MARKET PRESS
11 MAGGIO 2009
EURODEPUTATI PROPONGONO LIMITI PER I TEST SUGLI ANIMALI CHE NON
IMPEDISCONO IL PROGRESSO SCIENTIFICO
Bruxelles - La sperimentazione sugli animali è stata per molto
tempo un campo di battaglia per molti gruppi tra cui
l´industria,
gli istituti di ricerca e i responsabili delle politiche. Si è
discusso parecchio sull´uso controllato degli animali negli
esperimenti scientifici,
nonché sul miglioramento del loro benessere. Tali provvedimenti
potrebbero avere delle ripercussioni sulla ricerca I membri del
Parlamento
europeo (Mep) a Strasburgo e i ministri del Consiglio
dell´Unione europea sostengono che qualsiasi limitazione o
miglioramento dovrebbe
essere applicato senza interferire con gli obiettivi europei di
condurre ricerche importanti nella lotta contro le malattie.
Nella bozza di
una direttiva che dovrà essere approvata attraverso la procedura
di codecisione da parte del Parlamento e del Consiglio dell´Ue,
si raccomanda che il numero di animali usati per la ricerca
venga significativamente ridotto e che qualsiasi test in
programma
sia soggetto ad una valutazione etica. Una tale mossa terrebbe
in considerazione le preoccupazioni sollevate dal pubblico.
Durante una seduta plenaria i Mep hanno approvato - con una
maggioranza di 540 voti a favore, 66 contrari e 34 astensioni
- una prima relazione dell´eurodeputato Neil Parish, che
sostiene questi obiettivi. "Tutti vorremmo vedere la riduzione
dei
test sugli animali. Dall´altra parte, i cittadini europei
esigono a diritto medicine migliori e più efficaci," ha spiegato
Parish.
"La relazione parlamentare chiarisce quando i test sugli animali
dovrebbero essere permessi e in quali circostanze," ha aggiunto.
"Esso stabilisce un compromesso tra l´assicurare che nell´Ue la
ricerca possa continuare e il migliorare il benessere degli
animali.
" I Mep hanno dato il via libera
ad un divieto sui test eseguiti su grandi scimmie come i
gorilla, gli scimpanzè e gli oranghi.
Queste specie, che sono minacciate di estinzione, possono essere
testate soltanto in esperimenti per la loro conservazione.
Lo scorso marzo, un gruppo di esperti dei Consigli di ricerca
medica della Fondazione europea della scienza ha proposto che i
primati non-umani non vengano usati nelle procedure di test, ad
eccezione di quelli condotti con lo scopo di evitare, prevenire,
diagnosticare o trattare malattie che minacciano la vita o sono
gravemente debililanti per gli esseri umani. Tuttavia,
la relazione respinge la nozione che i test che impiegano
primati non-umani vengano limitati alle malattie che minacciano
la vita o sono debilitanti; una serie di malattie gravi vengono
testate sui primati. Il permesso di usare alcuni farmaci -
secondo
le linee guida europee e internazionali - viene concesso
soltanto se questi sono stati provati sui primati. La relazione
dice
anche chela Commissione europea
dovrebbe revisionare l´uso dei primati non umani negli
esperimenti scientifici ogni due anni
dopo l´attuazione della direttiva. Nel frattempo, c´è chi
sostiene che alcuni aspetti di questa ultima direttiva
potrebbero ostacolare
i ricercatori europei nella competizione con le loro controparti
negli Usa e in Asia. Sono quindi stati apportati degli
emendamenti
alla direttiva affinché fosse più equilibrata e permettesse alla
ricerca medica di procedere come richiesto. Da parte sua, il
gruppo
di esperti ha dichiarato che il divieto completo della ricerca
di base sulle grandi scimmie avrebbe "messo fine a qualsiasi
prospettiva
di tale ricerca nell´Ue in futuro, con risultati potenzialmente
disastrosi per i tentativi di cercare di curare malattie che
potrebbero
colpire soprattutto gli esseri umani e altri primati. " Anche i
Mep hanno applicato emendamenti per chiarire il testo della
legge.
In effetti, sono stati definiti
tre tipi di dolore inflitti durante le procedure di prova: "fino
a lieve", "moderato" e "forte".
