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UNA
SETTIMANA CONTRO LO
SFRUTTAMENTO DEGLI ANIMALI NEI CIRCHI
Abbiamo concluso con un singolare evento la
settimana di sensibilizzazione e protesta
contro lo sfruttamento degli animali nei
circhi:
una colorata e animata
manifestazione in Piazza Dante a Lugano e
davanti al tendone del Knie.
Venerdì 13 novembre a Bellinzona abbiamo
organizzato una conferenza sull'aspetto
diseducativo dei circhi con animali, in
particolare
sulle conseguenze sui minori
esposti alla violenza e alle umiliazioni
degli animali imprigionati ed esibiti nei
circhi.
Davanti ad un pubblico interessato
che ha posto tante domande ne hanno parlato
lo psichiatra Stefano Cagno,
l'educatrice Francesca Sorcinelli, il
giornalista e veterinario Oscar Grazioli e
Armando Besomi della SPAB.
Sabato 21
invece a Lugano abbiamo coinvolto decine di
bambini e genitori con una singolare
iniziativa, mai vista prima d'ora in Ticino:
al centro di Piazza Dante abbiamo allestito
una grande gabbia che rinchiudeva
simbolicamente un leone ed un elefante (2
attivisti in costume).
Un concorso con
facili domande sul diritto alla libertà
degli animali dava l’opportunità ai bimbi di
far uscire gli animali per abbracciarli,
vincere
un piccolo premio e scattare con
loro delle belle fotografie: un momento di
gioia per i più piccini e di riflessione per
i genitori,
che hanno approfondito il tema
con volantini e altro materiale distribuito
allo stand informativo sotto un gazebo.
Una mostra fotografica contro lo
sfruttamento e la detenzione degli animali,
un filmato/testimonianza realizzato da un
ex-dipendente
di un circo e alcuni discorsi
con il microfono, hanno arricchito questo
pomeriggio informativo che ha attirato
l’attenzione
di tantissime persone su un
argomento ormai discusso e considerato a
livello internazionale.
In serata abbiamo poi sfidato il freddo e ci
siamo spostati di fronte al tendone del
circo Knie per una manifestazione
autorizzata e pacifica con striscioni,
volantini e megafono.
Un impegno quindi concreto e costante che
abbiamo portato avanti in forme diverse (con
la politica, le conferenze,
con i bambini o
le manifestazioni davanti ai tendoni) e che
non finirà fino a quando anche la Svizzera
si adeguerà agli altri paesi del mondo che
hanno vietato l'attendamento dei circhi con
animali.
Per vedere le
foto della conferenza e della manifestazione
cliccate nel link in home page
"foto azioni"
Tigri alloggiate male
nei circhi svizzeri
Fonte: AP
Martedi scorso la PSA
ha deplorato che tanti animali soffrono ancora per
mancanza di spazio e monotonia nei circhi svizzeri. Il circo Knie
se la cava
meglio dei suoi concorrenti: sotto la lente 5 circhi svizzeri.
Negli scorsi mesi di
maggio e giugno, uno zoologo ed una veterinaria della PSA hanno
ispezionato i circhi Knie, Nock, Monti, Royal e Medrano così
come il Parco di animali
René Strickler. Ne è uscito fuori che il legislatore
chiude gli occhi inanzi alle condizioni
di detenzione di animali selvatichi nei circhi.
Nel circo Nock, per esempio,
le gabbie delle tigri non sono abbastanza ampie. D'altronde
non hanno sufficiente possibilità di arrampicarsi o di farsi
il bagno. Al di fuori degli allenamenti
e dei pasti, nessuno si occupa di loro. La PSA riconosce che il
circo Nock non viola la legge.
Tuttavia, i circhi
approfittano di eccezioni al regolamento.
I difensori degli animali
denunciano anche un domatore del circo Medrano che fa uso sproporzionato
del frustino e della bacchetta di addestramento. Anche qui, i recenti
sono troppo piccoli e gli animali
mancano di strutture e di luce naturale. Per contro, i poni godono
di buone condizioni di vita. Al circo
Royal i maiali mancano di tana fangosa.
Il Knie prende i voti
migliori: questo circo ha saputo adattarsi ai tempi e offre, sovente,
condizioni ottimali
ai loro animali. Soltanto gli spazi previsti per elefanti e cavalli,
a Basilea, sono insufficienti. Il parco di
animali René Strickler di Subigen (SO) ha anche fatto dei
progressi.
Gli animali dei circhi
sono in generale trattati meglio che anni addietro, riconosce la
PSA. I direttori prendono
coscienza dei bisogni delle loro bestie. La nuova ordinanza sulla
protezione degli animali, che dovrebbe entrarein vigore il
prossimo 1. settembre, porterà dei miglioramenti, anche se
resta in parte molto vaga, secondo la
PSA.
Paura al circo: crolla una scala Sei bambini rimasti
feriti
CORRIERE CANADESE
29 AGOSTO 2008
CATANZARO - Attimi di panico sono stati vissuti mercoledì
sera all’interno di un circo a Montepaone, nel catanzarese,
quando è crollata una scala per l’accesso alla tribuna.
Nell’incidente sono rimasti feriti sei bambini. L’episodio
è avvenuto al termine dell’esibizione degli artisti
del circo. Le persone sedute sulla tribuna si stavano accingendo
ad uscire all’esterno della struttura quando improvvisamente,
e per cause ancora in corso di accertamento, una scala è
crollata. Le persone che si trovavano sulla struttura, tra cui sei
bambini, sono finite a terra. I primi soccorsi sono stati fatti
dal personale del circo e dagli spettatori che erano all’interno
della struttura. Successivamente sono intervenuti i carabinieri
ed il personale del servizio 118. I bambini, che hanno subito escoriazioni,
sono stati portati al pronto soccorso dell’ospedale di Soverato
dove sono stati sottoposti alle cure e successivamente dimessi con
una prognosi di cinque giorni. Stamani i carabinieri sono tornati
all’interno del circo per effettuare un sopralluogo. Su disposizione
della Procura della Repubblica di Catanzaro la struttura crollata
è stata sequestrata. Anche il personale dell’ispettorato
del lavoro ha avviato accertamenti per verificare la struttura.
IL SECOLO XIX
31 AGOSTO 2008
Sei indiani ridotti a schiavi arrestato il gestore
del circo
Vibo Valentia
Clandestini, erano costretti a turni massacranti e a dormire tra
gli insetti
Vibo Valentia. Costringeva sei immigrati di origini indiane a vivere
in condizioni di schiavitù, a dormire su materassi divorati
dagli insetti e a fare turni di lavoro massacranti.
I carabinieri di Vibo Valentia, guidati dal maresciallo Riccardo
Astorina, hanno arrestato Laerte Mavilla, 53 anni, originario di
Reggio Calabria e titolare dell'omonimo circo che da un paio di
giorni aveva piantato il tendone nel viale della Pace, nel centro
del capoluogo calabrese. L'uomo è ora accusato di favoreggiamento
della permanenza di immigrati clandestini sul territorio nazionale
e assunzione di lavoratori in nero.
I militari, coadiuvati dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato,
hanno fatto irruzione ieri mattina all'alba all'interno della struttura.
Durante i controlli hanno individuato, nascosti tra le roulotte
sparse sul piazzale, i sei lavoratori stranieri, costretti a dividersi
gli spazi angusti di un camion, adibito al trasporto del cibo per
gli animali del circo, al cui interno erano state improvvisate brande
piene di insetti, coperte di spazzatura e in condizioni igieniche
agghiaccianti.
A quel punto i carabinieri hanno iniziato le ricerche del proprietario
della struttura: la moglie del Mavilla ha cercato di guadagnare
tempo sostenendo che il marito era partito durante la notte per
la Sicilia e che non sarebbe rientrato prima di alcuni giorni.
Il racconto non ha tuttavia convinto i militari che hanno perquisito
da cima a fondo la roulotte della coppia. Laerte Mavilla si era
nascosto sotto il letto e, una volta scoperto, ha anche cercato
di fare lo spiritoso dichiarando di non essersi fatto vedere perché
molto timido e apprensivo e che si vergognava a parlare con degli
sconosciuti. I carabinieri lo hanno immediatamente portato in caserma,
in attesa del giudizio per direttissima.
Il difensore di Mavilla, l'avvocato Francesco Stilo, ha chiesto
al giudice di non convalidare l'arresto dal momento che, ha sostenuto,
le accuse si basano solo sulle dichiarazioni delle parti offese
che, ha aggiunto il legale, non parlano bene l'italiano.
Il giudice monocratico non ha tenuto conto della richiesta: ha convalidato
l'arresto e ha disposto per il proprietario del circo, in attesa
del processo fissato al 30 settembre, i domiciliari nella sua abitazione
di Reggio Calabria.
Gli inquirenti hanno definito le condizioni di vita degli immigrati
«da film horror». Durante l'interrogatorio in caserma,
uno dei sei, l'unico a parlare e a comprendere un po' d'italiano,
ha descritto nei particolari il trattamento loro riservato dal proprietario
del circo: si trovavano lì da due anni ed erano costretti
a turni massacranti, anche di 18 ore al giorno, dalle 6 fino a oltre
mezzanotte senza intervalli per riposare, per 150 miseri euro al
mese.
Dovevano occuparsi, da soli, dello smontaggio e del montaggio della
struttura del circo, della cura degli animali, comprese le tigri,
e della predisposizione dei posti per gli spettatori. Un lavoro
durissimo, senza alcuna assicurazione e misura di sicurezza.
L'indiano ha anche raccontato che un loro connazionale, alcuni mesi
fa, era morto in un incidente sul lavoro mentre il circo si trovava
in una città del Lazio. Adesso per i sei immigrati sono state
avviate le procedure per il rimpatrio nel loro Paese d'origine.
All'interno della struttura circense, nel frattempo, gli uomini
della Forestale hanno provveduto a verificare le condizioni di vita,
di alimentazione e delle certificazioni sanitarie anche degli animali
esotici presenti nella struttura. I controlli hanno così
permesso di scoprire la totale assenza di qualsiasi tipo di autorizzazione
sanitaria al trasporto degli animali sui camion e, soprattutto,
allo smaltimento delle tonnellate di rifiuti che mensilmente producevano
e che venivano semplicemente fatti sparire senza troppa pubblicità.
Queste violazioni sono costate al proprietario del circo una pesante
contravvenzione di parecchie migliaia di euro e l'obbligo di avviare
immediatamente le procedure per la concessione delle autorizzazioni
sanitarie.
Amburgo
1 agosto 2008- Ansa
Il giorno dopo la morte per affogamento di Leila, una femmina di
orango dello zoo di Amburgo, non e' ancora stato individuato lo
sconosciuto responsabile. Qualcuno, nonostante il divieto di dare
cibo agli animali, ha tirato ieri alla scimmia una pagnotta che
pero', invece di finire nel recinto, e' caduta in un bacino d'acqua
dove la giovane Leila e' morta annegata tentando di prenderla.
''Lo shock e' ancora
alto - ha detto oggi Walter Wolters, un responsabile dell'Hagenbecks
Tierpark di Amburgo - anche la mamma di Leila sta male, oggi ha
rifiutato la sua abituale colazione e cerca ovunque la figlia''.
Appena caduta in acqua
Leila, che come tutte le scimmie non sa nuotare, ha cercato di prendere
aria con l'unico risultato di riempirsi i polmoni d'acqua. Oltretutto
il suo pelo, bagnandosi, e' diventato come una spugna che l'ha trascinata
a fondo.
Il corpo di Leila, dopo
l'autopsia, sara' messo a disposizione dell'Istituto zoologico dell'universita'
di Amburgo. L'incidente ha colpito gravemente lo zoo di Amburgo
in quanto Leila, esemplare di 10 anni, avrebbe dovuto entro breve
cominciare a riprodursi in cattivita'.
Londra, rubato uno squalo femmina
Ladri lo tolgono da vasca dell'acquario
TG COM
29 LUGLIO 2008
A Londra è caccia allo squalo, non tra le onde dell'oceano
ovviamente. Un raro esemplare è stato infatti rubato da un
acquario e ora la polizia sta cercando di recuperarlo, possibilmente
vivo. Giunto in vasca dall'Indonesia da almeno quattro anni, lungo
circa un metro, appartiene alla specie Atelomycterus Macleayi, ed
è un esemplare femminile. Unito al maschio, ha anche un notevole
valore economico oltre che scientifico."I due piccoli squali,
proprio perché in grado di riprodursi, valgono almeno 50
mila sterline", afferma il proprietario dell'acquario Farnborough,
Peter Newman, 68 anni, sconsolato per il furto.La polizia teme che
ora i ladri tentino di rubare anche il compagno maschio, e cercano
di consigliare il proprietario dell'acquario a non pagare alcun
riscatto per la femmina, nel caso venisse richiesto. "I ladri
- afferma Newman - dovevano essere molto ben equipaggiati, poiché
non è facile sottrarre un simile animale dalla sua vasca.
Servono reti, borse in grado di contenere molta acqua e grande organizzazione."Spero
che tutto si possa concludere bene - ha concluso Newnam - altrimenti
il danno scientifico sarebbe davvero molto grave. Inoltre siamo
molto affezionati al piccolo squalo".
Una giornata allo zoo, che choc
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
14 LUGLIO 2008
Doveva diventare un bioparco: è solo un'area disastrata.
Lavori in corso, buche, gabbie rappezzate e animali che soffrono
Stefano Piedimonte
NAPOLI — La foca monaca non immaginava che allo Zoo di Fuorigrotta
avrebbero passato l'antiruggine senza neanche avvisarla. Così
s'è trovata, improvvisamente, a fare il bagno nell'acqua
a pois grigi. Altro che «Family Park». Zoo, Edenlandia
ed ex Cinodromo diventeranno, un giorno, un unico grande parco.
Un giorno che ancora non si vede, e neanche s'intravede. Gli stambecchi
non sanno come comportarsi quando il lavello comincia a perdere.
La loro gabbia è diventata, in poco tempo, un pantano allucinante.
La giraffa, se l'è cavata meglio. Pare che per evitarle sofferenze
l'abbiano trasferita a Roma, mentre gli operai prendevano a trivellare
la sua gabbia con tutti gli altri animali intorno.
Poco più giù, vicino alla gabbia delle tigric'è
un fosso enorme, che caderci dentro vuol dire ospedale sicuro. Da
un lato è recintato, dall'altro no. Cioè: se vieni
da su, incontri la transenna. Se vieni da giù, incontri un
destino veramente infame. I bambini — nello zoo ce ne sono
a frotte — sfuggono facilmente di mano. Col caldo torrido
che è calato sulla città come un'impietosa coperta
di lana, gli animali non possono dire di sentirsi in forma. Anzi.
Hanno preso a ballare una ballo triste, fatto di cerchi, lamenti,
e testate contro le sbarre. Le tigri si sentono da un lato all'altro
del parco di viale Kennedy, mentre ruggiscono contro il ferro che
le tiene prigioniere. Nell'ultima gabbia in basso ce n'è
una che dorme sfiacchita in mezzo ai propri bisogni. Un'altra sembra
catatonica. Il leone boccheggia, col sole che gli picchia addosso.
Pavoni-padroni: loro se la passato bene, possono scorazzare avanti
e indietro per tutto il perimetro dello zoo, possono saltare, fare
brevi voli, nascondersi in un cantuccio all'ombra quando il termometro
sale troppo. Uno di loro cerca di entrare in un salone abbandonato
con le tende rosa. Porte chiuse, niente da fare. Fa una ruota e
se ne va. Chissà che non vada a beccare quella latta di antiruggine
A lato la frana che si trova accanto alle gabbie delle tigri; sopra
operai passano l'antiruggine sull'inferriata della vasca della foca,
incuranti della vernice che cade nell'acqua. Gli operai ne hanno
lasciate in giro almeno due: una sta sul bordo del recinto basso
con dentro l'elefante (non può uscire, a meno che non voglia
bucarsi una zampa sugli spunzoni di ferro antifuga), un'altra sta
a terra, così, alla portata di tutti, pavoni, bambini, giornalisti.La
tristezza raggiunge il culmine quando il pony si mette a grattare
l'abbeveratoio con la lingua. Assetato, lui e l'amico che comincia
a imitarlo. Un bambino chiede alla mamma «come mai quel cavallo
lecca la ciotola». L'orso polare sembra impazzito. Fa il girotondo
senza sosta, e va avanti all'infinito. Caldo, caldo, caldo asfissiante.
