Ma
non lo sanno, gli autori di quell'infame comunicato, che la televisione
italiana da anni trasmette quasi giornalmente documentari sugli
animali e che le conoscenze in fatto di etologia, fra la popolazione,
sono notevolmente aumentate negli ultimi trent'anni? L'addetto stampa
del circo Nock è rimasto fermo all'epoca di Barnum, per caso?
Magari ai telespettatori non vengono mostrati i brutali metodi di
addestramento, necessari a piegare la volontà delle cosiddette
belve, ma la gente non è stupida, a meno che non lo voglia
essere di proposito, e affermazioni come quella che segue sono semplicemente
ridicole e rivoltanti.
"Per gli animali dello Zoo risulta naturale viaggiare. Scoprire
nuovi luoghi, sentire differenti rumori, fiutare altri odori rendono
la vita degli animali sempre variata. Inoltre le prestazioni in
pista offrono loro momenti di svago e gli permettono di sviluppare
molteplici movimenti"
Chiunque abbia provato a trasportare in macchina il proprio gatto,
può immaginare che il terrore e la tensione sono gli stati
d'animo costanti degli animali prigionieri nei circhi, sia che viaggino
sia che vegetino nelle loro minuscole gabbie, per tacere delle ore
di lavoro innaturale cui vengono sottoposti durante gli spettacoli,
culmine della mistificazione e momento massimo di presa in giro
per il pubblico. Quando anche l'ultimo spettatore si stuferà
di questo osceno rituale antropocentrico, impregnato di violenza,
i circhi dovranno chiudere. Per mancanza di pubblico. Quel momento
è molto vicino, a dispetto di tutte le menzogne dei discendenti
di Barnum.
Di Gast
Tutto come sempre. Le
carovane dei nostri circhi-simbolo sono partite.
E insieme a loro sono partiti una miriade di animali.
Loro, però, non hanno scelto di partecipare.Nel nome dell’offerta
di un falso divertimento, che nasconde l’unico obiettivo (e
non ce ne stupiamo ormai più) di profitto, questi individui
costringono leoni, elefanti e scimmie, così come tigri, animali
esotici e altri animali ancora, a una vita fatta di gabbie, di catene
e fruste, di lunghi ed estenuanti viaggi di città in città
a bordo di mezzi assolutamente inadeguati.
Si richiamano le persone
verso il circo offrendo loro divertimento e spettacolo.
Credo, anzi sono convinta, che se ci fosse più collaborazione,
più informazione e meno ‘omertà’, le persone
che ad oggi popolano i tendoni dei circhi si ricorderebbero del
fatto che dietro agli esercizi e agli show cui sono costretti gli
animali, si cela una realtà di sofferenza e profonda tristezza.
Gli esercizi che sono obbligati ad eseguire, gli ‘addobbi’
cui vengono sottoposti, le condizioni in cui ‘vivono’,
spesso sin dalla nascita e fino alla morte.
...Spiegatemi, vi prego, quale divertimento c’è nel
vedere un elefante sollevare il suo possente peso sulle sole zampe
posteriori.
...Qualcuno mi spieghi anche quale divertimento c’è
nel vedere un maestoso felino sfidare contronatura la sua paura
del fuoco gettandosi all’interno di un cerchio infuocato.E signori, la lista è lunga.
Ad oggi il mondo circense
gode di leggi ad hoc che proteggono lo sfruttamento degli animali
nei loro spettacoli e – cosa forse ben più triste –
gode di una corsia preferenziale sui media, i quali non lasciano
spazio (se non in rari casi) a critica o replica.
Per tutta la durata della tournée, si sprecano paginate intere
sui quotidiani regionali, reportages e servizi televisivi con l'intento
più o meno dichiarato di pubblicizzare la carovana del circo.
Ed è strano, perchè in presenza di altr e carovane
(quelle degli zingari, ad esempio), si chiede il parere di chi la
pensa diversamente: sul circo, invece, non viene offerta la stessa
possibilità concreta di replicare .
La popolazione legge
i quotidiani e guarda la televisione; i negozianti appendono i manifesti
che gli vien chiesto di appendere. Sembra che tutti gioiscano all'arrivo
del circo. Ma non è così! Il fatto è che a
chi la pensa diversamente, non chiede di esprimere il proprio pensiero...e
non gli si offrono gli spazi per farlo. Strano, perchè anche
nella più semplice delle consultazioni popolari vengono fatte
sentire entrambe le campane!
Il circo può continuare
a girare il nostro Paese, ma deve cominciare a farlo basandosi sulla
bravura, sull’abilità e sulla simpatia umane, non animali.
Loro non lo hanno scelto.
Loro non hanno nemmeno
voce.
Ma prima o poi vi accorgerete
che dovrete sentire la nostra.
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