Secondo la Commissione, possono essere usati
soltanto gli animali che durante i test provano un dolore "fino
a lieve".
Ma i Mep controbattono dicendo che applicare criteri rigidi
produrrebbe un aumento del numero di animali usati per le prove.
Di conseguenza, il ri-uso di animali dovrebbe riguardare gli
animali che provano il dolore della categoria "moderato".
È noto che i Mep sostengono l´espansione del Centro europeo per
la convalida di metodi alternativi, che aumenterebbe
il suo peso nel coordinamento e nella promozione dello sviluppo
e dell´uso di metodi alternativi relativi ai test sugli animali.
Un aspetto significativo della direttiva è che gli Stati membri
potranno applicare o adottare misure nazionali più rigide
per assicurare la protezione degli animali usati per scopi
scientifici. Da notare, che a causa delle prossime elezioni
europee a giugno, il nuovo Parlamento eletto accetterà o
emenderà la posizione del Parlamento uscente rispetto a questa
direttiva.
ADN KRONOS
9 MAGGIO 2009
Dal
lavoro di un team di giovani ricercatori
Fecondazione, in Italia il primo agnellino da baby madre di
un mese
Si
chiama Martina ed è venuta alla luce con una particolare
tecnica dell'Università di Teramo.
Le sue cellule uovo ancora immature sono state impiantate
nella madre adottiva
Roma, 9 mag. (Adnkronos) -
Eccezionale 'fiocco rosa' all'universita' di Teramo. Si
tratta di un agnellino femmina,
che e' stato chiamata Martina, venuto alla luce grazie a una
particolare tecninca di fertilizzazione in provetta":
la madre genetica, infatti, aveva poco piu' di un mese
quando le sue cellule uove immature, sono
state prelevate per il loro successivo sviluppo e trasferite
prima in un incubatore e poi impiantate
nella madre adottiva. Martina andra' a fare
compagnia a Mia e Cleo, le due agnelline nate, invece, da
due
cellule uovo di pecore abbastanza "anziane", all'incirca di
otto anni. A farle nascere e' stata una e'quipe di
giovani ricercatori dei corsi di laurea in Biotecnologie
dell'Universita' degli Studi di Teramo, guidati e coordinati
da Grazyna Ptak, in collaborazione con l'Istituto
Zooprofilattico per l'Abruzzo e il Molise. Obiettivo
dell'esperimento
e' quello di "verificare - ha spiegato Ptak - se l'età della
madre genetica puo', in quanto tale, influenzare il
benessere del nascituro. Di solito la valutazione della
salute del soggetto nato in seguito alle tecniche
di riproduzione assistita, viene effettuata entro poche ore
o alcuni giorni dalla nascita. Le nostre agnelline
appena nate stanno benissimo, ma - spiega - lo scopo della
nostra ricerca sara' quello di monitorare il loro
benessere e il loro comportamento nel lungo periodo, anche
in termini transgenerazionali, cosa mai verificata sino ad
oggi".
"L'aumento del numero di pazienti umani che vogliono
sottoporsi alla riproduzione assistita - aggiunge la
ricercatrice -
esige la promozione di questo tipo di ricerca. D'altro canto
le tecniche di riproduzione assistita consentono di
diventare
madri anche dopo alcune patologie, in particolare il cancro,
dove il trattamento terapeutico compromette la fertilita'".
"E' stato quindi suggerito che da pazienti, anche
sessualmente immature, che debbano sottoporsi a cicli di
chemio
o radio terapia, siano prelevate e congelate porzioni di
ovaio dalle quali ricavare, dopo i trattamenti terapeutici,
i gameti per la riproduzione assistita. Inoltre l'eta' media
dei pazienti che ricorrono alla riproduzione medicalmente
assistita e' in forte aumento". Fra i ricercatori che hanno
partecipato all'esperimento ci sono, tra gli altri,
Pasqualino
Loi, 'padre' di Ombretta, il primo muflone clonato al mondo,
Pier Augusto Scapolo, Marta Czernik, Adele Pizzuto,
Federica Zacchini, Fiorella Di Egidio, assieme a un gruppo
di entusiasti studenti del Corso di laurea in Biotecnologie
SALUTE EUROPA
8 MAGGIO 2009
Reazioni avverse da farmaci: quasi raddoppiati in tre anni
Secondo lAgenzia Italiana del Farmaco (AIFA) gli eventi avversi da farmaci sono praticamente
raddoppiati tra il 2006 e il 2008, passando da 108 segnalazioni per milione di abitanti a 196,
con un trend in aumento anche nel 2009, (1150 casi solo in aprile). Questi dati allarmanti,
diffusi dallUfficio di Farmacovigilanza dellAIFA, sono la conferma dellinattendibilità della
sperimentazione animale, e il frutto di un sistema errato di formulazione e messa in commercio
di nuovi composti farmaceutici, commenta Michela Kuan, biologa responsabile Vivisezione, della LAV.