Che ne sapeva lui, polare com'è, che si sarebbe trovato da
un giorno all'altro nella città del sole e del mare. Forse,
se gliel'avessero chiesto, avrebbe risposto «meglio di no».
Lo zoo di Fuorigrotta ha avviato, di recente, un progetto per diffondere
la cultura della raccolta differenziata tra i più piccoli.
C'è l'«omino ecologico», i mattoncini- premio
per chi impara dove si getta la plastica, i depliant con su scritto
come smaltire i rifiuti. E i cartelloni. Su uno c'è scritto:
«Una bottiglia di vetro ha più vite di un gatto».
Forse anche di una foca monaca, di una tigre, e di un orso polare.
La replica è affidata all’assessore provinciale di
Napoli ai parchi, Francesco Emilio Borrelli, che ha effettuato oggi
un sopralluogo nell’ex parco zoo di Napoli. «Le condizioni
degli animali sono soddisfacenti, mentre per la struttura sono necessari
interventi di riqualificazione», ha commentato Borrelli. L’area
dell’ex parco zoo di Napoli, gestita da Edenlandia, dovrebbe
avere a breve le autorizzazioni per l’avvio dei lavori «che
potrebbero partire già all’inizio dell’autunno,
secondo quanto riferito da Cesare Falchero, patron di Edenlandia»,
ha spiegato ancora l’assessore. I progetti dovrebbero essere
ufficializzati entro l’estate, e prevedono la ristrutturazione
del cinodromo, dell’ex parco zoo e di Edenlandia «che
permetteranno di realizzare un grande attrattore turistico in quest’area
della città» ha concluso Borrelli.
LUTTO PER GLI ANIMALI
6 giugno 2008
Con un'iniziativa
singolare, il Centro di Documentazione
Animalista ha ricordato, sabato 7 giugno,
i tanti animali che muoiono anche a pochi passi da casa nostra per
la
crudeltà umana: un'ora di lutto per il cucciolo di
giraffa morto recentemente al Kinderzoo del Knie nell'indifferenza
generale, per l'orso JJ3, per il lupo con il suo
triste destino segnato, per le centinaia di migliaia di vittime
della
vivisezione, delle pellicce, dei macelli e per
tutti gli ergastolani di Magliaso, che muoiono giorno dopo giorno
d'inedia o fisicamente come la tigre Boris, creature
ormai dimenticate dopo che si sono spenti i riflettori mediatici
sullo zoo.
La manifestazione autorizzata é durata un'ora, durante la
quale gli
attivisti del CDA/ATRA, vestiti a lutto, sono
rimasti in silenzio: a parlare per loro tante toccanti fotografie
ed eloquenti cartelli, osservati con attenzione ed
interesse dai passanti che si sono soffermati ed hanno ricevuto
diversi volantini informativi, in particolare contro lo zoo di Magliaso.
Video
salvataggio di un leone e un babbuino in un circo in Francia
http://dailymotion.alice.it/video/x3za77_sauvetage-du-lion-brutus-par-la-spa_animals
Sperimentazione del vaccino contro l’aviaria negli zoo svizzeri
link
http://www.ti.ch/DSS/DSP/UffVC/temi/media/comunicati_display.asp?ID_Comunicato=63
Come
stanno gli animali?
Fausto Minelli
CITTA'
NUOVA
9 APRILE 2008
A giudicare dalla lista rossa delle specie minacciate, resa nota
di recente dall'Iucn (Unione internazionale per la conservazione
della natura) si apprende che delle 40 mila tra specie diverse di
animali e piante prese in considerazione, oltre 16 mila sono a rischio
di estinzione.
Rispetto all'edizione del 2006, il numero è aumentato di
trecento unità. Il totale delle specie estinte è salito
a 785, a cui va aggiunta un'altra sessantina i cui esemplari vivono
praticamente soltanto in cattività.
Le cause? Tra le più varie. Comunque spesso legate all'incidenza
dell'attività umana sull'ambiente.
Le situazio- ni più critiche si riscontrano nei Paesi in
via di sviluppo, sempre più impegnati a soddisfare le richieste
di quelli più avanzati, in cambio di ritorni economici, ma
a scapito delle risorse naturali e della tutela ambientale.
Ecco qualche esempio: il pesce cardinale di Banggai, un piccolo
pesciolino da acquario endemico di un arcipelago indonesiano, viene
catturato per essere esportato negli acquari di tutto il mondo.
Il problema è che i prelievi hanno raggiunto le 900 mila
unità per anno, con la conseguente estrema rarefazione della
specie in natura.
In forte crisi sono diverse specie di avvoltoi, con diminuzioni
in India fino al 95 per cento della popolazione.
Causa il diclofenac, un antinfiammatorio per il bestiame, che si
è rivelato letale per questi uccelli spazzini e ghiotti di
carne morta.
Anche molte tra le specie di mammiferi, rettili e anfibi non godono
di migliori prospettive.
Il gaviale, il coccodrillo del Gange, dai 436 esemplari censiti
nel 1997 si è ridotto a 182 nel 2006; i gorilla di pianura
africani così come gli oranghi del Borneo e altri primati
sono passati dalla classifica che li definiva minacciati a minacciati
in modo critico. In altri casi la vulnerabilità è
emersa dalla riduzione di habitat come quelle avvenute nel Borneo
con il taglio di migliaia di chilometri quadrati di foresta per
l'impianto di coltivazioni di palma da olio; a causa della riduzione
delle barriere coralline prodotta dai cambiamenti climatici.
Note positive? Poche, ma individuabili là dove ci si è
potuti occupare di questi animali. Alle Mauritius, il gheppio delle
omonime isole era ridotto a soli quattro esemplari nel 1974.
Dopo un progetto specifico di salvataggio estremo, ha risalito la
china e ora vanta oltre mille individui censiti in libertà.
Anche il parrocchetto delle stesse isole è passato a un grado
inferiore di minaccia, grazie a interventi mirati per la salvaguardia
della specie.
Che fare? Si è notato che interventi puntuali mirati ad una
integrazione tra miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti
del posto con lo sviluppo di attività sostenibili rispettose
degli habitat più sensibili, ha portato a buoni traguardi
di salvaguardia ambientale.
È questa una via che può portare a una valorizzazione
anche culturale delle realtà locali, ottenibile nel far cogliere
alle stesse l'ambiente circostante non solo come qualcosa da sfruttare,
ma un bene da salvaguardare importante per la comunità del
luogo, e di rilevanza globale, capace anche di produrre reddito.
DIRETTORE ZOO AMMETTE:
HO UCCISO QUATTRO GATTI
Minacce anonime contro Blaszkiewitz a Berlino.
ALICE
NOTIZIE
29 MARZO 2008
Berlino, 29 mar. (Apcom) - E' bufera sul direttore dei due zoo di
Berlino, Bernhard Blaszkiewitz. La deputata regionale dei Verdi,
Claudia Haemmerling, lo ha denunciato, accusandolo di aver
tentato incroci innaturali tra gli animali, di aver inviato al mattatoio,
in passato, un ippopotamo e una famiglia di orsi dal collare e di
aver spedito alcune tigri in Cina, dove sono state probabilmente
uccise e usate per realizzare preparati contro l'impotenza.
Blaszkiewitz ha respinto tali accuse come false. A rilanciare le
critiche è però l'ammissione dello stesso direttore
dei due zoo di aver ucciso con le proprie mani, nel 1991, quattro
piccoli gatti nel "Tierpark Friedrichsfelde". Gli animali
erano abbandonati e c'era il rischio che trasmettessero malattie
agli altri, ha spiegato il direttore, che ha
chiarito di aver spezzato loro il collo. Nel frattempo
l'uomo ha ricevuto minacce anonime via e-mail. La polizia ha avviato
le indagini. Blaszkiewitz guida sia il famoso "Zoo" di
Berlino che il Tierpark, il giardino zoologico nella parte orientale
della capitale tedesca.
Crollano gli
incassi dei circhi con animali
SCHERMO
6 GENNAIO 2008
Anna Benedetto
LUCCA – Crollano gli spettatori dei circhi con animali, che continuano
però a ricevere sovvenzioni pubbliche.
«Nei primi otto mesi del 2007 i circhi italiani hanno incassato
il 76,94% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Gli spettatori sono diminuiti di oltre il 40%».
Questi dati
sono riportati in un comunicato dell’Enpa, Ente nazionale per la
protezione animali. «Secondo i dati della Siae – prosegue il comunicato
- il circo italiano nel suo insieme ha incassato 3.719.998 euro
nei primi otto mesi dell’anno. Nello stesso periodo del 2006, invece,
grazie alla presenza del canadese “Cirque du Soleil”, interamente
senza animali, che si è esibito solo su due piazze italiane e per
poche settimane, si sono registrati incassi per 16 milioni di euro.
Poi, dopo la partenza di quest’ultimo, negli ultimi quattro mesi
dello stesso anno, nonostante vi fossero le vacanze natalizie, gli
incassi sono scesi a cinque milioni. Sono bastate, infatti, poche
settimane del 2006 che hanno interessato solo due piazze occupate
in Italia dal circo canadese senza animali, per sconvolgere le statistiche
della Siae basate fino ad ora sulle centinaia di città occupate,
nell’arco di un anno intero, dalle imprese circensi italiane». La
differenza tra le due percentuali, secondo Enpa, rivela come sia
venuto meno un pubblico copioso e disposto a spendere probabilmente
di più pur di assistere ad uno spettacolo di qualità.
Il clamoroso abbandono, infatti, secondo Enpa «non va imputato solo
all’ormai acclarata disaffezione verso uno spettacolo vecchio perché
ancora basato sulla cattività degli animali, ma bensì per la scelta
di un pubblico sensibile che si rivolge a spettacoli circensi privi
di animali. Il crollo del circo è da imputare all’enorme successo
di pubblico fatto registrare dalla tournèe italiana del Cirque du
Soleil, interamente senza animali». «Dal confronto dei dati Siae
pubblicati nel 2006 (rapporto semestrale e rapporto annuale) e 2007
(rapporto semestrale) – ha dichiarato Giovanni Guadagna, Responsabile
Ufficio Cattività dell’Enpa - è possibile desumere un incasso annuo
delle imprese circensi italiane prossimo a otto milioni di euro.
Il motivo per cui il circo italiano non vuole abbandonare il vecchio
spettacolo con animali mantenuti in incredibili condizioni di costrizione
è da ricercare nei lucrosi contributi elargiti dal Ministero per
i Beni e le Attività Culturali, il quale continua a privilegiare
il circo di tradizione, ossia con animali prigionieri». «I dati
diffusi dalla Siae – ha aggiunto Guadagna – fanno precipitare il
circo con animali a livelli confrontabili, bene che vada, al 2005,
mentre quasi tutte le altre attività spettacolari fanno registrare
sensibili incrementi di pubblico». «Le imprese circensi italiane
– conclude l’Enpa - ricevono dal Ministero per i Beni e le Attività
Culturali contributi che si avvicinano ai due milioni di euro l’anno,
cifre negli anni attestate solo per l’attività in Italia, e destinate
a finanziare uno spettacolo basato sulla prigionia di migliaia di
esseri viventi. Questo nonostante il formale impedimento di sovvenzionare
circhi condannati per maltrattamento di animali». Il dossier completo,
con tutte le cifre e i circhi beneficiari, è scaricabile su
www.enpa.it/it/uffici/DossierCirco.pdf. Il dossier illustra
le tecniche di addestramento, quelle di detenzione negli zoo, il
numero e le specie di animali, la normativa, il sistema contributivo
italiano ed i principali circhi finanziati.
Zoo di Zurigo: gorilla tentano
la fuga
TIO
6.1.2008 16:47
Una famigliola di gorilla dello zoo di Zurigo si è messa in testa
di farsi una "passeggiatina domenicale". La decina di
animali è passata attraverso un portoncino della recinzione che
permette di accedere ai locali dove si trovano le riserve di cibo.
Da lì però non hanno potuto uscire e quindi i visitatori non hanno
corso alcun rischio, ha precisato la direzione, che ha chiuso l'edificio
per diverse ore, onde riportare "a casa" i primati. Non
particolarmente aggressivi, possono rappresentare comunque un pericolo
vista la loro stazza: un maschio adulto supera due metri per 180-230
chili.
La fuga
della tigre dallo zoo. meglio morta che in gabbia
LIBERO
27 DICEMBRE 2007
OSCAR GRAZIOLI
È successo allo zoo di S. Francisco,
Usa, alle 5 della sera di Natale. Quattro tigri siberiane sono fuggite
dal recinto in cui erano imprigionate e, una di loro, ha assalito
un uomo piantandogli i denti nella gola, prima di dirigersi verso
un caffè vicino, assalendone altri due. Il primo, un giovane di
23 anni, è morto dilaniato dalle possenti fauci di uno dei più maestosi
felini viventi. Gli altri due versano in ospedale in condizioni
gravi. Lei si chiamava Tatiana, nome che evoca la tundra, il gelo
e i licheni che dovrebbero essere il suo habitat. Invece Tatiana
era segregata in un recinto dal quale attendeva di riuscire a fuggire,
alla ricerca di quella terra imbiancata dalla neve dove il buio
è sovrano e il vento sciabola bordate di ghiaccioli su prede e predatori,
su animali che fuggono e altri che li rincorrono, in quel gioco
crudele ma leale che si chiama vita. Già l'anno scorso Tatiana,
femmina di nove anni, aveva mostrato la sua rabbia per essere costretta,
lei la regina della tundra, in un volgare recinto di una calda e
afosa città americana. Aveva assalito un lavoratore dello zoo californiano
ferendolo lievemente. Questa volta invece la tigre ha sprigionato
tutta la forza delle sue masse muscolari che, seppure fuori allenamento,
le hanno permesso di saltare il fossato e, finalmente libera, vendicarsi
in qualche modo di chi l'aveva costretta in una gabbia e di chi
rideva e lanciava noccioline, quasi fosse una scimmia. Il poliziotto
che le ha sparato mentre attaccava uno degli uomini, che ora versano
in prognosi riservata all'ospedale, le ha fatto probabilmente un
favore. L'ha uccisa, sottraendola alle risate dei turisti, all'immobilità
forzata dentro un recinto, a una vita che non aveva più la dignità
di essere vissuta. Le altre tre compagne di sventura invece sono
state catturate e riportate nella prigione dove, per qualche giorno
saranno sottratte alla vista dei curiosi. Poi riprenderà la routine:
i pasti di carne congelata, la gente che ti addita, i bambini che
urlano e le mamme che ridono. Ho visto, nella mia vita professionale,
molti animali crudelmente maltrattati e quando penso a loro ci sono
molte immagini che mi affollano la mente. Due soprattutto riverberano
nel ricordo di tanti anni fa e sono le due facce di una stessa medaglia.
La detenzione in prigione degli animali selvatici per esibirli di
fronte al mero ludibrio umano. La prima immagine mi riporta allo
zoo di Praga, peraltro uno dei migliori d'Europa, dove mi ero recato
tanti anni fa per vedere il cavallo di Przewalski, una specie in
via d'estinzione che si diceva salvata e riportata in natura grazie
proprio al lavoro del giardino zoologico. Ero accompagnato, con
altre persone, da autorità della allora Cecoslovacchia, riluttanti
a farmi vedere altri settori dello zoo. Io e un amico, con un banale
stratagemma, riuscimmo ad infilarci in una sorta di hangar che ospitava
i felini. Ho ancora impressa nella mente l'immagine di una patera
nera, chiusa in una stretta gabbia, che mi guardava intensamente
con due occhi gialli che parevano rischiarare la penombra del luogo.
