Per i diritti di tutti gli animali
   

 

 

Progetto di riconversione

     
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Richiedici il dossier completo sul progetto
di riconversione e studio dello zoo Al Maglio:
infocda@bluemail.ch


La nostra proposta di riconversione é molto semplice, elementare e se accettata, oltre che spezzare la catena della prigionia e le continue nuove nascite che vanno ad incrementare il lucroso mercato di compra vendita tra circhi e zoo, permetterebbe ai proprietari di continuare a lavorare e a vivere con la loro attività rendendo solo la cosa molto più utile e accettabile per gli animali stessi e la collettiva sensibilità.

Questi i tre passi principali:

1.Evitare con ogni mezzo le continue nascite di cuccioli soprattutto di quegli animali non propri della nostra regione che si trovano a vivere in un ambiente inadatto sia per quanto riguarda le dimensioni delle gabbie (anche la legge più giusta su questo argomento non potrà MAI essere abbastanza per soddisfare le esigenze degli animali selvaggi anche se nati in cattività) e sia per le condizioni climatiche assolutamente inadatte.

2.Bloccare l’arrivo e quindi l’acquisto di nuovi animali inadatti a vivere nella nostra regione.
Lo sterminio necessario di interi branchi per prelevare dal loro ambiente pochi animali da detenere negli zoo e l’altissima mortalità degli animali durante il trasporto dovrebbe essere più che sufficiente per desistere da questa pratica, se non altro per far seguire i fatti alle parole quando si parla di Amore per gli animali.

3.Non vendere più alcun animale, che sia cucciolo o adulto, ai circhi dove gli animali (con diverse forme di violenza fisica e psicologica) viene tolta la dignità di essere vivente senziente.

Questi tre punti per arrivare, nel tempo, a un’”estinzione naturale” degli animali selvaggi attualmente detenuti all’interno dello zoo al Maglio.

Se queste richieste venissero accettate si potrebbe arrivare ad una graduale e concreta chiusura della prigione al Maglio per riconvertirla in una struttura aperta che potrebbe, per esempio, ospitare animali di diverse specie, ma autoctone, salvati da brutte situazioni e maltrattamenti, fungendo così anche da polo educativo e sito d’utilità sociale dove insegnare alle persone e alle nuove generazioni un trattamento etico degli animali, come la difesa del loro ambiente e delle loro esigenze. QUESTO È IL NOSTRO SOGNO.

Reputiamo che un gesto tanto forte come quello di rinunciare alla detenzione di animali selvaggi totalmente estranei alla nostra nazione come ad altre a noi vicine, non possa che dimostrare un VERO AMORE per gli animali e forse fare breccia nei cuori induriti di chi reputa giusto privare della libertà i meravigliosi animali selvaggi e un grande esempio per i tanti, troppi, zoo e circhi con animali ancora presenti in Europa.


COMUNICATO STAMPA, 2005

Ad oltre tre mesi dalla manifestazione per la riconversione dello zoo di Magliaso (ripresa con attenzione da tutti i media locali) le oltre 1700 persone che hanno sottoscritto la nostra petizione (e le innumerevoli altre che criticano la detenzione degli animali selvatici in strutture come questa) attendono la risposta promessa dalla Signora Fehr DAVANTI A TUTTI I MASS-MEDIA.

Ricorderete infatti che lo scorso 5 marzo 2005 siamo stati a Magliaso per un breve corteo: a pochi passi dal cancello dello zoo abbiamo consegnato ai proprietari del Maglio le adesioni raccolte per chiedere di valutare un progetto di riconversione dello zoo in una struttura educativa e d'utilità sociale, dove curare e ospitare animali in difficoltà selvatici e non, ma autoctoni e non importati per fini di lucro. Un luogo dove insegnare un trattamento etico e d'interazione basata sul rispetto della natura che ci circonda.

Dichiarando pubblicamente (come unica risposta alle interviste ) che non aveva avuto sufficiente tempo per riflettere, la proprietaria dello zoo ha promesso un incontro con noi per discutere la proposta serenamente e fuori dal contesto di una manifestazione.

Nessun incontro.
Abbiamo atteso due mesi e poi recentemente le abbiamo inviato una lettera in cui gentilmente l'abbiamo sollecitata a mantenere questo impegno e ad incontrarci.
Neppure a questa lettera é mai stata data risposta!

Riteniamo che tre mesi siano un tempo sufficiente per riflettere su una proposta concreta, realistica e attuabile progressivamente. Se si comincia.Questi mesi hanno solo dimostrato che si trattava di una scusa.Noi restiamo in attesa di una risposta e di un incontro che sollecitiamo pubblicamente.