I farmaci, infatti, sono una categoria di sostanze chimiche che richiede, per legge, test su animali
(fase pre-clinica) e test sulluomo (fase clinica) prima di poter essere introdotti sul mercato. I test su animali,
però, si rivelano non predittivi per luomo, fallendo nel loro intento di predire il risultato sugli umani il 99,7%
delle volte (fonte: 2005 - Lindl et al. ALTEX22(3):143-151), portando a conclusioni sbagliate e spesso pericolose.
L’UNIVERSITÀ DEL MICHIGAN IN USA METTE FINE ALL’USO DI ANIMALI
Dopo un attento studio l’Università del Michigan degli Stati Uniti ha deciso di utilizzare solo modelli simulati durante i corsi
“Trauma avanzato” e “Supporto vitale”, condotti presso la Scuola di Medicina dell’Università.
Un importante risultato ottenuto grazie anche all’intervento diretto dell’OIPA, la quale ha fortemente
voluto la cessazione all’utilizzo di animali ed il passaggio alle nuove tecnologie.
Poiché la missione dell’Università del Michigan è migliorare la vita umana educando la prossima generazione di medici,
infermieri e scienziati a percorrere nuove vie per prevenire malattie e lesioni, fornendo allo stesso tempo i
massimi livelli di cura ai pazienti, è stata presa la decisione di cambiare direzione, accogliendo così la richiesta delle organizzazioni internazionali.
Leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/vivisezione/notizie/michigan.html
VIRGILIO NOTIZIE
9 FEBBRAIO 2009
Animali/ Nel 2007 esportati clandestinamente 150.000 cani
Destinati a laboratori di vivisezione e sperimentazione animale
Milano - Sono almeno 150.000 i cani che nel 2007 sono stati esportati clandestinamente fuori dall´Italia destinati
molto probabilmente ai laboratori di vivisezione e di sperimentazione animale, ma anche molto probabilmente
all´industria della trasformazione alimentare abusiva nei paesi balcanici e nei paesi dell´ex Unione sovietica o
dell´Asia per la realizzazione di cibo per animali. Ma non solo queste sono i destini crudeli riservati ai cani vittime
di un vero e proprio racket che si contrappone per numeri a quello delle importazioni clandestine di cuccioli che
provengono dall´Est Europa. In particolare per alcune razze pregiate di cani da caccia o da tartufo esiste una vera e
propria tratta, in questo caso si tratta solo di alcune centinaia di esemplari all´anno (in prevalenza cuccioli) che
vengono venduti clandestinamente negli altri paesi, con la scusa delle adozioni private, mentre esiste una tratta anche
tutta it aliana per queste razze pregiate di cani, in buona parte rapiti
in regioni come la Toscana per poi essere immessi attraverso venditori abusivi compiacenti sul mercato nazionale dei
cani di razza pregiata. I dati sono contenuti nel dossier che l´Associazione italiana difesa animali e ambiente sta
predisponendo e che sarà consegnato nei prossimi giorni alle autorità competenti. I dati sono desunti dalle denunce
ricevute dagli sportelli online e dal telefono amico dell´associazione animalista Aidaa come dai dati contenuti nelle
denuncie presentate nel corso del 2007. A questi numeri impressionanti per i quali il giro di affari supera
abbondantemente i 30 milioni di euro, bisogna aggiungere gli oltre 25.000 cani che ogni anno vengono usati dal racket
delle elemosine, gestito principalmente dai gruppi malavitosi rom o comunque provenienti in prevalenza dalla Romania
che oltre ai cani coinvolge migliaia di anziani e bambini costretti a elemosinare sulle strade de lle città e dei
borghi italiani. Un'attività che frutterebbe secondo una stima dell´Aidaa
almeno 95 milioni di euro l´anno. Infine occorre aggiungere almeno altri 4.000 cani di proprietà per i quali è stato
denunciato il furto nel 2007 e per i quali non si è più saputo niente. "Sono numeri alti perché i cani da esportare
sono un affare di diverse decine di milioni di euro sul quale è indispensabile alzare al più presto il velo,
denunciandone senza paura le connivenze".
