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La nostra proposta di riconversione é
molto semplice, elementare e se
accettata, oltre che spezzare la catena
della prigionia e le continue nuove
nascite che vanno ad incrementare il
lucroso mercato di compra vendita tra
circhi e zoo, permetterebbe ai
proprietari di continuare a lavorare e a
vivere con la loro attività rendendo
solo la cosa molto più utile e
accettabile per gli animali stessi e la
collettiva sensibilità.
Questi i tre passi principali:
1. Evitare
con ogni mezzo le continue nascite di
cuccioli soprattutto di quegli animali
non propri della nostra regione che si
trovano a vivere in un ambiente inadatto
sia per quanto riguarda le dimensioni
delle gabbie (anche la legge più giusta
su questo argomento non potrà MAI essere
abbastanza per soddisfare le esigenze
degli animali selvaggi anche se nati in
cattività) e sia per le condizioni
climatiche assolutamente inadatte.
2. Bloccare
l’arrivo e quindi l’acquisto di nuovi
animali inadatti a vivere nella nostra
regione. Lo sterminio necessario di
interi branchi per prelevare dal loro
ambiente pochi animali da detenere negli
zoo e l’altissima mortalità degli
animali durante il trasporto dovrebbe
essere più che sufficiente per desistere
da questa pratica, se non altro per far
seguire i fatti alle parole quando si
parla di Amore per gli animali.
3. Non
vendere più alcun animale, che sia
cucciolo o adulto, ai circhi dove gli
animali (con diverse forme di violenza
fisica e psicologica) viene tolta la
dignità di essere vivente senziente.
Questi tre punti per arrivare, nel
tempo, a un’”estinzione naturale” degli
animali selvaggi attualmente detenuti
all’interno dello zoo al Maglio.
Se queste richieste venissero
accettate si potrebbe arrivare ad una
graduale e concreta chiusura della
prigione al Maglio per riconvertirla in
una struttura aperta che potrebbe, per
esempio, ospitare animali di diverse
specie, ma autoctone, salvati da brutte
situazioni e maltrattamenti, fungendo
così anche da polo educativo e sito
d’utilità sociale dove insegnare alle
persone e alle nuove generazioni un
trattamento etico degli animali, come la
difesa del loro ambiente e delle loro
esigenze. QUESTO È IL NOSTRO SOGNO.
Reputiamo che un gesto tanto forte come
quello di rinunciare alla detenzione di
animali selvaggi totalmente estranei
alla nostra nazione come ad altre a noi
vicine, non possa che dimostrare un VERO
AMORE per gli animali e forse fare
breccia nei cuori induriti di chi reputa
giusto privare della libertà i
meravigliosi animali selvaggi e un
grande esempio per i tanti, troppi, zoo
e circhi con animali ancora presenti in
Europa.
Parte integrante della nostra campagna
contro circhi e zoo sono state le
conferenze che abbiamo tenuto nelle
scuole. L'entusiasmo dei ragazzi, in
particolare tra i giovanissimi studenti
delle scuole medie, è stato commovente:
tante domande a dimostrazione della
grande curiosità e della voglia di
capire qualcosa in più tematiche.
Mai ci saremmo immaginati tanto
interesse e voglia di ascoltarci! Se
pensiamo a quante volte i maestri stessi
portano i propri allievi al circo o allo
zoo, ci rendiamo conto di quanto questo
tema tocchi gli studenti da vicino.
Eppure, nonostante queste "abitudini"
consolidate e spesso incentivate dalle
scuole stesse, ascoltandoci molti di
questi ragazzi sono stati capaci di
rimettersi in discussione e di
apprendere cose che fino ad un giorno
prima nemmeno si immaginavano.