Era lo sguardo di chi, se solo potesse, ti ucciderebbe all'istante.
L'altra immagine mi porta su una strada di campagna ungherese ai
confini con l'ex Russia. Un uomo portava al guinzaglio un orso e
cercava di fermare le macchine per racimolare qualche soldo dalla
foto con il plantigrado. Quando scesi dalla macchina vidi la museruola
fatta di fil di ferro, le catene agli arti e l'espressione di chi
non ha scampo. Ricordo che gli diedi un fracco di soldi e in un
russo molto approssimativo gli dissi "fai il bravo con lui".
L'uomo mi sorrise soddisfatto, con la sua bocca sgangherata. Con
la scusa della ricerca e della salvezza di specie in via d'estinzione
ci sono milioni di zoo nel mondo dove si consuma un odioso delitto.
Privare gli animali della libertà e dell'anima.
LA SCHEDA LA TIGRE SIBERIANA
La tigre siberiana (nella foto Ansa un esemplare) è la più grossa.
Un maschio adulto può pesare 360 Kg e misurare 4 m di lunghezza.
Le sue prede preferite sono cervi e cinghiali che cattura dopo un
breve inseguimento con cauto appostamento, grazie al mimetismo della
sua pelliccia che le consente di confondersi nell'ambiente circostante.
L'attacco alla preda avviene di solito di fianco o da dietro. Due
i sistemi per uccidere la preda: morso dietro al collo (usato per
prede piccole e medie), che rompe o danneggia la spina dorsale;
morso alla gola (per prede che superano i 100 Kg), che provoca la
morte per soffocamento. RAZZA A RISCHIO All'inizio del 1900 si contavano
in tutta l'Asia circa 100.000 esemplari di tigre, oggi ne restano
solo 5.000. Di questo passo le tigri tra pochi anni rischieranno
l'estinzione. Le tigri sono tipici animali solitari. Catturano le
loro prime prede a circa 18 mesi di età. Il loro principali habitat
è la foresta mista.
Una tigre siberiana anche allo
zoo al Maglio
http://www.centroanimalista.ch/circhi_zoo/zoo_maglio/FOTO/Maglio_2007/tigre_siberiana2_2007.JPG
http://www.centroanimalista.ch/circhi_zoo/zoo_maglio/FOTO/Maglio_2007/tigre_siberiana3_orecchio_2007.JPG
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Durante il periodo natalizio vi sarà
un “affollamento” di circhi con animali nella capitale, due Orfei
ed un Togni, per giunta con più zeri in condotta. Si incomincia
domani, 19 dicembre, con il Moira Orfei il cui “spettacolo”, intitolato
“Una Tigre per Amore”, comprende persino felini geneticamente
modificati. E’ il caso di tigri e leoni bianchi, frutto di
selezioni genetiche adoperate tramite frequenti accoppiamenti
tra consanguinei. Purtroppo assieme al mantello
i felini hanno ereditato malattie ereditarie le cui potenzialità
negative sono notoriamente esaltate da tali tipi di accoppiamenti.
Eppure il circo li evidenzia in vero e proprio campionario da
fenomeno da baraccone.
“Lo spettacolo circense sarebbe più veritiero – ha dichiarato
Giovanni Guadagna, Responsabile Ufficio Cattività di ENPA - se
Moira Orfei illustrasse al pubblico se tra le tigri esibite nelle
gabbie montate a Roma, vi sono anche quelle che hanno ucciso o
ferito persone durante gli addestramenti”.
E’ da notare come il circo di Moira Orfei, abbia selezionato in
dieci anni, il numero più alto di morti e feriti dovuti ad aggressioni
di tigri. Un addestratore ed un inserviente uccisi, altrettanti
feriti, tra cui il figlio della stessa Orfei Stefano Nones, ed
almeno altre quattro persone artigliate, rappresentano - secondo
l’Enpa - la drammatica dimostrazione di una realtà poco conosciuta.
“La tigre in addestramento
– ha aggiunto Guadagna – viene costretta nella forzata repressione
dei propri istinti naturali. E’ già questa, a nostro avviso, una
forma di violenza il cui prodotto è un animale privato dei propri
diritti, innanzi tutto quello alla libertà ed a prescindere se
già nato in gabbia o rubato alla vita libera, come nel caso degli
elefanti prigionieri dei circhi”.
Claudio Locuratolo, invece, Responsabile della sede romana dell’Enpa,
ha lanciato un accorato appello al comune:
“Chiediamo con forza all’Ufficio Diritti Animali del Comune di
Roma, ed alla Consigliera Delegata Monica Cirinnà in particolare,
di controllare scrupolosamente le condizioni di detenzione degli
animali di tutti i circhi presenti a Roma, sperando almeno che
venga fatto rispettare il Regolamento comunale in difesa degli
animali. Già pochi anni addietro – ha aggiunto Locuratolo – proprio
a Roma il
Moira Orfei fu trovato inadempiente ad alcune prescrizioni in
difesa degli animali, appena dopo che il Comune di Modena, autore
di un analogo Regolamento, vietò al suo circo di entrare in città.”
Sempre a proposito dei circhi presenti per questo natale a Roma,
l’Enpa denuncia come le
assurde condizioni di detenzione siano oggetto di rinvio a giudizio
dei responsabili del circo Lidia Togni, mentre di Liana Orfei,
presente sempre nella capitale con lo spettacolo “Cenerentola
On Ice”, ci rimangono le incredibili descrizioni delle tecniche
di addestramento da lei pubblicate alcuni anni fa. Dalle
tigri vigliacche ed infide alle iene imbecilli e stupide. Tutto
riportato nel dossier Enpa dal titolo “Il Circo Prigione degli
Animali”, consultabile nelle pagine dell’Ufficio Cattività del
sito
www.enpa.it.
Nello stesso dossier, inoltre, sono riportati i finanziamenti
concessi dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali ai circhi
(fino a 300mila euro annui per l’impresa che gestisce il Circo
di Moira Orfei). Il tutto nonostante che in un solo anno gli incassi
al botteghino dei circhi italiani, come recentemente reso noto
dall’Enpa, si siano ridotti di quasi l’ottanta per cento (fonte
SIAE, raffronto primo semestre 2006-2007) per via della presenza
in Italia del più grande spettacolo circense al mondo senza animali,
ossia il canadese Cirque du Soleil, che da solo ha incassato nei
primi mesi 2006, più di quanto tutti i circhi italiani con animali
sono riusciti a fare in un anno.
Knie contestato: “Se vai al circo sei una bestia!”
Il Caffè della
Domenica, 18.11.2007
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Il movimento
animalista sfila a Lugano
LUGANO - “Animali liberi e domatori in gabbia!” È
lo slogan più gettonato fra i circa duecento attivisti dell’”Azione
circo senza animali” (Azot) che ieri, sabato, hanno sfilato
nel centro di Lugano dando vita alla quinta manifestazione
contro quello che definiscono “lo sfruttamento degli animali”
sotto il tendone del circo Knie.
“Esistono magnifici circhi senza animali - spiega infervorato
Max Molteni, vera e propria anima della manifestazione -
ed è quindi giunto il momento di impedire anche alla famiglia
Knie di sfruttarli per far divertire spettatori ignari di
certi metodi di addestramento”. Di fatto quella di ieri è
stata l’ultima manifestazione promossa dall’Azot - erano presenti
anche alcuni animalisti romandi e svizzero tedeschi - , dopo
quelle di Rapperswil, Zurigo, Lucerna e Losanna. “Sono soddisfatto
delle presenze di oggi - aggiunge Molteni - e, più in generale,
del seguito che hanno avuto quest’anno le nostre manifestazioni”.
E questo significa che Azot si sta già preparando a ‘seguire’
la tournée 2008 del circo Knie come anticipato dallo stesso
Molteni nel suo discorso a chiusura della manifestazione
che dopo aver attraversato il centro di Lugano, si è sciolta
in prossimità del tendone del circo.
“L’appuntamento con chi crede che gli animali meritino più
rispetto è per il prossimo anno - assicura Molteni - . Perché
nonostante alcuni media cerchino di sminuire le nostre azioni,
siamo un movimento in crescita. Dietro le diverse organizzazioni
che sono scese in piazza quest’oggi, ci sono infatti 50 mila
membri”.
Intanto, mentre gli agenti della polizia luganese tengono
d’occhio i manifestanti -che hanno in ogni caso rispettato
tutte le disposizioni imposte dalle autorità - la manifestazione
si scioglie alla spicciolata. Sulle transenne metalliche
che delimitano l’accesso pedonale al tendone del circo Knie,
restano esposti alcuni striscioni con slogan come “Se vai
al circo sei una bestia” oppure “Il tuo biglietto, la sua
prigione”. I passanti li leggono. Accettano anche i volantini
di propaganda, ma poi passano oltre. Verso lo spettacolo circense
nel quale la famiglia Knie fa esibire molti animali, soprattutto
cavalli ed elefanti. Quelli che Azot vorrebbe liberare.
a.c.
LA PROTESTA
“Oramai siamo più di 50.000 in Svizzera”
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22 novembre - Londra -
Un rapporto indipendente commissionato dal ministero dell'Ambiente
sull'utilizzo degli animali selvatici nei circhi ha concluso che
specie come i leoni, le tigri, gli elefanti e le zebre non stanno
'ne' meglio ne' peggio' di altri animali tenuti in cattivita'
per esempio negli zoo e che quindi non
e' necessario vietare ai circhi di tenerli.
Il risultato dello studio rappresenta una buona notizia per i
quattro circhi - su un totale di 27 nel Regno Unito - che impiegano
animali nei loro spettacoli, ma per i gruppi animalisti rappresenta
un vero oltraggio. 'Non avevamo bisogno che un rapporto ci dicesse
quello che sapevamo gia', ovvero che non esistono studi seri sul
trattamento degli animali nei circhi', ha detto una portavoce
dell'associazione RSPCA, sottolineando come, sebbene studi sul
trattamento delle specie esotiche siano gia' stati condotti in
passato e siano stati presi in considerazione nel rapporto, a
non essere prese in esame sono state altre ricerche sul trasporto
degli animali, anche quelli domestici.
Sono 47 gli animali selvatici che lavorano regolarmente nei circhi
britannici. Secondo Petra Jackson, circense di Circus Mondao,
un circo che al momento utilizza tre zebre, due lama e due cammelli,
'I gruppi per i diritti degli animali hanno reso il circo una
cosa sporca. La gente deve aprire gli occhi e vedere cosa e' il
circo oggi e che cos'era 30 anni fa. Credo ci sia una componente
di snobismo. La gente va alle fiere di paese a vedere le gare
di agilita' canina, ma quando si vede la stessa cosa in un circo
di colpo diventa sbagliata'. (ANSA)
Ticinonews
14.11.07
Lieto evento allo zoo di Basilea: Msichana, una
femmina di ghepardo, ha dato alla luce cinque cuccioli. I piccoli
- quattro maschi e una femmina, concepiti con il padre Survivor
- sono nati in una gabbia separata due mesi fa e oggi sono per la
prima volta entrati nel recinto visibile dal pubblico, hanno indicato
oggi i responsabili.
I felini, sempre sotto l'occhio vigile di mamma Msichana, hanno
mostrato una grande curiosità per l'ambiente circostante. Sono anche
in buona salute, cosa non evidente per questa specie, caratterizzata
da un'elevata mortalità infantile.
Da alcuni anni i ghepardi ospitati dallo "Zolli" di Basilea
beneficiano di una nuova struttura, che permette loro di sopportare
senza troppi problemi il rigido inverno svizzero: vi sono addirittura
zone con rocce artificiali riscaldate, subito diventate
il luogo di siesta favorito dagli animali.
COMUNICATO STAMPA
Sabato 8 settembre si è svolta a Locarno una manifestazione
contro
l'utilizzo di animali nei circhi in occasione della tournée ticinese
del circo Nock.
Dopo il divieto totale (che noi riteniamo anticostituzionale) di
cui si è reso protagonista l'esecutivo di Chiasso, la cui municipale
Pantani-Tettamanti è giunta persino a dichiarare il falso per
giustificare il niet di sovietica memoria espresso dai sui colleghi.
Dopo il divieto di utilizzare il megafono nel corso della
manifestazione a Lugano -che almeno ci è stato comunicato
espressamente e per iscritto dalle autorità - l'Atra e il Cda
si sono
visti negare dalla polizia locarnese l'uso del megafono, costringendo
i partecipanti a sgolarsi per fare udire le proprie ragioni.
Una richiesta, quella dell'utilizzo di apparecchi di riproduzione
sonora comunemente utilizzati in tutte le manifestazioni del mondo
civile, espressamente avanzata per iscritto al Municipio di Locarno,
che non ha avuto nulla da obiettare nella sua risposta scritta giunta
all'Atra in merito alla nostra richiesta.
Arrivati sul posto, gli oltre trenta manifestanti si sono visti
invece negare quanto de facto era stato autorizzato.
Gli agenti - peraltro in modo sgarbato - ci hanno semplicemente
comunicato che il Municipio, nella sua risposta giunta ai nostri
uffici tre settimane prima della manifestazione, si era "dimenticato"di scriverci del divieto di utilizzo del megafono.
Per tutta risposta, di fronte alla nostra richiesta di chiarimenti,
i dimostranti si sono sentiti rispondere che cercavano il conflitto.
Inoltre, a chi voleva chiedere ulteriori delucidazioni sono stati
richiesti i documenti.
L'Atra e il Cda fanno presente che non si faranno intimorire nè
da
un atteggiamento della polizia che tende evidentemente a equiparare
pacifici e civili manifestanti a pericolosi soggetti, nè dal
doppiogiochismo delle autorità municipali.
Le nostre associazioni sono allibite da tanta arroganza e
incompetenza.
Come sia possibile trattare con tanta scorrettezza due
organizzazioni che in 30 anni di attività l'una, e 15 anni
l'altra
non hanno mai causato un solo problema di ordine pubblico non può
che
lasciare l'amaro in bocca.
Noi continueremo a chiedere quanto consentito in tutti i paesi
democratici e civili. Ovvero la possibilità di protestare
in favore
di chi non ha voce. Ma riteniamo di aver diritto al rispetto
dimostrato nei confronti di altre realtà, forse più potenti, ma
non
per questo motivo più importanti per la vita civile e sociale del
nostro Paese.
Atra - Associazione svizzera per l'abolizione della
vivisezione
Cda - Centro di documentazione animalista
La
Regione, 3 settembre 2007
Raid
notturno al circo
Chiasso, quattro giovani sorpresi nello zoo. Uno è stato
fermato
|
Quella tra sabato e ieri è stata una notte decisamente
movimentata per la carovana del Circo Nock.
Scongiurata l’organizzazione di manifestazioni
contro l’utilizzo di animali durante gli spettacoli
(cfr. laRegioneTicino di sabato), ieri
notte tra la una e le 2 quattro ragazzi sono
riusciti a penetrare nella zona riservata agli
addetti ai lavori e agli animali. Sorpresi all’interno
dello zoo dal personale del circo, due ragazzi
sono riusciti a scappare. Uno di loro è stato
però bloccato da un agente della Prosegur che,
come ogni notte, stava sorvegliando l’area del
circo. Sul posto è intervenuta la Polizia cantonale
che ha preso le generalità del giovane. Si tratterebbe
di un minorenne. Nessuna traccia degli altri componenti
del gruppo che, nel raid, ha pure rovinato alcuni
cartelloni pubblicitari estranei ai circo affissi
lungo la strada.
Nella giornata di oggi, dopo avere accertato
le reali intenzioni dei giovani, i vertici del
Circo Nock decideranno se sporgere denuncia.
Sarebbe la seconda, dopo quella contro ignoti
presentata dopo che i cartelloni pubblicitari
posizionati lungo la cantonale tra Mendrisio e
Chiasso erano stati squarciati all’inizio della
scorsa settimana. Nell’episodio di ieri notte
nessuno è rimasto ferito.