I VIVISETTORI MENTONO AI BAMBINI IN USA - 31 GENNAIO 2009
da www.agireora.org
Un libretto distribuito nelle scuole a cura dell'Istituto Nazionale per la Salute spiega le gioie della vivisezione...
I vivisettori hanno bisogno del consenso, e non si fanno scrupolo di usare qualunque mezzo e qualunque menzogna per ottenerlo.
Dal sito del PCRM apprendiamo che il National Institute of Health (l'Istituto Nazionale per la Salute statunitense),
in collaborazione con gruppi che fanno sperimentazione su animali, sta pubblicizzando un libricino per bambini a favore della vivisezione.
Si tratta di un libretto per bambini da colorare, intitolato Il cucciolo fortunato, il cui testo è un piccolo capolavoro di mistificazione e grossolane falsità.
La storiella è quella di una famiglia il cui cagnolino Lucky si ammala e viene portato dal veterinario che lo visita e
gli prescrive delle medicine. Riportiamo la traduzione di alcuni passi.
Il bambino chiede al veterinario "Ma come fa a sapere quali pillole dargli, e in che dosi?"
"Lo sappiamo grazie alla ricerca" "La ricerca??" "Sì e' il metodo con cui gli scienziati trovano
il modo di curare gli animali e gli uomini" [...] "nei laboratori gli scienziati hanno dei topolini che vivono
in graziose e linde gabbiette, dove ricevono del buon cibo. Però sono malati della stessa malattia di Lucky".
E qui già ci sono un paio di menzogne vergognose. Per quanto riguarda le "linde gabbiette"
suggeriamo di leggersi la toccante testimonianza di Michelle Rokke, che ha lavorato per qualche
settimana come infiltrata in un laboratorio di vivisezione, il più tristemente famoso, HLS. Attraverso
una descrizione minuziosa della sua esperienza di addetta allo stabulario racconta con quanta "cura e amore"
siano tenuti gli animali nei laboratori... altro che "graziose e linde gabbiette"!
Leggi il libro "I diari di Michelle Rokke"
Inoltre, è una inqualificabile falsità affermare che nei laboratori gli animali sono naturalmente malati e
che su di loro si sperimentano i farmaci e le dosi appropriate per farli guarire. La realtà è che agli animali
vengono indotte le malattie o vengono fatti nascere già malati attraverso la manipolazione genetica. La realtà
è che gli animali alla fine dell'esperimento vengono tutti ammazzati.
Ma non e' finita. Nel libretto pro-vivisezione viene detto: "E' stato dimostrato che la medicina non va bene
solo per il topolino malato. Va anche bene per il cagnolino malato come Lucky. Va anche bene per il
bambino malato e per gli adulti" "Ma come e' possibile?" chiede la mamma. E la risposta è: "Il topolino,
il cagnolino e il bambino sono tutti animali, il loro corpo è differente, ma sotto la pelle siamo tutti molto simili".
Altra doppia menzogna. Sappiamo benissimo che le specie sono diverse e ciò che è
efficace per una specie non lo è necessariamente per un'altra, quando non è addirittura letale.
Che ci sono moltissime malattie specie-specifiche, che cioè colpiscono solo gli individui di quella specie e non altri.
E che una malattia artificiale su una specie non ha nulla a che vedere con una malattia sviluppatasi in maniera naturale su un'altra.
Invece la risposta dei vivisettori ai bambini è: "Gli scienziati provano una medicina sugli animali di
laboratorio prima di darla ai bambini, questo per essere sicuri che la medicina sia efficace e sicura".