Come in tanti altri luoghi,
in Canton Ticino d’estate ci sono tantissime colonie estive dove bambini e
ragazzi passano le vacanze e questa ci é sembrata una buona occasione per fare
un po’ di sensibilizzazione ai più piccoli. Considerato che per tradizione le
colonie organizzano visite allo zoo di Magliaso, abbiamo giocato d’anticipo e
abbiamo proposto agli organizzatori delle colonie un’alternativa alla visita
allo zoo che risulta molto più educativa e anche meno dispendiosa.
La Società Protezione
Animali di Bellinzona che notoriamente accoglie a Gorduno-Gnosca le scolaresche
per visite guidate al rifugio/fattoria, ha prontamente sostenuto la nostra
campagna e si é messa a disposizione per accogliere anche chi sceglieva di
visitare gratuitamente la propria fattoria invece che pagare l’entrata per
vedere animali prigionieri. In alcune occasioni abbiamo affiancato i
preparatissimi volontari della SPAB con incontri diretti con i ragazzi in cui
spiegavamo la triste realtà di zoo e circhi e perché invece bisogna sostenere
strutture come quelle di Gorduno che si prendono cura di animali salvati da
brutte situazioni e abbandonati. Dobbiamo dire che é stata un’esperienza
assolutamente eccezionale e tutti i bambini e ragazzi che sono venuti erano a
dir poco entusiasti e assolutamente consci della tristezza infinita e della
crudeltà che circonda le strutture carcerarie per animali innocenti quali sono
zoo e circhi. I ragazzi erano molto interessati e oltre che parlare di zoo e
circhi, abbiamo avuto l’occasione per parlare di altre tematiche legate al
rispetto degli animali.
Ci siamo resi conto che i
ragazzi hanno una purezza di spirito che si avvicina molto a quella che hanno
gli animali che però, negli umani, crescendo a volte si perde per strada.
Speriamo davvero che sia rimasto nei loro cuori e per sempre un messaggio di
pace e rispetto verso tutti gli animali.
Questa campagna verrà
ripresa nel corso del 2005 e verrà estesa a tutte le scuole elementari e medie
che possono scegliere di NON visitare lo zoo di Magliaso o altri zoo Svizzeri. A
loro presenteremo delle alternative alle diseducative visite allo zoo e ai
circhi che sfruttano animali.
COMUNICATO
STAMPA
Ad oltre tre mesi dalla manifestazione per la riconversione dello zoo
di Magliaso (ripresa con attenzione da tutti i media locali)
le oltre 1700 persone che hanno sottoscritto la nostra petizione (e le
innumerevoli altre che criticano la detenzione degli animali selvatici
in strutture come questa) attendono la risposta promessa dalla Signora
Fehr DAVANTI A TUTTI I MASS-MEDIA.
Ricorderete infatti che lo scorso 5 marzo 2005 siamo stati a Magliaso
per un breve corteo: a pochi passi dal cancello dello zoo abbiamo
consegnato ai proprietari del Maglio le adesioni raccolte per chiedere
di valutare un progetto di riconversione dello zoo in una struttura
educativa e d'utilità sociale, dove curare e ospitare animali in
difficoltà selvatici e non, ma autoctoni e non importati per fini di
lucro. Un luogo dove insegnare un trattamento etico e d'interazione
basata sul rispetto della natura che ci circonda.
Dichiarando pubblicamente (come unica risposta alle interviste ) che non
aveva avuto sufficiente tempo per riflettere, la proprietaria dello zoo
ha promesso un incontro con noi per discutere la proposta serenamente e
fuori dal contesto di una manifestazione.
Nessun incontro.
Abbiamo atteso due mesi e poi recentemente le abbiamo inviato una
lettera in cui gentilmente l'abbiamo sollecitata a mantenere questo
impegno e ad incontrarci.
Neppure a questa lettera é mai stata data risposta!
Riteniamo che tre mesi siano un tempo sufficiente per riflettere su una
proposta concreta, realistica e attuabile progressivamente. Se si
comincia.
Questi mesi hanno solo dimostrato che si trattava di una scusa.
Noi restiamo in attesa di una risposta e di un incontro che sollecitiamo
pubblicamente. |