Intanto la carovana del circo questa notte ha
lasciato lo stadio di Chiasso per trasferirsi
a Bellinzona. |
|
La Regione Ticino, 4 settembre 2007
Il circo
Nock denuncia i vandali
Quattro volte in Procura per danneggiamenti, furti e vandalismi.
Intanto la tournée 2007 è da record
Sono quattro le denunce alla Procura che i responsabili del circo Nock hanno inoltrato negli scorsi giorni per atti di vandalismo,
danneggiamento e furto. Le denunce sono legate agli episodi successi
negli scorsi giorni a Chiasso, Lugano e Bellinzona. In modo particolare
due denunce sono partite per il taglio degli striscioni che annunciano
l’arrivo del circo a Lugano e una, per gli stessi motivi a Chiasso.
L’ultima, in ordine di tempo, è stata inoltrata ieri a Bellinzona
dopo che i responsabili del circo si sono accorti che i soliti
ignoti avevano tolto dagli striscioni il cartello indicante le
date degli spettacoli in Città. Non ha invece avuto seguito e
quindi non è stata sporta denuncia, l’episodio del weekend capitato
a Chiasso, allorquando i servizi di sicurezza del circo avevano
sopreso alcuni giovani ubriachi aggirarsi, a tarda notte, tra
le gabbie degli animali e i camion della carovana. I giovani,
messi in fuga dal sopraggiungere dei servizi di sicurezza del
circo e, dopo, delle pattuglie della Polizia cantonale se l’erano
data a gambe. Uno però non era riuscito a scavalcare la recinzione
ed è stato fermato dalle forze dell’ordine. Dopo i controlli del
caso in Polizia è stato rilasciato e la direzione del circo Nock,
visto che non si sono registrati danni particolari, ha deciso
di archiviare la faccenda senza sporgere denuncia dopo aver discusso
con il diretto interessato.
Come accennato la carovana del circo Nock è giunta ieri a Bellinzona,
dove oggi è in calendario uno spettacolo riservato dallo sponsor.
Gli spettacoli per il pubblico sono invece in programma domani,
alle 15 e alle 20. Lo zoo itinerante che accompagna la tournée
2007 del circo Nock, che, detto per inciso, sta già pensando alla
prossima stagione con parecchie novità non solo per quanto riguarda
lo spettacolo vero e proprio, è invece aperto al pubblico oggi
dalle 10 alle 19 e domani con gli stessi orari. La carovana Nock
si sposterà, giovedì, a Locarno per l’ultima tappa ticinese (non
è più prevista quella di Ambrì come accadeva qualche anno fa)
prima di far ritorno in Svizzera tedesca per la conclusione della
tournée iniziata lo scorso mese di marzo. A parte gli inconvenienti
legati alle dimostrazioni di alcuni
gruppuscoli
di animalisti e gli atti vandalici contro gli striscioni del circo,
le tappe ticinesi, come ci confermano dall’ufficio stampa di Nock,
hanno riscontrato un successo di pubblico che ha oltrepassato
ogni più rosea speranza.
Il
circo Nock non denuncia il raid di sabato
|
I quattro ragazzi che sabato notte sono entrati nella
zona riservata del Circo Nock non saranno denunciati.
Lo hanno deciso i vertici del circo dopo aver discusso
con il ragazzo fermato all’esterno della recinzione da
un agente di sicurezza (cfr. laRegione Ticino
di ieri). « Si è trattato di una bravata di giovani
ubriachi – ci spiegano dal circo – abbiamo parlato
con il ragazzo che, oltre ad essersi scusato, ci ha
detto che non era loro intenzione liberare gli animali
o fare danni. Hanno semplicemente visto la luce accesa
e hanno messo a segno la bravata ».
Sorpresi dal personale del circo, i quattro giovani se
la sono data a gambe. Uno è stato fermato da un agente
della Prosegur in servizio all’esterno del tendone. Successivamente
era intervenuta la Polizia cantonale per accertare le
generalità del giovane. |
CITTÀ
Strappati gli orari dagli striscioni
Altri vandalismi contro il Nock
Giornale del popolo 04.09.2007
Dopo i fatti di Chiasso (dove alcuni giovani hanno compiuto
un “raid” notturno all’interno del Circo Nock), anche
nella capitale è stata presa di mira dai soliti ignoti
la 147esima tournée. In effetti – come hanno dichiarato
ieri alla stampa Florian Tinner e Michele Zemaneck del
servizio media – in questi giorni sono sparite le date
degli spettacoli sugli striscioni promozionali sparsi
in diverse zone della città. Per questo è partita la
quarta denuncia alla polizia cantonale (oltre alle due
per vandalismi perpetrati a Lugano e a quella di Chiasso)
per furto, danneggiamento, perdita di guadagno e vandalismo.
Per contro – hanno affermato ancora Tinner e Zemanek
– non viene sporta denuncia nei confronti del giovane
acciuffato a Chiasso, poiché in quel caso si è trattato
di una semplice “bravata”». Sui fatti di Bellinzona c’è
comunque lo spettro degli animalismi, che, puntuali,
tornano a farsi sentire in queste occasioni (come è stato
il caso delle scritte sui carri trovate a Losanna). Ma
va anche detto che – come hanno spiegato i responsabili
della comunicazione del circo – a suffragio di questa
tesi non vi sono prove. |
|
Egregio Signor Sindaco,
Brasile, Costa Rica, Finlandia, Israele, Singapore e Svezia
hanno varato leggi che proibiscono l'uso di animali negli
spettacoli circensi. Diciotto province e città degli Stati
Uniti, così come diverse giurisdizioni in quattro province
del Canada, vietano esibizioni con animali selvatici ed
esotici.
In Gran Bretagna non ci sono parchi acquatici, perché
nessuno li frequenta e nella Carolina del Sud (Stati Uniti)
sono proibiti spettacoli con balene e delfini (e questo
nonostante il guadagno che potrebbe trarne, visto che
si affaccia sull'oceano Atlantico)*.
ok Queste sono tra le nazioni che hanno già proibito
spettacoli con animali (delfinari, acquari, circhi o zoo).
Cosa aspettiamo a farlo anche in Svizzera?
Ci preoccupiamo per l'inquinamento e la protezione della
natura e troviamo normale tenere in gabbia esseri sensibili
ed altamente sviluppati.
E' forse normale far saltare una tigre dentro ad un cerchio?
E' educativo mostrare ai nostri bambini cavalli costretti
a
ballare il tango?
Non è crudele tenere in catene degli animali abituati
a territori sconfinati, ad una vita sociale variata (fondamentale
per gli elefanti, per esempio), ad un'esistenza attiva
di caccia e ritmi biologici scanditi da milioni di anni?
Non si obietti che le gabbie sono grandi o che sono "a
norma di legge". Sono gabbie. Nella savana non ci
sono recinti. Nella foresta non ci sono sbarre. In natura
non c'è costrizione.
Le chiedo pertanto di riflettere su quanto scritto e mi
auguro
che l'anno prossimo voglia seguire l'esempio di numerosi
paesi e comuni del mondo che vietano sul loro territorio
l'attendamento di circhi con animali. Sarebbe un segno
di civiltà.
Infine un commento personale su un fatto che mi ha colpito
molto. Ho sentito che Chiasso ha proibito ogni manifestazione
contro il circo sul suo territorio.
Non si capisce il perché: manifestare è una delle forme
della
libertà d'opinione, d'espressione e di riunione. Queste
libertà
sono diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione
Federale (art. 16 e 22), dalla Convenzione Europea dei
Diritti dell'Uomo (art. 10 e 11), come pure dal Patto
internazionale relativo ai diritti civili e politici dell'ONU
(Patto II, art 19 e 21), nonché dalle varie Costituzioni
Cantonali.
In particolare, secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo:
"la libertà d'espressione non vale soltanto per le
informazioni e le idee accolte con favore o considerate
come inoffensive o indifferenti, ma anche per quelle che
urtano, scioccano o
inquietano lo Stato o una frazione qualunque della popolazione".
(sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, Handsyde
del 7 dicembre 1976).
In questo senso va anche la nostra giurisprudenza, che
ha
affermato che un rifiuto dell'autorizzazione a manifestare
è giustificato solo nel caso di "pericolo, diretto
e imminente che una manifestazione potrebbe oggettivamente
comportare per l'ordine pubblico" (Sentenza del Tribunale
Federale 108 Ia 300).
Non ho mai partecipato ad alcuna manifestazione animalista,
ma leggo i giornali e guardo la tv. A Lugano sono ormai
molti anni che, in occasione dell'arrivo dei circhi Nock
e Knie, si svolgono pacificamente e senza alcun disturbo
della quiete, manifestazioni contro questi spettacoli:
40-50 ragazzi con uno striscione di stoffa che distribuiscono
volantini perché hanno a cuore il destino degli animali
in gabbia sono giudicati così pericolosi per l'ordine
pubblico del comune di Chiasso?
Grazie per l'attenzione rivolta a queste mie osservazioni,
nella speranza di un Vostro futuro ripensamento delle
politiche comunali prese in causa
Cordiali saluti
P. Poretti, Lugano
* i dati riguardanti le nazioni che hanno proibito l'uso
di
animali negli spettacoli sono tratti dal libro "Gabbie
vuote", di
Tom Regan, filosofo americano e prof. emerito di filosofia
presso la North Carolina State University.
** questa lettera è stata inoltrata in copia anche alle
redazioni di alcuni giornali locali, onde poter dare più
ampia risonanza ad un problema che ritengo meritevole
della massima sensibilizzazione in quanto indiscutibilmente
di interesse pubblico.
________________________________________________
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Una nuova tragedia allo
zoo di Basilea
Svisstxt - 4.9.07
Un licaone è stato sbranato da alcuni leoni. Il canide era riuscito
a raggiungere la gabbia dei felini saltando al di sopra della
rete divisoria.
Un fatto simile era già successo lo scorso marzo.
... e non è la prima volta.
ADN KRONOS
16 MARZO 2007
In natura
le due specie sono nemiche mortali: leonessa uccide licaone allo
zoo di Basilea
Ha morso
alla gola l'animale, caduto accidentalmente nel bacino che separa
il suo territorio da quello riservato ai felini
Basilea, 15 mar. (Adnkronos) - Una leonessa ha ucciso un licaone
nel tardo pomeriggio di ieri allo zoo di Basilea. Lo sfortunato
animale, caduto nel bacino che separa il suo territorio da quello
dei leoni, è stato morso alla gola dal felino, ha comunicato oggi
lo zoo.Il licaone, canide dalla corporatura che ricorda quella
di una iena, ha zampe lunghe, testa robusta con orecchie grandi.
Il suo manto presenta diverse variazioni di colore con tonalità
diverse marrone, nero e bianco. In natura i licaoni e i leoni
sono nemici mortali. Il re della foresta si impadronisce regolarmente
delle prede dei licaoni che sono oggi una specie minacciata di
estinzione. Si stima che vivano ancora in libertà circa 4000 di
questi animali, tutti in Africa.
DIVIETO DI MANIFESTARE CONTRO
L'UTILIZZO DEGLI ANIMALI NEI CIRCHI
Comunicato Stampa
vi informiamo che in data 30 agosto 2007 abbiamo inviato un ricorso
al Lodevole Consiglio di Stato nei confronti del Municipio di Chiasso
che ci ha vietato di manifestare davanti al tendone del circo Nock
sabato 1 settembre 2007. Il ricorso verte sulla violazione della
libertà di riunione e del principio della proporzionalità.
A questo proposito ricordiamo che iniziative simili si svolgono
da
anni in Canton Ticino (e in ben più ampie dimensioni in tutta la
Svizzera) senza nessun incidente e sempre sotto il controllo della
Polizia (la più recente sabato scorso a Lugano).
Da anni assistiamo purtroppo all'unilaterale e spropositata
pubblicità di cui circhi e zoo godono sui mass media che molto
raramente danno spazio a quella crescente parte della popolazione
che
contesta lo sfruttamento degli animali negli spettacoli.
Se oltre a ciò dobbiamo subire divieti fuori da ogni logica e che
ci impediscono di far sentire nella legalità la nostra voce, ci
chiediamo cosa resta.
Siamo stati tristemente sorpresi anche dalla decisione del
Municipio di Lugano che, pur avendo accettato la manifestazione
di
sabato scorso, ci ha negato il semplice utilizzo del megafono (che
viene utilizzato in molte manifestazioni) costringendoci a gridare
come al mercato.
Ha fatto ben di peggio Chiasso con un divieto totale e con
motivazioni inaccettabili.
A questo divieto si sono aggiunte le bugie raccontate sulla stampa
dalla Municipale Roberta Pantani-Tettamanti che ha raccontato fatti
che esistono solo nella sua fantasia come possono confermare tutti
i
testimoni che hanno seguito la manifestazione del 2006, Polizia
comunale compresa.
A malincuore ci vediamo quindi costretti, da una disposizione
legale che non possiamo fare altro che accettare, a non presenziare
a
Chiasso e saremo invece sabato
8 settembre alle ore 14.00 a Locarno
(che ha dato il via libera alla manifestazione con le normali
puntualizzazioni in merito all'ordine pubblico, ecc..)
Vi informeremo sull'esito del ricorso, ma resta fermo il profondo
disappunto per queste forme di limitazione della libertà di
espressione che denunciamo con forza e che dovrebbero essere
garantite dalla Costituzione.
ATRA Svizzera
CDA Lugano
www.centroanimalista.ch
_________________________________________________________________
Corriere del Ticino, 29.08.2007
Striscioni
pubblicitari tagliati, il circo Nock presenta denuncia penale
|
È stato chiamato in causa il Ministero pubblico ticinese per
gli atti di vandalismo perpetrati tra Chiasso e Coldrerio:
per fatti simili, a Losanna sono stati incriminati membri
di associazioni animaliste
È partita ieri la denuncia contro ignoti per danneggiamento
con in calce la firma dei vertici del circo Nock, sconcertati
per il nuovo atto di vandalismo di cui ha riferito in esclusiva
il Cd T. A finire nel mirino di uno o più teppisti,
almeno quattro teloni pubblicitari, che sono stati squarciati
in modo da far sparire il nome del circo. Dal Nock fanno sapere
che pure i colleghi del circo Knie sono più volte stati vittime
di siffatti gesti. Per questo, le due compagnie stanno concertando
una comune linea d’azione. Intanto, come detto, il circo Nock
si è mosso presso la Procura, che dovrà individuare gli autori
del raid nel distretto. Cosa che ai magistrati losannesi
è riuscita, visto che sono riusciti a mettere le mani su
un paio di animalisti colpevoli di avere danneggiato insegne
dell’impresa guidata dalla famiglia Nock. Intanto, a Chiasso
è tutto pronto per ospitarne la carovana, che si tratterrà
da giovedì a domenica con una serie di spettacoli. P.C.
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SQUARCIATI Uno degli striscioni
preso di mira da vandali per ora ignoti alle autorità. (foto
Fiorenzo Maffi)
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Corriere del Ticino, 28.08.2007
Squarciati
i cartelloni
Vandalismi contro la pubblicità del Circo Nock
|
I manifesti posati per annunciare l’arrivo della carovana
a Chiasso sono stati danneggiati da ignoti. Intanto il Centro
di documentazione animalista ricorre contro la decisione
del Municipio di non autorizzare dimostrazioni
Dopo Lugano, il Circo Nock farà tappa a Chiasso da giovedì
prossimo a domenica 2 settembre. Come sempre l’arrivo della
carovana viene annunciato da cartelloni pubblicitari piazzati
a lato della strada o su appositi pannelli. Ebbene ieri alcuni
di questi manifesti sono stati oggetto di vandalismi. Fra
Coldrerio e Chiasso ne abbiamo contati almeno quattro squarciati,
con le scritte ritagliate in modo da impedirne la lettura.