Naturalmente il cagnolino guarisce ed ecco la perla finale: "Anch'io amo gli animali"
dice la mamma rivolgendosi al veterinario "ma voglio diventare un ricercatore scientifico. Così potrò aiutare gli amimali 'e' i bambini".
Bel quadretto idiallico, vero? Peccato che nasconda, falsifichi, stravolga completamente
uella che è la realtà della vivisezione: prigionia, tortura e morte per milioni di animali ogni anno. Che non salva né animali né umani.
Una vergognosa mistificazione, ancora più abbietta perché rivolta ai bambini,
che non possono certo avere strumenti per interpretare in modo critico.
Questo libretto non è solo indice della bassezza morale dei vivisettori, ma è anche la
dimostrazione del bisogno che hanno del consenso per continuare nel loro lucroso business di assassinio di animali.
Queste persone, queste industrie, possono continuare a fare quello che fanno perché la
gente crede alle loro menzogne, perché "non vuole sapere" e preferisce, per la propria - falsa -
tranquillità, rifugiarsi nelle favolette del topolino amorevolmente curato nei laboratori.
Se vogliamo salvare animali e salvare la nostra salute dobbiamo attaccare il consenso
sociale che i vivisettori si costruisce attraverso la menzogna e la falsificazione.
Non comprare le arance dell'AIRC o i fiori dell'ANLAIDS, o di qualsiasi altra associazione
che fa o sponsorizza ricerche con animali, informare amici e conoscenti di cosa è davvero la
"ricerca medico-biologica", partecipare alla prossima campagna "No al 5 per mille alla vivisezione"
sono modi legali ed efficaci per colpire l'industria della vivisezione.
SVIZZERA E VIVISEZIONE: PEGGIO DEL PEGGIO
Pubblicato su Orizzonti, trimestrale ATRA
Dicembre 2008
Dott. Massimo Tettamanti, consulente scientifico ATRA
In controtendenza con il resto del mondo tecnologicamente avanzato, la maggior parte dei laboratori svizzeri
di vivisezione non conoscono o non vogliono utilizzare quei metodi scientifici che in molte nazioni stanno sostituendo l’uso di animali.
La Fondazione inglese Dr Hadwen Trust (www.drhadwentrust.org.uk) e l'Associazione BUAV (www.buav.org) hanno collaborato ad una
nuova importante iniziativa volta a redigere la prima analisi statistica sul numero degli animali utilizzati a livello mondiale nella ricerca.
La ricerca stima in 115 milioni il numero di animali che vengono utilizzati in esperimenti di laboratorio in tutto il mondo ogni anno.
Tuttavia, anche questa enorme cifra potrebbe essere solo una sottostima, visto il modo in cui i dati sono forniti dai singoli paesi.
Utilizzando i risultati di questa ricerca, è anche possibile stimare il numero di ciascuna specie utilizzata nei laboratori di tutto il mondo.
Eccone una sintesi:
Specie Numero di animali
Primati 87.510
Gatti 35.004
Cani 140.016
Suini 175.020
Roditori 105.700.360
Conigli 1.003.448
"Per la prima volta siamo in grado di fornire un quadro d'insieme della sperimentazione animale", affermano il
Dr. Hadwen Trust e la BUAV "e l'entità delle sofferenze degli animali è veramente sconvolgente”.
La Svizzera è una nazione di piccole dimensioni e con un numero di laboratori limitato anche perché molte sperimentazioni
vengono commissionate all’estero. Ad esempio i vivisettori svizzeri si vantano di non usare animali per la produzione
di cosmetici ma, essendoci leggi internazionali molto specifiche sulla produzione di nuove sostanze cosmetiche, questo
significa che queste prove vengono commissionate a laboratori esteri.
Il comunicato ufficiale dell’Ufficio federale di veterinaria riguardante la Sperimentazione sugli animali 2007 (Berna, 30.10.2008) recita:
“Lieve aumento del numero di animali utilizzati - Nel 2007 il numero di animali sottoposti a esperimenti
è leggermente aumentato (+ 1,5%) raggiungendo così una cifra pari a 726’392”
Sarebbe stato più completo dire: “A partire dagli anni 2000 il numero di animali torturati e uccisi nei laboratori svizzeri
segue una tendenza di aumento costante passando da 566’398 animali del 2000 agli attuali 726’392.”.
