che non lo voglia essere di proposito, e affermazioni come quella che segue sono semplicemente ridicole e rivoltanti.
"Per gli animali dello Zoo risulta naturale viaggiare. Scoprire nuovi luoghi, sentire differenti rumori, fiutare altri odori rendono la vita degli animali sempre variata. Inoltre le prestazioni in pista offrono loro momenti di svago e gli permettono di sviluppare molteplici movimenti"

Chiunque abbia provato a trasportare in macchina il proprio gatto, può immaginare che il terrore e la tensione sono gli stati d'animo costanti degli animali prigionieri nei circhi, sia che viaggino sia che vegetino nelle loro minuscole gabbie, per tacere delle ore di lavoro innaturale cui vengono sottoposti durante gli spettacoli, culmine della mistificazione e momento massimo di presa in giro per il pubblico. Quando anche l'ultimo spettatore si stuferà di questo osceno rituale antropocentrico, impregnato di violenza, i circhi dovranno chiudere. Per mancanza di pubblico. Quel momento è molto vicino, a dispetto di tutte le menzogne dei discendenti di Barnum.


Di Gast

Tutto come sempre. Le carovane dei nostri circhi-simbolo sono partite.
E insieme a loro sono partiti una miriade di animali.
Loro, però, non hanno scelto di partecipare.Nel nome dell’offerta di un falso divertimento, che nasconde l’unico obiettivo (e non ce ne stupiamo ormai più) di profitto, questi individui costringono leoni, elefanti e scimmie, così come tigri, animali esotici e altri animali ancora, a una vita fatta di gabbie, di catene e fruste, di lunghi ed estenuanti viaggi di città in città a bordo di mezzi assolutamente inadeguati.
Si richiamano le persone verso il circo offrendo loro divertimento e spettacolo.
Credo, anzi sono convinta, che se ci fosse più collaborazione, più informazione e meno ‘omertà’, le persone che ad oggi popolano i tendoni dei circhi si ricorderebbero del fatto che dietro agli esercizi e agli show cui sono costretti gli animali, si cela una realtà di sofferenza e profonda tristezza.
Gli esercizi che sono obbligati ad eseguire, gli ‘addobbi’ cui vengono sottoposti, le condizioni in cui ‘vivono’, spesso sin dalla nascita e fino alla morte.
...Spiegatemi, vi prego, quale divertimento c’è nel vedere un elefante sollevare il suo possente peso sulle sole zampe posteriori.
...Qualcuno mi spieghi anche quale divertimento c’è nel vedere un maestoso felino sfidare contronatura la sua paura del fuoco gettandosi all’interno di un cerchio infuocato.E signori, la lista è lunga.

Ad oggi il mondo circense gode di leggi ad hoc che proteggono lo sfruttamento degli animali nei loro spettacoli e – cosa forse ben più triste – gode di una corsia preferenziale sui media, i quali non lasciano spazio (se non in rari casi) a critica o replica.
Per tutta la durata della tournée, si sprecano paginate intere sui quotidiani regionali, reportages e servizi televisivi con l'intento più o meno dichiarato di pubblicizzare la carovana del circo. Ed è strano, perchè in presenza di altr e carovane (quelle degli zingari, ad esempio), si chiede il parere di chi la pensa diversamente: sul circo, invece, non viene offerta la stessa possibilità concreta di replicare .
La popolazione legge i quotidiani e guarda la televisione; i negozianti appendono i manifesti che gli vien chiesto di appendere. Sembra che tutti gioiscano all'arrivo del circo. Ma non è così! Il fatto è che a chi la pensa diversamente, non chiede di esprimere il proprio pensiero...e non gli si offrono gli spazi per farlo. Strano, perchè anche nella più semplice delle consultazioni popolari vengono fatte sentire entrambe le campane!

Il circo può continuare a girare il nostro Paese, ma deve cominciare a farlo basandosi sulla bravura, sull’abilità e sulla simpatia umane, non animali.
Loro non lo hanno scelto.
Loro non hanno nemmeno voce.
Ma prima o poi vi accorgerete che dovrete sentire la nostra.