Chi sia stato non si sa ma non è da escludere che il gesto
sia da ricondurre alle incomprensioni fra animalisti e proprietari
di circhi in merito all’utilizzo di animali per gli spettacoli.
Tanto più che il Municipio di Chiasso ha detto no (vedi
Corriere del Ticino di venerdì scorso)alla richiesta del Centro
di documentazione animalista di manifestare sabato prossimo
all’esterno del tendone.
«Non ne sappiamo niente» premette il coordinatore del Centro
Max Molteni: «Noi non agiamo in questo modo. Come
abbiamo più volte dimostrato, preferiamo comportarci secondo
le regole. Basti ricordare come abbiamo chiesto per tempo
le dovute autorizzazioni a manifestare contro l’impiego di
animali nel circo alle autorità comunali di Lugano, Locarno
e Chiasso. Il fatto che il Municipio di quest’ultima località
non ce l’abbia concessa non vuol dire che c’entriamo in qualche
modo coi vandalismi». Il nostro interlocutore spiega che,
in ossequio alle norme in vigore, è stato inoltrato un regolare
ricorso contro la decisione municipale. Se il divieto dovesse
essere confermato, «non abbiamo ancora deciso come comportarci.
Probabilmente non staremo fermi. Qualcosa faremo». Molteni
tiene comunque a sottolineare che mai è stato impedito al
pubblico di entrare sotto il tendone per uno spettacolo e
che il Centro di documentazione animalista non lo farà nemmeno
in futuro.
Da parte sua la responsabile del Dicastero polizia di Chiasso
Roberta Pantani Tettamanti stigmatizza il gesto
vandalico ed è spiaciuta che il confronto abbia assunto
questi toni. Aggiunge che per ora non sono previste misure
di polizia particolari per la presenza del circo a Chiasso,
anche se occorrerà valutare se e quanto salirà la «temperatura»
in questa settimana. La municipale prende atto anche del
ricorso del Centro animalista, ritenendo comunque che l’
Esecutivo chiassese abbia agito regolarmente nell’ambito dei
poteri decisionali attribuitigli dalla Legge organica comunale.
Ricordiamo intanto che in seguito alla presenza del circo
Nock a Chiasso, via 1. agosto sarà sbarrata al traffico da
mercoledì a lunedì prossimi. La fermata della linea circolare
dei bus sarà spostata di 100 metri all’intersezione fra via
1. agosto e via Guisan. Lu Ber |

CHIASSO-BALERNA I cartelloni posati
lungo la strada sono stati tagliuzzati e resi illeggibili.
(foto Fiorenzo Maffi)
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Corriere del Ticino, 27 agosto 2007
Animalisti in piazza contro l’arrivo del circo
|
Una quarantina di persone ha dato vita sabato sera davanti
al tendone del circo Nock a Cornaredo a una manifestazione
contro l’impiego degli animali negli spettacoli. La dimostrazione,
autorizzata dalle autorità cittadine a condizione che non
venissero utilizzati i megafoni, si è svolta in maniera tranquilla.
Volontari del Centro di documentazione animalista, capitanati
dal coordinatore Max Molteni, simpatizzanti e membri di altri
sodalizi ticinesi o italiani hanno distribuito una serie
di volantini spiegando ai passanti le proprie argomentazioni.
Un’iniziativa analoga avrà luogo sabato 8 settembre a Locarno,
nel primo pomeriggio. Come anticipato nei giorni scorsi dal
CdT (cfr. l’edizione del 24 agosto) il Municipio di Chiasso
ha dal canto suo preferito non concedere il permesso a dimostrare.
|

PROTESTA
Posizioni divergenti intorno all’utilizzo degli animali negli
spettacoli circensi.
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24.08.2007 11:26
Chiasso
dice no a animalisti
Il
Municipio vieta autorizzazione a manifestazione di fronte al circo
Nock
Chiasso dice no alla manifestazione degli animalisti di fronte
al tendone del circo Nock.
Lo scrive oggi il Corriere del Ticino. Per la sua 147esima tournée
il circo farà tappa in alcune città del Cantone a partire dai primi
di settembre.
Diverse le manifestazioni di protesta previste dal Centro di documentazione
animalista capitanato da Max Molteni, da sempre in guerra contro
quei circhi che hanno in programma numeri con animali: Locarno e
Lugano hanno già dato il permesso di dimostrare davanti al tendone,
naturalmente nel pieno rispetto delle regole basilari. Chiasso ha
invece preferito rispondere picche all’azione animalista. Molteni
ha già fatto sapere che intende ricorrere contro la decisione del
comune di confine. Una decisione
presa per motivi di ordine pubblico, per la presenza di bambini.
“Ma noi non abbiamo mai avuto problemi di questo genere- replica
Molteni”. “Condivido in pieno la decisione presa dai miei
colleghi di Municipio- dichiara la titolare del Dicastero di Polizia
Roberta Pantani, assente durante la seduta in questione- Già lo
scorso anno gli animalisti avevano manifestato di fronte al tendone
del circo e avevano creato parecchio fastidio con i loro megafoni
e campanacci. Il fatto che Locarno e Lugano siano di avviso contrario-
e così conclude- prova che in Ticino l’autonomia comunale vale ancora
qualcosa”.
Corriere del Ticino, 24.08.2007
Chiasso dice no agli animalisti
Locarno e Lugano autorizzano le manifestazioni contro il circo
|
Il circo Nock è in Ticino per la sua tournée e il Centro
animalista ha chiesto il permesso di dimostrare davanti
al tendone contro l’impiego di animali negli spettacoli.
Diverse le risposte ottenute da tre centri del Cantone
Lugano, Chiasso, Bellinzona e Locarno sono in ordine cronologico
le località del Cantone nelle quali farà tappa la 147. tournée
del circo Nock. Chi non gradisce i circhi che presentano
numeri con animali come il Centro di documentazione animalista
(CDA) di Lugano pensa di esprimere il suo dissenso con manifestazioni
in cui si intende gridare slogan, distribuire materiale
informativo e dialogare con le persone.
«Faremo ricorso»
Max Molteni, del CDA, spiega che «sono state chieste
le necessarie autorizzazioni ai Comuni. Locarno ci ha concesso
il via libera totale, ovviamente nel rispetto di norme
basilari che non intendiamo certo disattendere. Anche Lugano
ha detto sì alla libera espressione di un dissenso che
riteniamo legittimo e ampiamente motivato sul posteggio
in zona Gerra.Ci è però stato imposto di non utilizzare
megafoni. Diversa la situazione di Chiasso che ci ha vietato
di dimostrare adducendo motivi di ordine pubblico per
la presenza di bambini. La nostra legale sta valutando le
possibilità di un ricorso al Consiglio di Stato che quasi
sicuramente inoltreremo contro questa decisione incomprensibile
in quanto in passato non abbiamo mai avuto nessun problema.
L’ Azione circo senza animali (Azot), con sede a Lucerna,
ha potuto scendere nel centro storico di questa città per
illustrare le sue posizioni mentre a Zurigo 150 persone,
su invito di questo movimento, hanno sfilato lungo la Bahnhofstrasse
senza incidenti o danni alle cose».
«Non c’ero ma condivido»
La titolare del dicastero polizia del comune di Chiasso,
Roberta Pantani Tettamanti, precisa che era assente
quando il Municipio ha approvato questa risoluzione, di
competenza del suo dicastero, «che condivido nelle motivazioni.
Si adducono ragioni di sicurezza e di ordine pubblico per
la forte affluenza di bambini e per l’uso di megafoni e
volantini. L’anno scorso hanno manifestato e vi
erano persone infastidite. Ero presente e tentano di impedire
l’entrata al circo e gridano. Tra di loro vi sono dei facinorosi.
L’informazione non si fa davanti ai circhi. Parlo a titolo
personale ma condivido la decisione dell’ Esecutivo adottata
nel rispetto della Legge organica comunale».
«Margine di apprezzamento»
Elio Genazzi, capo Sezione degli enti locali, indica
che «il Comune è preposto all’ordine pubblico, in particolare
in base alla Legge organica comunale. Una manifestazione
deve ottenere l’autorizzazione preventiva del Municipio,
il quale agisce in base al proprio Regolamento comunale,
apprezzando gli interessi contrapposti delle parti e rispettando
i principi fondamentali del diritto (parità di trattamento,
adeguatezza, libertà fondamentali), e considerando gli aspetti
di ordine pubblico. Il Municipio, sulla base di questo principio,
dispone di margine di apprezzamento».
Enrico Giorgetti |

TORNA IL CONFRONTO Sull’uso degli
animali nei circhi il dibattito è aperto e le posizioni
divergenti. Sabato alle 19.30 gli oppositori saranno a
Lugano per dire «no». L’8 settembre a Locarno. (fotogonnella)
|
| CHI
SI OPPONE AI SERRAGLI
«Sono esseri senzienti Non vanno degradati»
«Gli animali devono avere il diritto di vivere liberi e
in accordo ai loro bisogni di base. Quelli dei circhi sono
sfruttati, obbligati a compiere atti umilianti, diventando
caricature della loro specie per il divertimento degli
umani. Sono esseri senzienti, non vanno degradati con una
pratica per la quale non c’è posto nella nostra società»,
afferma Max Molteni del Centro di documentazione
animalista.
Nel sito del circo Nock si dice che «una tigre allo stato
selvaggio vive circa 13 anni, mentre in cattività può arrivare
fino a 20»...
«La vita non è fatta solo di una somma di giorni. Anche
per gli animali conta la qualità e la dignità di un’esistenza
che devono trascorrere nel loro habitat naturale senza
essere costretti a compiere esercizi che in natura non
farebbero mai. Vi sono anche essere umani che condannati
all’ergastolo hanno preferito morire. Gli animali costretti
in gabbie non hanno commesso alcun reato. Mi chiedo cosa
impara un bambino quando vede che con la frusta in mano
si può far fare all’a n i m ale quello che si vuole. Si
mostra un esempio di sottomissione che ritengo diseducativo
», soggiunge Max Molteni e conclude: «Gli animali dei circhi
sono condannati ad una vita miserevole, fatta di costrizioni.
Nazioni come la Danimarca, la Svezia, la Finlandia e l’
Austria hanno bandito dal loro territorio circhi con animali
selvatici. In Canada, Italia e Stati Uniti vi sono comuni
e città che non consentono a circhi con animali di esibirsi
su suolo pubblico».
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TIGROTTO Con il suo domatore
Redi Cristiani. (fotogonnella)
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| LA PAROLA
A CHI FA SPETTACOLO CON I NON UMANI
«Nessuno gli impone di fare le cose che non
vogliono»
«Sono nato nel circo con gli animali che la gente
dimostra sempre di apprezzare. Noi crediamo nel circo tradizionale
» afferma Florian Tinner,
portavoce del circo Nock.
Ma vi sono anche spettacoli senza animali – come il Cirque
du Soleil – che entusiasmano il pubblico...
«Il Cirque du Soleil è destinato ad un pubblico adulto.
I bambini non ci vanno. Da noi gli animali stanno benissimo.
Sono adeguatamente alimentati e costantemente seguiti
da un veterinario che controlla il loro stato di salute.
Per noi sono un patrimonio che ci sta particolarmente a
cuore. Cambiamo spesso posto e loro gradiscono questo.
Sono in movimento tutto il giorno anche per l’addestramento.
Nessuno li obbliga a fare quello che non vogliono. Non
li costringiamo mai, non rientra nella nostra filosofia.
Le tigri sono del domatore e da quattro generazioni provengono
da zoo o circhi. Una tigre in cattività vive più a lungo
e non corre il rischio di venire uccisa da un cacciatore
o da un bracconiere per scopi ignobili. I nostri animali
hanno quale missione quella di regalare momenti di felicità
alle persone. Noi non catturiamo mai animali selvatici.
Non va dimenticato che dagli inizi del 1900 la caccia spietata
alla tigre ne ha ridotto da 100.000 a 4.000 il numero
di esemplari che vivono in libertà e questo non è certo
colpa dei circhi».
Il domatore Redi Cristiani presenta sette tigri e un liger
(un incrocio tra tigre e leone). Il circo Nock fa lavorare
anche cavalli di varie razze, zebre e lama. |
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Corriere del Ticino, 25.08.2007
Falconeria: gli aspetti positivi
Seguo ormai da quasi due anni le vicende del Signor
Pio Nesa e della sua attività di falconeria tramite i frequenti
articoli che appaiono sui giornali.
Poco più di due anni fa ho assistito con i miei figli ad uno degli
spettacoli del Signor Nesa e dei suoi rapaci al parco San Grato
di Lugano, spettacolo che mi ha permesso, a 40 anni di età, di osservare
per la prima volta dal vivo e a distanza ravvicinata il volo silenzioso
di un gufo, la maestosità dell’aquila e l’agilità e rapidità del
falco pellegrino e di altri rapaci.
Anche i miei bambini in quella occasione hanno provato emozioni
che sicuramente non avrebbero mai provato guardando un documentario
in televisione o vedendo gli stessi rapaci rinchiusi in una gabbia
di uno zoo.
Alcuni mesi dopo sono iniziati gli attacchi al Signor Nesa e alla
sua attività: dapprima si è fatto un gran baccano per due casupole
di legno e per le panchine sempre di legno installate senza autorizzazione
al parco San Grato, fintanto che il Signor Nesa se ne è dovuto andare
altrove; adesso che il falconiere si è reinstallato e che con nuove
strutture (a norma di legge) ha ripreso la sua attività, di nuovo
lo si attacca, questa volta con la scusa della difesa dei poveri
rapaci che non dovrebbero vivere in gabbia ma liberi, o con svariate
altre motivazioni (situazione climatica inadatta da noi in Ticino
per la custodia di determinate specie di rapaci che in natura vivono
in paesi nordici – vedi articolo CdT 14.8.07 del Signor Spinelli).
Personalmente non capisco l’accanimento con il quale da più parti,
autorità, associazioni e privati cittadini tentano di osteggiare
e screditare l’operare di questa persona e la sua attività e passione.
A mio modesto modo di vedere, le casupole di legno e le panchine
del San Grato, anche se posate senza autorizzazione, non davano
fastidio ed erano ben integrate nel paesaggio circostante, sicuramente
meglio di tante altre «strutture» (obbrobri sarebbe un termine più
adatto) che si vedono in tutto il Ticino, comprese opere di architetti
di una certa fama realizzate in stili del tutto estranei all’ambiente
in cui si trovano.
Ma forse il Signor Nesa e la sua attività davano i bruciori di stomaco
a qualcuno, e le panchine posate senza autorizzazione cadevano a
fagiolo per farlo sloggiare.
Un bravo da parte mia al Signor Nesa che non si è lasciato scoraggiare
e che si è installato altrove, questa volta in piena conformità
con le leggi così da non offrire questa scusa a chi non vede di
buon occhio la sua attività.
Ecco però che adesso spunta la Società per la Protezione degli Animali
con la scusa della difesa dei rapaci che sono tenuti in gabbia e
non sono liberi di volteggiare tra le cime delle nostre montagne,
ed alcuni privati cittadini che obiettano sulle condizioni climatiche
nostrane inadatte per certe speci (vedi sopra).
Altri ancora sproloquiano sul fatto che mostrare ai nostri bambini
un rapace ammaestrato volteggiare nel cielo è tutto all’infuori
che didattico.
A questi signori vorrei chiedere se mai si sono accorti che nei
circhi e negli zoo gli animali vivono in gabbie o recinzioni, che
la maggior parte di loro non vive nella condizione climatica a loro
naturale, che per molti di loro con la prigionia sono state soppresse
attività ed istinti che la natura ha loro dato (predatori nutriti
con carne macellata, tanto per fare un esempio), che al circo gli
applausi sono tanto più copiosi quanto più il povero animale esegue
un esercizio a lui meno naturale (elefanti che si inchinano o si
siedono su un tavolino o tigri che saltano attraverso un cerchio
infuocato).