Il dato più drammatico però è legato al fatto che nel resto del mondo, soprattutto nel mondo tecnologicamente avanzato,
il numero di animali, nonostante sia ancora oggi clamorosamente elevato, sta comunque diminuendo grazie alla possibilità
di utilizzare metodi di ricerca e di analisi che non fanno uso di animali.
Analizzando i dati ufficiali si nota infatti che gli esperimenti effettuati o collegati all’industria sono in lenta ma costante
diminuzione in quanto l’industria è obbligata da leggi internazionali a seguire delle linee guida che prevedono l’obbligo di utilizzare i
suddetti metodi senza animali ogni volta che questi vengano riconosciuti validi dagli organismi internazionali di controllo.
Anche l’industria elvetica è obbligata a seguire questa tendenza, infatti, esclusivamente in questo ambito, dalle statistiche
ufficiali del 2007 si nota una diminuzione dell’8%.
L’ultimo esempio è il caso della Crucell N.V/Biotech di Berna, una ditta produttrice di vaccini che da anni si occupa e segue
l’evolversi di metodi senza animali, che ha recentemente annunciato la completa sostituzione dell’uso di animali diventando
una delle prime ditte senza vivisezione in Svizzera.
Nonostante questo la Svizzera, rispetto al numero di laboratori presenti e alla popolazione, rimane comunque il paese più vivisettorio al mondo.
I Cantoni che vivisezionano di più sono in ordine decrescente: il Canton Basilea-città con 230'606 animali,
il Canton Zurigo con 111'190; il Cantone Basilea campagna con 102'808 e il Canton Berna con 100'345 e questo
solo per citare i cantoni che usano più di 100 mila animali ogni anno.
Il comunicato ufficiale del Governo sui dati continua dicendo che: “l'80 % degli animali adoperati erano roditori (topi, ratti,
criceti o porcellini d'India), il resto comprendeva uccelli (pollame incluso), pesci, animali domestici, conigli, anfibi,
scimmie ed altri mammiferi” lasciando intendere che i ben più amati cani e gatti non siano quasi utilizzati.
Anche in questo caso sarebbe stato più preciso citare, dopo i roditori, 335 primati, 472 gatti (in aumento del 48%)
e 3002 cani (in aumento del 24%).
Il peggio del peggio rimane l’Università svizzera che, non avendo legalmente obbligo di utilizzare i metodi
scientifici che man mano vengono validati, continua ad aumentare il numero di animali anche per esperimenti
che non hanno neanche una “presunta” finalità applicativa: 293'172 animali nel 2007 (+9.8%).
Oltre alla mancanza di attenzione verso l’evolversi della ricerca scientifica da parte delle nostre università
va sottolineato che mancano anche dei validi organismi di controllo visto che, sempre secondo i dati ufficiali,
su 1061 nuove autorizzazioni solo 8 domande sono state respinte (0,7%).
Soltanto meno dell’1% delle richieste è stato respinto ! Non conosciamo nessun ambito scientifico che,
essendo in veloce e continua evoluzione, abbia un controllo così minimo, ad esclusione di paesi africani
o asiatici che sono spesso totalmente privi di normative e di rapporti con la comunità scientifica internazionale.
Può esistere limite al peggio?
Forse no visto che, andando sempre più in profondità rispetto all’analisi dei dati, si evidenzia
come la didattica universitaria, da sempre indice dell’incapacità culturale dei vivisettori universitari
di adeguarsi alle nuove tecnologie, sia il campo con il massimo aumento rispetto al numero di animali
utilizzati con 13.789 animali che corrispondono a un drammatico aumento dell’89.6%!