A queste persone vorrei chiedere se è nel rispetto dell’animale
possedere da noi in Ticino e in centro Europa in generale razze
di cani nordici come i Siberian Husky o gli Alaskan Malamute.
Forse è bene ricordare per chi l’avesse dimenticato che tutti gli
animali dei circhi e degli zoo sono perennemente in gabbia, mentre
i rapaci del Signor Nesa giornalmente (durante le esibizioni o durante
gli «allenamenti») volteggiano liberi nel cielo, disponendo così
di una certa libertà, anche se limitata nel tempo.
Non credo proprio che i rapaci del Signor Nesa siano obbligati a
condizioni di vita peggiori rispetto agli animali da circo e da
zoo, anzi, proprio il contrario.
Quindi smettiamola di osteggiare e criticare l’attività di questa
persona con assurde motivazioni, magari tanto per mettersi in mostra.
In particolare inviterei certi esponenti della Società per la Protezione
degli Animali a rivolgere la loro attenzione e critiche agli zoo
e circhi vari, se proprio si vogliono schierare a difesa degli animali.
Ma probabilmente attaccare il pesce piccolo è più facile e meno
rischioso che entrare in conflitto con il pesce grosso.
Daniel Voisin, Ponte Capriasca
Corriere del Ticino, 29.08.2007
Falconeria e sproloqui
Mi ritengo offeso per quanto scritto dal signor Daniel
Voisin di Ponte Capriasca sul Corriere del Ticino di sabato scorso.
Se ritengo che non sia educativo mostrare ai bambini un rapace ammaestrato,
credo di non sproloquiare. Se il signor Voisin ne è invece convinto
dovrebbe aver l’accortezza di rispettare le opinioni altrui. Nel
suo scritto giustifica la falconeria in quanto esistono anche gli
zoo e cani nordici importati in Ticino.
A parte il fatto che chi deplora la falconeria è in genere anche
contrario sia agli zoo sia all’importazione di animali dall’estero,
il ragionamento è difficile da condividere: è forse lecito rubare
perché esistono dei ladri? Se i bambini del signor Voisin hanno
provato emozioni ad assistere, suppongo pagando, ai volteggi dei
rapaci ammaestrati, esistono tanti altri giovani che hanno avuto
e hanno un approccio alla natura probabilmente più consono, osservando
e rispettando gli animali in libertà.
Spero tanto che il signor Voisin abbia anche insegnato ai propri
figli a distinguere la cinciarella dalla cinciallegra, ad ascoltare
il loro canto d’amore, a stupirsi nel sentire il tamburellare del
picchio nei nostri boschi, a riconoscere tra i nostri fiori la scilla
bifolia, a non confondere l’abete rosso con il pino e, perché no,
a scrutare la stella variabile della costellazione della Lyra. Ebbene
se i suoi figli avessero avuto questo approccio, molto probabilmente
avrebbero imparato a rispettare e amare sia la natura sia le persone,
evitando di usare termini quali «sproloquio» affibbiati a chi non
la pensa allo stesso modo. Al di là delle diverse opinioni dovrebbe
albergare in noi il rispetto e la tolleranza che contraddistinguono
il nostro mondo civile. Signor Voisin io rispetto l’educazione che
desidera dare ai suoi figli ma per favore, rispetti anche chi non
andrà mai né allo zoo né ad assistere a spettacoli innaturali.
Carlo Tralamazza,
Giubiasco
Corriere del Ticino, 22 agosto 2007
Il
circo Nock salta la tappa di Biasca per il maltempo
|
Anche quest’anno il circo Nock è costretto
a sopprimere i due spettacoli in programma a Biasca domani,
giovedì 23 agosto. Il problema tecnico è sempre lo stesso:
il prato vicino alle scuole medie non drena l’acqua, e dopo
un paio di giorni di pioggia si trasforma in un pantano,
nel quale è impossibile piantare picchetti per fissare
il tendone o anche solo entrare con i veicoli senza rimanere
intrappolati. Il problema [s]fortunatamente non si presenta
nelle altre aree ticinesi dove verrà montato il tendone,
ragion per cui la 147. tournée continuerà con tutti gli
spettacoli previsti nell’ordine a Lugano, Chiasso, Bellinzona
e Locarno. Grazie alla disponibilità dei servizi tecnici
della città di Lugano, la carovana proveniente dal Lucomagno
non si fermerà in Riviera ma raggiungerà direttamente il
Sottoceneri e occuperà in anticipo lo spazio riservatole
allo stadio. |
10.08.2007 Lettera/testimonianza che Armando Besomi inviata dalla SPAB al veterinario cantonale aggiunto
Dott. Bacciarini.
Le posizioni del CDA su circhi, zoo, falconerie, delfinari e quant'altro sono note.
Ci associamo alle intelligenti e documentate critiche formulate da Besomi e ci auguriamo che questa
triste struttura abbia vita breve.
leggi la lettera della SPAB
Bellinzona, 08 agosto 2007
BELLINZONA COME AI TEMPI DI TAVANNA RAY
Bizzarrie d’estate al rifugio Spa di Gorduno-Gnosca
dove a volte non si sa se ridere o piangere.
Tutti ricordano i falchi di Harris recuperati dalla
Spab uno a Giubiasco e l’altro a Roveredo dai guardiacaccia.
Alcuni giorni or sono si è presentato il proprietario
a ritirarli. Aveva convocato ad insaputa della Spab anche la redattrice
di Blick Ticino alla quale sono state aperte volentieri le porte.
La Spa di Bellinzona, i Media li cerca
e li ringrazia in quanto contribuiscono a far passare messaggi di
bontà e rispetto per gli animali.
L’uomo dopo aver cercato inutilmente di convincere
il presidente alla causa dei falconieri, si è vestito da indiano
e munito di due casse buie con buchini per l’aria, è entrato nella
grande voliera d’allenamento dove i poveri rapaci si sgranchivano
le ali.
Li ha chiamati per nome, “Ludwik Anna Walter” e Theodor
Anna Pietro”, ha steso le braccia, ha tentato di afferrarli per
le zampe, gli è stata data una scala ma i rapaci quando si avvicinava
volavano via.
C’era chi rideva, ma al presidente venivano le lacrime.
In quelle voliere, sono passati centinaia di rapaci che hanno ripreso
il volo dopo le cure.
Per la prima volta, stupende creature alate sono
finite nei cassoni e da qui sul furgone dove ve n’erano altri.
Un giorno buio per la Spab e per dei falchi che hanno
le ali per volare nell’immensità del cielo. Altro che lacci, catenelle
e gabbie.
“La fortuna dei falconieri è che i rapaci
non sanno parlare”
La Regione, 8 agosto 2007
Il dibattito
Abbiamo proprio bisogno di una natura in gabbia
Ficedula, Associazione per lo studio e la conservazione degli uccelli della Svizzera italiana
Invitiamo i Ticinesi, soprattutto chi ha compiti educativi, a riflettere su alcuni aspetti connessi con la falconeria,
tema diventato d’attualità con l’apertura del centro di Locarno.
Ci sono mille modi per osservare i rapaci in modo corretto, direttamente nel loro ambiente naturale, e studiarne il
comportamento. In Ticino sono ventisei le specie fra nibbi, falchi, avvoltoi e aquile, e sette quelle dei rapaci notturni
che si possono incontrare. Le Bolle di Magadino e la parte del Piano destinata alla superstrada sono i luoghi
migliori, soprattutto in primavera. La Ficedula ( ficedula. ch) da anni si prodiga per far conoscere la nostra fauna
organizzando corsi, conferenze, escursioni, attività per le scolaresche e direttamente con progetti di studio e di conservazione.
È solo per una coincidenza temporale che proprio il Locarnese ospita ora questi spettacoli con i falchi o è forse
una sottile ( o inconscia ?) quanto incongrua “ misura di compensazione” per il territorio e per le specie che si
vogliono a tutti i costi sacrificare?
Un secondo aspetto è legato al fascino esercitato dai falchi fin dai tempi degli Egizi. Ci si dovrà aspettare quindi
anche in Ticino, esattamente come con i cani Dalmata e le tartarughe Ninja, che ragazzini e meno giovani si
regalino “ il Falco”, scoprendo ben presto però che i rapaci sono molto più impegnativi. È successo dovunque
questi centri di falconeria- spettacolo si sono insediati. Accade così che, passate l’infatuazione o la moda, ci si
stufi e si “ aprano le gabbie” con le conseguenze che si possono intuire. In alcune regioni, specialmente a sud dei
nostri confini, si incontra ormai di tutto: gli ibridi e le razze estranee che interagiscono geneticamente con le
popolazioni autoctone diventano un grosso problema di conservazione.
Inoltre col diffondersi di questa “Arte” e, come dicono gli allevatori, con l’aumento degli uccelli nati in cattività che
soddisfano la richiesta, non è diminuito il fenomeno della predazione dei nidi, anzi. Ad esempio nel territorio
dell’intera Federazione russa dal 1990 al 2000 ( unico periodo per cui si hanno dati significativi) le popolazioni di
Falco sacro sono drammaticamente diminuite ( meno 90 per cento) a causa del saccheggio dei nidi ( per i mercati
arabo e europeo) a dispetto dei certificati Cites che dovrebbero garantire la provenienza dagli allevamenti.
Sempre per questa ragione da anni la Lipu italiana è costretta ad organizzare vari campi di sorveglianza alle colonie
di Falco della regina e ai nidi di Lanario, specie molto ambite sul mercato. Spesso purtroppo, come nei Paesi balcanici,
in Turchia e in Afghanistan, non ci sono possibilità di controllo. Ogni tanto qualche trafficante finisce in carcere,
ma poi tutto continua peggio di prima.
Guardiamo pure lo spettacolo con i falchi ammaestrati ma ricordiamoci che la conservazione delle popolazioni
dei rapaci e più in generale della biodiversità sono tutt’altra cosa.
comunicati
www.spab.ch
Bellinzona, 06 agosto 2007
Spettacolare; le rondinelle di
Locarno difendono il loro cielo dai falchi
Domenica mattina, in occasione dei primi
voli alla nuova falconeria, una piccola rondinella ha attaccato
un grande falco e lo ha rincorso a lungo nel cielo.
La natura non finisce mai di stupire e le testimonianze
per coloro che la studiano e la vivono sono meravigliose.
Domenica scorsa, alle 10.15 è iniziato lo spettacolo
con alcuni falchi tenuti digiuni per evitare di defecare sugli spettatori
e per essere attratti dalla carne che il falconiere tiene nascosta
nel guanto e con una copiosa riserva nella borsa.
Ciò non ha impedito al gufo delle nevi di andarsene
per i fatti propri sulle piante fuori dal parco lasciando il falconiere
deluso con il braccio alzato. Ma di ciò diremo prossimamente.
Al grande ornitologo Marzio
Rondelli e al presidente della Spab seduti in tribuna, non è sfuggito
un fatto strabiliante, confermato anche dal falconiere stesso con
il quale i due hanno avuto un lungo e cordiale dialogo.
Mentre un grande falco volteggiava in alto, una piccola
rondinella lo ha decisamente attaccato inseguendolo. Parte di questi
falchi, come il Pellegrino, catturano gli uccelli in volo e sono
pertanto nemici naturali delle rondinelle nate nei mesi scorsi da
noi.
Il commovente coraggio di una mamma che non ha esitato
a lanciarsi contro il grande predatore è sfuggito ai più, ma non
a coloro che la natura la conoscono e si battono legalmente per
la libertà degli animali selvatici.
Besomi afferma: “ la fortuna
dei falconieri consiste nel fatto che i rapaci non sanno parlare
“.
La Regione Ticino, 4 agosto 2007
Falconeria, primi voli
Apre il nuovo centro in via delle Scuole a Locarno con 20 rapaci
Venti voliere per altrettanti rapaci, un parco di 10 mila metri quadrati con
collinette, una piccolo fiume, alberature, sassaie, 800 bambù e una gradinata
in legno per ospitare decine e decine di spettatori. Sono alcune delle
caratteristiche del nuovo centro di ‘Falconeria Locarno’, che aprirà i battenti
domani, in via delle Scuole, dopo 10 mesi di lavori. La struttura, che è costata
svariate centinaia di migliaia di franchi, è unica nel suo genere in Svizzera.
Il titolare è Pio Nesa che abbiamo incontrato ieri, a qualche giorno dagli
atti di vandalismo del Fronte di liberazione degli animali e dalle pesanti
critiche della Società protezione animali di Bellinzona (Spab).
« I primi hanno tagliato le reti di cinque voliere – racconta –.
Solo due esemplari sono usciti, per poi rientrare nel giro di mezz’ora.
Gli altri non si sono neppure mossi ». Per quanto riguarda la Spab,
Nesa non vuole entrare in polemica: invita tuttavia i vertici della
Società a visitare il centro. « Si renderanno conto di come i nostri rapaci
siano allevati con amore, cura e seguendo tutte le prescrizioni imposte
dai veterinari e dalla legge ». La prima impressione è infatti ottima; pulizia e ordine
regnano ovunque. Un avvoltoio su un ramo si gode il sole d’agosto, mentre un gufo bianco
riposa ad occhi chiusi in una zona d’ombra.
Nesa dà una dimostrazione della sua arte ai giornalisti e a una famiglia di
svizzerotedeschi che ieri ha voluto entrare a tutti i costi. L’aquila americana,
con la sua apertura alare di circa due metri, si lancia libera in volo, per poi
tornare sul guanto di cuoio. Riparte e maestosa passa sopra il pubblico, a poco più
di un metro. Sembra sfiorare le persone; di sicuro impressiona col becco adunco e
gli occhi attenti.
A partire da domani inizieranno le rappresentazioni per tutti. Orari e informazioni
dettagliate sui prezzi d’entrata si trovano al sito www.falconeria.ch. Posteggi
all’autosilo di Piazza Castello o in zona Fevi. Nesa e i suoi collaboratori propongono
momenti di falconeria che durano più di un’ora; indossano costumi che richiamano il
medioevo, sono accompagnati da musica e persino da un cavallo andaluso. Insomma,
l’antica arte viene declinata in tutte le sue forme, con richiami alla storia e alla
cultura. L’obiettivo non è solo quello di mostrare i meravigliosi pennuti, ma anche di
far capire quanto siano infondate le dicerie che definiscono le aquile e altre specie
crudeli e pericolose per l’uomo.
I venti ‘ospiti alati’ sono nati tutti in cattività e sono abituati all’uomo; vengono
curati e nutriti. I quattro impiegati al centro permettono ai rapaci di volare liberi,
con uscite giornaliere, anche nei mesi invernali, quando la ‘Falconeria Locarno’
resterà chiusa al pubblico. Senza dimenticare che le voliere, di 50 metri quadrati
e alte 4 metri, sono grandi il doppio di quanto viene prescritto.
Ora, per evitare altri atti vandalici, verrano prese nuove misure di sicurezza, con
telecamere e la sorveglianza di agenti privati. Nella speranza che il grande lavoro
svolto da Nesa e dai suoi venga rispettato, anche da chi lo guarda con occhi critici. s.f.
GAZZETTINO DI
PADOVA
2 AGOSTO 2007
Bambini incantanti
dalla liberazione dei rapaci
Colli Euganei - La
serata organizzata dal Parco Colli e dalla Lipu per liberare i rapaci
notturni, sabato ha portato a Casa Marina quasi 350 persone, fra
cui tanti bambini: i rapaci erano bianchi come Edvige, la civetta
di Harry Potter, ma poter incontrare dal vivo i compagni dei maghetti
della fortunata saga cinematografica ha sicuramente contribuito
ad alimentare l'entusiasmo dei giovani partecipanti.La serata, dedicata
al curatore del museo di Cava Bomba, Antonio Girardi, scomparso
poche settimane fa, è iniziata con un documentario sulla biologia
dei rapaci notturni presenti in Italia seguito da un approfondimento
sulle specie che vivono sui Colli Euganei.Oltre a Casa Marina la
liberazione degli uccelli si è svolta anche sul Monte Gemola, per
un totale di 19 esemplari rimessi in libertà: 4 allocchi, 5 gufi
e 10 civette, tutti giovani di circa 4 mesi.Sono proprio i piccoli
a richiedere spesso l'intervento dei volontari della Lipu. Oltre
alle nidiate sfrattate dai lavori di restauro nelle vecchie abitazioni,
un grande rischio è dovuto all'impavida abitudine dei pulli di uscire
dal nido quando ancora non sanno volare. In questo caso diventano
facile preda di cani e gatti, se si trovano vicino a zone abitate,
o dei predatori selvatici. I piccoli vengono allevati insieme per
evitare l'imprinting con l'uomo, mentre i rapaci diurni hanno bisogno
dell'insegnamento parentale. Gli animali vengono liberati in aree
il più possibile lontane dalle strade.
Corriere
del Ticino, 31.07.2007
«Falconeria in regola E le accuse formulate andrebbero provate»
|
Il veterinario cantonale aggiunto interviene sulle polemiche
che hanno coinvolto il centro locarnese, la cui inaugurazione
è ormai imminente: e il titolare invita le controparti a visitarlo.
Ma le voci critiche non mancano
«La Falconeria Pio Nesa Sagl è stata controllata
e ha ricevuto l’autorizzazione per la tenuta di animali e
per rappresentazioni di falconeria in base a quanto prevede
la legislazione svizzera in materia, ossia l’ Ordinanza federale
sulla protezione degli animali e la Legge federale sulla protezione
degli animali, che a determinate condizioni (che contemplano
la superficie, il volume delle gabbie, come devono essere
strutturate, quanti animali possono essere ospitati, quali
cure devono avere e così via), consente la tenuta di animali
in cattività ». Chi parla è Luca Bacciarini, veterinario
cantonale aggiunto, da noi interpellato all’indomani del duro
comunicato diramato dalla SPA di Bellinzona.
Il centro locarnese, prosegue Bacciarini, ha ricevuto «un’autorizzazione
visionata anche dall’ Ufficio federale di veterinaria, ed
è una struttura che adempie tutti i requisiti di legge. Questo
per quanto riguarda la parte tecnica. Quanto alle accuse
di “traffico” che sono state formulate, occorre che chi le
formula le possa circostanziare. A me non risulta nessun
traffico illegale di animali. C’è stata una persona – che
non fa parte della Falconeria Nesa – che ha “perso” due falchi,
poi ritrovati dalla SPA di Bellinzona: e questa persona aveva
già regolarmente denunciato la loro fuga all’ Ufficio del
veterinario cantonale e all’ Ufficio caccia e pesca, come
prevede la legge. Per il resto sono ipotesi. Noi constatiamo
i fatti e i riscontri oggettivi, e non possiamo fare il processo
alle intenzioni».
«Aggiungo», prosegue Bacciarini, «che un conto è il caso
singolo, un conto è tematizzare l’argomento in generale
coi proeicontro. A una persona può non piacere che vengano
tenuti gli animali in gabbia: bene, allora dovrebbe agire
per modificare le leggi e le ordinanze. Non si può esprimere
il proprio dissenso con atti di vandalismo, com’è invece avvenuto
a Locarno».
|
«Caccia
alle streghe»
« Da parte mia», è l’unico commento
di Pio Nesa, titolare della Falconeria, «posso
solo aggiungere che le affermazioni del signor Besomi
non fanno che creare un clima di caccia alle streghe
nei confronti della nostra attività, invece di favorire
il dialogo come da me più volte auspicato. Anzi, rinnovo
l’invito a tutte le associazioni interessate di venire
a visitare il nostro nuovo centro appena sarà aperto».
Ieri intanto è giunta in redazione un’altra presa di
posizione sulla vicenda, ma critica nei confronti della
falconeria. È firmata dall’avvocato luganese Luciano
Cattaneo, che – premessa la «ferma condanna degli
atti vandalici che si sono verificati» – definisce la
falconeria «un’attività fermamente avversata da tutte
le associazioni animaliste e ambientaliste, nonché
dalla maggioranza dei lettori che hanno un minimo di
buon senso». Cattaneo estende poi il discorso ai «lanci
che vengono annualmente fatti in occasione dell’arrivo
dei vari circhi, con immancabile messa in risalto della
solita tigre che fa l’ometto su di uno sgabello». E
conclude: «I tempi cambiano, così come l’impatto di
questi spettacoli ormai fuori di ogni logica e possibilità
di apprezzamento». M.E. |
|
www.spab.ch
30.07.2007 -
Comunicato stampa della Spa di Bellinzona e del Centro protezione
rapaci Ticino.
A Locarno un centro di falconeria
viola i disposti della dichiarazione universale dei diritti degli
animali
La Carta, proclamata a Bruxelles, su iniziativa dell’UNESCO il 27
gennaio 1978 recita:
Art. 4a Ogni animale che appartiene a una specie selvaggia ha il
diritto di vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre, aereo
o acquatico e ha il diritto di riprodursi. Art. 4b ogni privazione
della libertà, anche se a fini educativi, è contraria a questo diritto.
L’Art. 10b recita: Le esibizioni di animali e gli spettacoli che
utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale.
Il Comitato della Protezione animali di Bellinzona, riunito in seduta
ordinaria in data 30 luglio 2007 ha preso atto della problematica
posta dalla realizzazione a Locarno di un centro di falconeria dove
agli animali, tenuti prigionieri in gabbie pur rispettose della
legge, viene concessa come ai detenuti qualche ora di volo al giorno.
Si tratta di falconidi e strigidi che nella vita naturale avrebbero
tutto il cielo per loro, pertanto una simile infrastruttura – che
sembra sia stata negata in altre parti della Svizzera – è una violazione
della dichiarazione citata, violazione che stende un velo d’ombra
sulla splendida città di Locarno e sul suo pregiato turismo che
fa della natura integra la carta di visita offerta a chi giunge
in Ticino.
Sembra un paradosso, ma mentre la Televisione della Svizzera italiana
tutte le sere, da parecchio tempo, propone documentari meravigliosi
sulla vita naturale degli uccelli, a Locarno si inaugura l’emblema
della prigionia per i volatili.
La Spa di Bellinzona, rattristata per questa crassa violazione di
una dichiarazione universale promossa dall’Organizzazione delle
Nazioni unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, si adopererà
per far si che la popolazione venga debitamente informata sulle
sofferenze alle quali i rapaci in cattività sono esposti.
Credere di insegnare ai giovani e agli spettatori ignari, la vita
degli animali con metodi Medioevali, è un atteggiamento arroccato
ai tempi che devono far parte della storia la quale, semmai, deve
configurarsi a monito per un maggior rispetto di ogni forma di vita.
La Spa di Bellinzona invita il fronte di liberazione degli animali
a desistere da atti illeciti che portano solo simpatia a coloro
che magistralmente nascondono la reale sofferenza di poveri animali
cui è stato precluso il volo nell’immensità del cielo, atti illeciti
che determinano alla fine la morte di splendide creature viventi
divenute schiave di un pezzo di carne con il quale il falconiere
ottiene soldi e applausi.
Infine la Spa di Bellinzona invita la popolazione del Locarnese
e del Ticino a non assistere a questa scialba dimostrazione effettuata
con animali apatici cui la prigionia ha tolto la reale fierezza
della specie.
L’appello vale anche per i docenti che possono far capo ai centri
specializzati per ricevere i documentari sulla vita reale di tutti
gli animali.
Portare gli allievi nella natura delle nostre valli e delle nostre
montagne a contatto con la fauna, è una lezione di vita che il Ticino
ci offre, senza bisogno di gabbie dorate attorno alle quali si annida
il mondo del profitto, un mondo che non tiene minimamente conto
delle reali necessità degli esseri viventi e senzienti, chiaramente
definiti dalla nuova Legge per cui gli animali non sono più cose.
Locarno, la perla del Verbano, si interroghi e si guardi allo specchio.
I turisti, convinti di giungere in una terra di rispetto per la
natura, si chiederanno perché,il volo di meravigliosi rapaci, è
stato confinato su dei trespoli e nelle gabbie.
IL PRESIDENTE Armando Besomi
LA VICEPRESIDENTE E SEGRETARIA Myriam Christen
La Carta, proclamata a Bruxelles,
su iniziativa dell’UNESCO il 27 gennaio 1978 recita:
Articolo 4a: Ogni animale che appartiene a una specie selvaggia
ha il diritto di vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre,
aereo o acquatico e ha il diritto di riprodursi.
Articolo 4b : Ogni privazione della libertà, anche se a fini
educativi, è contraria a questo diritto.
Articolo 10b : Le esibizioni di animali e gli spettacoli
che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale.
IL PUNTO
LA RINUNCIA A LIMITARE L ’ INEVITABILE
Dopo il sole il toro, dopo il toro i falchi: la cronaca di questo
luglio racconta una triste sequenza di atti vandalici a Locarno.
Probabilmente, tale accumulo di episodi è il frutto di una coin
cidenza sfortunata, più che di un peggioramento reale del clima in
città. Inoltre, è evidente che nemmeno lo sviluppo tecnologico potrà
mai garantire – per fortuna, verrebbe in un certo senso da dire – una
sorveglianza sufficiente a neutralizzare l’imbecillità di pochi.
Però... c’è un «però». Tra riforme della polizia comunale rimaste
sulla carta, l’addio alla vigilanza notturna e segnali di
malcontento fra il personale, sembra che in città sia necessario fare
di più e meglio per limitare l’inevitabile.
articolo Ticinonews.ch
http://www.ticinonews.ch/cms/25,592,1185543428,/0/mod_gzip/
________________________________________________________________
Corriere del Ticino, 30.07.2007
«Traffico di rapaci?»: la SPA di Bellinzona critica la falconeria
In merito al recente atto vandalico la Società dichiara però di
non approvare i tagli delle recinzioni
L’atto vandalico perpetrato fra giovedì e venerdì al costruendo
Centro di falconeria di Locarno ha suscitato la «perplessità» della
Protezione animali di Bellinzona: in una nota la Spab rileva che il
Comitato, «che non approva certo i tagli delle recinzioni», pren
derà ufficialmente posizione in occasione della riunione prevista per
questa sera.
«Ciò che stupisce e incuriosisce», prosegue la SPA, «è la perdita
di due falchi americani detti falchi di Harris, protetti negli Stati
Uniti e già estinti in California, recuperati la scorsa settimana e
che il proprietario verrà a ritirare al centro di Gorduno-Gnosca nei
prossimi giorni». La vettura che li ha persi, fra il Locarnese e
Roveredo, proveniva da Locarno. Il proprietario, saputo che ai
falchi veniva data carne macinata, ha chiesto al presidente della
Spab di dare a ciascuno tre pulcini al giorno. Besomi ha obiettato
che la SPA non dà animali vivi ai selvatici in cura, «al che egli ha
dichiarato di darglieli morti e che avrebbe potuto chiederli al Pio
che ne aveva molti. Orbene, il Pio altri non era che Pio Nesa della
costruenda falconeria locarnese».
La Società ricorda poi che negli scorsi anni sono stati trovati
nella regione un falco pecchiaiolo moribondo che mangiava solo dalla
mano dell’uomo (salvato, è stato portato alla stazione di Sempach),
un falco pellegrino morente, curato dal dott. Keller di Giubiasco,
altri falchi di provenienza dubbia, un’aquila della Vallemaggia «che
la Spab avrebbe portato al Tierspital di Zurigo a proprie spese
tentando di tutto per rimetterla in libertà ed è invece finita im
balsamata », una civetta delle nevi, liberata o fuggita e uccisa dai
corvi in alta Vallemaggia. «Con la propaganda della nuova falcone
ria, la situazione non potrà che peggiorare», conclude la SPA. «Guai
a insegnare ai bambini la tenuta di animali selvatici in gabbie d’
oro costringendoli a guardare il cielo infinito dove avrebbero
diritto di vivere».
Ieri intanto l’atto vandalico al Centro di falconeria è stato
rivendicato da un sedicente gruppo «ALF», non nuovo a simili annunci.
www.spab.ch
Due falchi americani fuggono da un’automobile.
Uno recuperato dalla Spa di Bellinzona; l’altro è ancora “uccel
di bosco”.
Ogni anno l’estate porta con sè qualche fatto strano concernente
gli animali che giungono nel nostro cantone al seguito dei turisti.
E` stato il caso per serpenti, iguane e altri animali esotici
tenuti in cattività che, vista la natura rigogliosa della regione,
cercano la libertà tanto agognata.
La scorsa settimana, la Spa di Bellinzona dopo parecchi tentativi
falliti, ha recuperato a Giubiasco un grosso falco di una specie
sconosciuta da noi e lo ha collocato al centro di cura di Gorduno-
Gnosca.
La notizia è stata pubblicata sulla stampa e martedi, dall’
Austria, si è fatto vivo il proprietario che ha fornito una versione
dei fatti particolare.
I falchi americani erano due e sarebbero fuggiti dal finestrino
aperto della macchina fra Locarno e Roveredo Grigioni, dove l’uomo si
è accorto della scomparsa.
Si tratta di falchi di Harris, rapaci diurni americani che vivono
nel sud Nevada, in Arizona, nel Nuovo Messico e nel sud della
California.
Il proprietario sembra abbia i permessi necessari ma certo l’
Ufficio caccia e pesca e il Veterinario cantonale debitamente
informati, dovranno capire cosa ci facessero questi due volatili
usati per la falconeria, nel Locarnese.
Potrebbe forse esserci un nesso con il grande uccello visto per
parecchi giorni in Valle Maggia.
La Spa di Bellinzona che condanna senza mezzi termini la
falconeria quale reminiscenza di un’attività di caccia ancora
praticata per sopravvivenza da alcuni popoli asiatici ma esercitata
da noi per protagonismo crudele in quanto priva molti rapaci della
libertà del cielo, invita caldamente la popolazione a collaborare per
la cattura di quest’uccello riconoscibile dalla coda barrata di
bianco che, se non è già stato vittima delle cornacchie, dovrebbe
aggirarsi nei nostri boschi.
Il numero della centrale della Spab è lo 091 829 33 66.
21.07.2007
Leoncini ammazzati per mancanza di spazio
Cosa c'è di scientifico negli zoo quando si assiste (e si dice a
cose fatte forse per parare il colpo dopo la pubblicità precedente
fatta al "lieto" evento), alla nascita prima di tutto
e poi alla condanna a morte di due leoncini per mancanza di spazio?
Meglio o peggio che vivere l'intera esistenza in gabbia o magari
in un circo a fare innaturali esercizi per il pubblico pagante?
Cosa c'è di etico in tutto questo? E pensare che dovrebbero anche
educarci e divertirci!
Vi invitiamo a visionare il servizio on-line andato in onda sabato
21 luglio alla televisione Svizzera, in cui si intervistano i responsabili
dello zoo di Basilea.
Sentite le giustificazioni che danno... andiamo dal permettiamo
che nascano perchè dobbiamo rispettare la loro natura (ma
li teniamo in gabbia) al sterilizzare
è contrario alla loro natura (ma è giusto ed etico ammazzarli
quando sono in esubero). A voi le considerazioni del caso...
Servizio TSI1, selezionare
la data del 21.07.2007
Leoni sacrificati
http://www.rtsi.ch/Informazione/welcome.cfm?idChannel=2330&idModule=2587#m2563
Corriere della Sera@
La decisione
sabato scorso
Zoo di Basilea, soppressi
due leoncini
Uccisi due dei
quattro cuccioli di leone nati da 43 giorni fa. La direzione:
«Non c'è abbastanza spazio»
Leggi l'articolo
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/07_Luglio/23/beltramin_leoncini_soppressi.shtml
forum aperto sull'uccisione per
mancanza di spazio dei due leoncini allo zoo di Basilea...
ecco le argomentazioni di quello che si dichiara un biologo che
conosce bene lo zoo di Basilea...
biologo
2007-07-23 17:24 |
 |
tenetevi il vostro moralismo
sono un biologo italiano che abita a basilea.
1-Mi dispiace tantissimo per i cuccioli addormentati, ma tirate
le somme, è stata una soluzione ragionevole e accettabile. Conosco
bene lo zoo basilese e stimo la dedizione e l'amore del personale
verso gli animali. Magari fossero tutti cosi gli zoo!
2- Accetto prediche moralistiche da chi con il suo stile di
vita dimostri la relativa coerenza. Non credo sia il caso per
molti in questo forum. Tanto per iniziare sembra vi facciano
comodo certi beni frutto del "progresso" industriale:
state comodamente seduti davanti a un PC che consuma elettricità
proveniente da qualche centrale a carbone che inquina l' ambiente,
usate un pc fatto in cina, (dove il rispetto x ambiente e gli
animali e' minimo!) xche costa poco....magari tanti di vuoi
non rinunciano alla propria automobile, e scommetto che qualcuno
che "ama" gli animali non rinuncia neanche al gatto
perennemente rinchiuso in casa xche abita in una città...una
saggezza vecchia piu di 2000 anni:"vedi la pagliuzza nell'occhio
dell'altro ma...." |
Certo
che per essere un biologo ci si poteva aspettare qualcosa di più
come argomentazione..... no?
Per intervenire
http://www.corriere.it/corrforum/corriere/Intro?forumid=1272
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Animalieanimali
23 luglio 2007
ZOO SOTTO ACCUSA PER
TIGRI AMMAZZATE E IMPAGLIATE
In Gran Bretagna.
Negli zoo ce ne sono troppe e mantenerle
costa, per questo molte tigri vengono abbattute e vendute a impagliatori
di professione che dopo un abile lavoro di scuoiatura e maquillage
le fanno rivivere nei salotti di qualche ricco cliente.
A denunciare il tacito accordo che alimenta in Europa un vero e
proprio commercio illegale di animali in via di estinzione e' il
domenicale britannico 'Sunday Times'.
'Se non le abbattono moriranno di vecchiaia, verranno incenerite
e le loro ceneri buttate via', ha spiegato Andre Brandwood, un impagliatore
dell'Hertfordshire, a due giornalisti del quotidiano che si sono
finti potenziali acquirenti. 'Molti zoo hanno capito che c'e' un
mercato, per questo hanno fissato un prezzo per le tigri'. Che vengono,
quindi, ammazzate quando sono ancora giovani e in salute prima che
l'eta' inizi a causare malattie e le cure diventino troppo costose.
'Gli zoo tengono in vita le tigri fino a un massimo di quindici
anni. Dopo si ammalano di cancro e hanno problemi ai reni. Costano
troppo', ha confessato ai due reporter sotto copertura l'imbalsamatore
inglese, che ha fatto da tramite per l'acquisto delle pelli.
A procurare la materia prima, infatti, e' stato un belga, Jean-Pierre
Gerard, uno degli impagliatori piu' famosi d'Europa.
Per rassicurare i suoi clienti della legalita' dell'acquisto, Gerard
esibisce il documento di autorizzazione rilasciato dal suo governo
in base alla normativa europea. Nonostante il commercio di animali
in via di estinzione sia vietato dall'Unione, esiste un'eccezione
conosciuta anche come 'articolo 10' che permette la compravendita
di animali cresciuti in cattivita'.
In paesi come la Gran Bretagna, hanno scoperto i due giornalisti
del 'Sunday Times', e' molto difficile ottenere questa autorizzazione
(ne sono state rilasciate soltanto quattro dall'introduzione della
legge qualche anno fa). Ma altri governi, come ad esempio quello
belga, sono piu' permissivi e rilasciano con piu' facilita un certificato
valido in tutta la comunita'. Questo ha permesso il collegamento
tra l'impagliatore belga e la sua controparte inglese. Gerard avrebbe
tuttavia falsificato la propria autorizzazione: dopo un'attenta
analisi i due reporter hanno scoperto che l'uomo aveva cancellato
il nome dello zoo a cui il permesso era stato rilasciato e ci avrebbe
aggiunto il proprio. Un inganno in piena regola, alimentato dalla
prospettiva di lauti guadagni: per una pelle di tigre si devono
sborsare 4500 euro circa, 'un prezzo alto per mantenere un giro
d'affari esclusivo'. (ANSA)
16:39 21-07-2007
Proteste
a Lucerna contro il Circo Knie
[swisstxt] - Circa 150 persone hanno manifestato oggi a Lucerna
in
favore di un circo senza animali. In corteo i dimostranti hanno
attraversato il centro storico e raggiunto il tendone del circo
Knie,
che proprio in questo periodo si trova in città. Come avvenuto
precedentemente in analoghe azioni di protesta svoltesi in altre
località dove ha fatto tappa il circo nazionale, lo slogan era
"Niente applausi per la sofferenza animale". Per evitare
l'incontro
con i manifestanti, l'organizzazione circense ha rinviato a martedì
il tradizionale "aperitivo degli elefanti".
2 AGOSTO 2007
Il direttore dello
zoo che vendeva la carne dei cervi
OSCAR GRAZIOLI
Più volte ho affermato il mio giudizio
negativo sui giardini zoologici, intesi come vetrine di animali
che oggi si possono agevolmente vedere nei mille eccellenti documentari
che i network ci propongono ogni giorno o acquistando, per pochi
euro, ottimi Dvd che permettono di conoscere i più strani animali
del mondo e le loro abitudini di vita. La recente vicenda dello
zoo tedesco che ha dovuto affidare un gorilla neonato al reparto
di pediatria perché privo di una banale culla termica è emblematica
di quanto siano scalcinate molte di queste strutture che si permettono
di detenere animali in via d'estinzione, farli riprodurre e non
essere neanche in grado di scaldarli con un'incubatrice che si acquista
su eBay per poche centinaia di euro. La vicenda del gorilla neonato
però diventa un piacevole aneddoto, nei confronti di quanto accaduto,
sempre in Germania, al Thueringer Zoopark di Erfurt, città di 200.000
abitanti, a sudest di Leipzig. Nel giardino zoologico locale sono
ospitati giraffe, elefanti, scimmie, orsi, insomma quasi tutta la
gamma di animali esotici che tanto attirano l'attenzione dei bambini
e di genitori ancora convinti che portare i figli allo zoo sia una
fondamentale attività educativa. Il problema serio è che i bambini
di pochi anni non vanno allo zoo o al circo da soli, ma accompagnati
dai genitori o dalle maestre che si sollazzano, a loro volta, nel
vedere il lama sputare e nell'elargire razioni di noccioline a scimmie
obese e malate. Ma torniamo al nostro Zoopark di Erfurt dove sono
ospiti anche animali meno "pregiati", quali daini, capre,
cinghiali e asini. Le autorità comunali, avvertite da segnalazioni
anonime, qualche settimana fa hanno cominciato a indagare sulla
misteriosa sparizione di numerosi animali poco nobili, dal punto
di vista del turista, ma molto pregiati dal punto di vista gastronomico.
Herr Bausewein, il dirigente del municipio incaricato di capire
dove sparissero le carcasse di animali che morivano per strane malattie,
ha scoperto che alcuni operatori dello zoo macellavano allegramente
cervi, asini cinghiali e anche antilopi, mettendone in commercio
le saporite carni. Attualmente le indagini sono ancora in corso,
ma si teme che decine di ospiti dell'originale giardino zoologico,
siano finite in guisa di stinchi, bistecche e carpacci sulle tavole
di raffinati amanti dello slow food. Wolfgang Apel, presidente della
Protezione Animali tedesca ha affermato: «Abbiamo il timore che
quanto è stato trovato finora sia solo la punta di un iceberg».
Francamente in tanti anni ne ho sentite e viste di tutti i colori,
ma un giardino zoologico dove si macellano gli ospiti al fine di
commercializzarne la carne, beh, questo mi mancava e rafforza, se
ve ne fosse bisogno, la mia convinzione che gli zoo, ad eccezione
di quelli che si occupano seriamente di riproduzione di specie in
pericolo, vadano chiusi. Il nuovo direttore dello zoo ha promesso
ai cittadini l'immediata cessazione degli abbattimenti e maggiore
trasparenza con la pubblicazione periodica e pubblica di nascite
e decessi. Dimenticavo: il vecchio direttore ha perso il posto allo
Zoopark. Spero non l'abbiano trasferito in un altro zoo, neanche
come fattorino.
DAILY MOTION
19 LUGLIO 2007
Video
ELEFANTE IMPAZZITO
Erfurt
Zoo sospettato di vendita
illegale di animali
Animali dello zoo di Erfurt (Turingia, est della Germania) sarebbero
stati abbattuti e venduti per ricavarne bistecche senza l'autorizzazione:
Andreas Bausewein (spd), sindaco locale, ha denunciato lo zoo, come
riferisce il Thueringischen Landzeitung di oggi.
Non e' ancora chiaro chi avrebbe autorizzato la macellazione; si
potrebbe trattare di cervi e caprioli, anche se i collaboratori
dello zoo hanno detto di essere completamente all'oscuro dell'accaduto
e di avere sentito le accuse solo oggi, al notiziario radio. 'Era
ora che si facesse qualcosa' - ha detto all'agenzia Dpa una di loro,
preferendo rimanere nell'anonimato - gli animali qui sono sempre
di meno'.
In Germania gli animali che vivono nello zoo possono essere soppressi
solo se c'e' una motivazione valida, altrimenti periscono di morte
naturale. 'Temiamo che sia solo la punta di un iceberg' ha detto
Wolfgang Apel, portavoce della Lega protezione animali a Bonn '
'quello dello zoo di Erfurt - gia' in difficolta' economiche - e'
uno scandalo'.(ANSA)
BILD.DE
07/06/2007
http://www.bild.t-online.de/BTO/news/2007/06/06/affe-tierversuche/zoo-geschenk-forschungslabor.html
Ricerche sull'Aids!
Uno zoo regala scimmie ad
un laboratorio di ricerche
Questa scimmia è stata ceduta dal
comune di Recklinghausen
per la vivisezione.
Recklinghausen - Con occhi sbarrati questa piccola scimmietta stà
seduta nella sua gabbia.
Scandalo
animale a Recklinghausen (NRW). La casa delle scimmie, dello zoo
comunale, era fatiscente e mancavano fondi per costruirne una
nuova.
Soluzione agghiacciante: Le sei scimmiette sono state regalate al
laboratorio di vivisezione Paul-Ehrlich-Institut a
Langen (Hessen) – un laboratorio che fa ricerche su vaccini
e virus mortali HI.
Animalisti
di „Animal public“ hanno scoperto lo scandalo e , mettono a
confronto il comune di Recklinghausen con quanto è accaduto.
Motivazione ufficiale: Le scimmie al laboratorio vengono solo usate
per allevamento. Invece i maschietti sono sterilizzati per cui la
riproduzione è impossibile. Mentre i responsabili litigano
tra loro, si continua a sperimentare sulle scimmiette.
IL
SECOLO XIX
27 GIUGNO 2007
Fasano,
i gorilla fanno la doccia a Roma gli orsi mangiano gelato
La guerra all'afa negli zoosafari
ROMA. Gli orsi
polari possono contare su grotte refrigerate, i gorilla si affidano
a ricche docce, mentre leopardi e tigri digiunano una volta a settimana
per rimanere leggeri. Anche gli animali devono affrontare l'emergenza
caldo e nel parco faunistico di Fasano (Brindisi) ieri la temperatura
ha toccato quota 46 gradi. Nello zoo safari, su un'area di 140 ettari
«ospitiamo 1.800 esemplari di 200 specie diverse - spiega Fabio
Rausa, direttore della struttura - e qui la media estiva si aggira
sui 32 gradi, mentre quella invernale non scende sotto i 5». Il
problema, quindi, è come far affrontare ai diversi animali il solleone.
«Mammiferi e uccelli sono i più resistenti alle variazioni climatiche
- racconta il direttore del parco di Fasano - mentre quelli estremamente
delicati sono pesci e rettili. I primi in estate diradano il sottopelo
per adeguarsi alle temperature elevate. Con 46 gradi però tutti
respirano a bocca aperta e si vedono affannati. Per gli uccelli
invece non ci sono particolari problemi». Nel caso dei rettili a
regolare il clima ci pensa un termostato. Tutto controllato anche
negli acquari, dove per non rischiare di ritrovarsi un bel pirana
bollito bisogna mantenersi sui 30 gradi, mentre per le carpe koi,
quelle ornamentali allevate in Giappone, il massimo sopportabile
è un'acqua di 25 gradi. Aree più o meno fresche sono disponibili
per tutti: «Agli orsi polari sono garantite grotte refrigerate ed
aree di acqua all'aperto tra i 15 e i 20 gradi - afferma Rausa -
mentre altri hanno ventole in funzione o semplicemente tende dove
ripararsi dal sole». Per gorilla, scimpanzé, orsi bruni, polari,
ippopotami e rinoceronti arrivano docce regolari. Dieta estiva anche
per gli animali del Bioparco di Roma, con erba fresca, ghiaccioli
di frutta, bagni e tante docce: per garantire il fresco agli orsi
e convincerli a tuffarsi, la frutta congelata viene lanciata direttamente
nelle piscine.
5
GIUGNO 2007
Città
del Messico
Leone e tigre divorano proprietario
azienda carni.
Il
titolare di un'azienda che commercializza carni e' stato sbranato
da un leone ed una tigre che custodiva nei locali dell'impresa,
in una gabbia dalla quale i due animali sono riusciti a uscire in
circostanze non chiarite.
Ne ha dato notizia la radio messicana Formato 21, senza fornire
dettagli sul nome dell'uomo ne' della sua azienda.
Soccorritori che hanno tentato di salvare l'uomo mentre veniva attaccato
hanno dovuto scappar via per non rischiare la stessa fine. Sul posto
si sono poi recati veterinari dello zoo del Messico, che sono riusciti
ad addormentare con sonniferi il leone e la tigre.
Abitanti del quartiere, interpellati dalla radio, hanno affermato
di essere abituati ai ruggiti delle due fiere, delle quali avevano
piu' volte denunciato la presenza. (ANSA-AFP).
3
GIUGNO 2007
ANIMALI:
ELEFANTI; CITES, SI' EXPORT AVORIO AL GIAPPONE
BRUXELLES, 3 GIU - La Conferenza dell'Onu sul commercio internazionale
di specie in pericolo (Cites) ha autorizzato ieri tre paesi africani
a vendere 60 tonnellate di avorio al Giappone. Si tratta del via
libera ad una misura una tantum gia' concordata in linea di principio
nel 2002. L'accordo definitivo tra i 171 paesi aderenti alla Cites,
raggiunto alla vigilia della 14/a riunione del Patto - che si terra'
all'Aja da oggi al 15 giugno prossimo - e' destinato a rafforzare
i timori sul commercio illegale di avorio, anche se si tratta di
una misura una tantum. Potranno vendere l'avorio al Giappone, uno
dei principali paesi consumatori di questa materia, il Sud Africa,
la Namibia e lo Stato del Botswana, mentre la Cites si e' impegnata
a monitorare attentamente l'impatto della decisione sulla caccia
di frodo agli elefanti. Tuttavia, le vendite legali una tantum finiscono
per stimolare anche il mercato nero dell'avorio. Secondo alcuni
ambientalisti, infatti, la decisione della Cites di autorizzare
una vendita una tantum nel 1997 di 50 tonnellate di avorio da Botswana,
Namibia e Zimbabwe contribui' ad aumentare la domanda di avorio
sul mercato nero, mettendo in grave pericolo le popolazioni africane
di elefanti. Una seconda vendita una tantum era stata concordata
in linea di massima appunto nel 2002, ma fino a ieri mancava il
via libera definitivo poiche' era legata all'impegno da parte dei
paesi in questione di fornire dati aggiornati sulla caccia illegale
di elefanti e sui livelli delle popolazioni. Il Comitato permanente
della Cites ha verificato il rispetto dell'accordo e ha autorizzato
l'export dell'avorio al Giappone. (ANSA). CB
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