Ricordiamo solo che, in questo campo, il più semplice dove prevedere un’immediata sostituzione di
tutti gli esperimenti attualmente effettuali (così come sta avvenendo negli USA e nella vicina Italia),
esistono più di 10 mila alternative da noi raccolte nel database www.ethical-learning.org
I dati svizzeri sono consultabili sul sito: www.tv-statistik.bvet.admin.ch
MANIFESTAZIONE ATRA, AGSTG E LSCV CONTRO LA VIVISEZIONE - 4 OTTOBRE 2008
sabato 4 ottobre a Berna si é svolta la prima manifestazione unitaria ZUGETIVE contro la vivisezione:
AGSTG, ATRA e LSCV hanno infatti organizzato insieme un evento unico,
di contestazione alla vivisezione ma anche di proposte concrete con la presentazione pubblica di metodologie scientifiche sostitutive
Un lungo animato e colorato corteo, con la presenza di oltre 300 persone!, ha poi percorso le vie principali della città.
In questo link ci sono alcune foto dell'evento:
http://gallery.me.com/herbi_ditl#100049
(Foto: Herbi Ditl)
Nel sito www.zugetive.ch ci sono approfondimenti sul tema.
La lotta contro la vivisezione proseguirà fino a che questa inutile e barbara pratica non sarà totalmente abolita!
15/01/2008
Comunicato stampa
Crudeltà in camice bianco
E' gravissimo e triste l'epilogo della vicenda che ha visto protagonisti i 2000 topi del Dott. Pierpaoli, l'Ufficio veterinario
cantonale e l'ATRA.
Apprendiamo infatti oggi che tutti i 2000 animali sono stati uccisi, nonostante la proposta pubblica della nostra associazione
a farsene carico (sulla base di una lunga efficace e provata esperienza) e la disponibilità dell'Ufficio veterinario cantonale.
Incurante di tutto ciò il Dott. Pierpaoli ha riconfermato l'indisponibilità ad accettare soluzioni etiche e tutta la
crudeltà di ogni vivisettore. Cosa che non ci stupisce visti i suoi trascorsi.Ricordiamo tra l'altro che è stato decretato il fallimento della
sua società e i permessi per proseguire le sperimentazioni erano stati ritirati da tempo dall'Autorità cantonale competente.
A seguito di tutto ciò c'era stato un positivo scambio di contatti tra l'ATRA e L'Ufficio veterinario cantonale ed un'eco mediatica
su tutta la vicenda.Contrariamente a questo avviene in altri Paesi dove non solo un personaggio simile sarebbe stato condannato, ma legalmente è
vietato sopprimere animali senza giustificazione, in Svizzera questo è consentito e quindi, purtroppo, la legge sta dalla parte del Dott. Pierpaoli.
Il buon senso e il rispetto per la vita invece non hanno nulla a che vedere con chi uccide, oltre che per assurde ricerche e fuori
dai regolamenti, anche per un'evidente ripicca personale.
ATRA Associazione svizzera per l'abolizione della vivisezione - Lugano
http://www.atra.info
03/09/2007
TicinoOnline
2000
topi destinati alla morte. ATRA: "Dateli a noi"
L'ATRA-Associazione
svizzera per l’abolizione della vivisezione si offre pubblicamente
di accudire
e gestire tutti gli animali che stanno per essere
gasati nel laboratorio della Società Cellena del Dr. Pierpaoli
leggi l'articolo
http://www.ticinoonline.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=347035&idtipo=3
comunicato
stampa ATRA riguardo l'articolo comparso su "IL CAFFÈ"
27/12/2007
Morto Hans Ruesch
COMUNICATO STAMPA
- Oggi il grande Hans Ruesch ci ha lasciato abbandonandoci in un profondo cordoglio incolmabile!
L'appassionato fautore dell'abolizione della orrenda ed inutile praticavivisettoria, l'autore impareggiabile di libri che rimarranno nella
storia per sempre, il Maestro che ha fatto conoscere al Mondo intero cosa si cela dietro il muro invalicabile dei laboratori di "ricerca",
l'instancabile informatore di quanto danno realmente producano i fruttidi questa "ricerca" sull'utilizzatore finale, ossia sull'uomo, ha chiuso
la sua vita terrena, ma il suo Spirito rimarrà imperituro nella memoria di tutti coloro che lo hanno letto, conosciuto, seguito, ammirato, amato.
Caro, carissimo amico, siamo fieri ed orgogliosi di averti conosciuto e continueremo la Tua battaglia fino alla fine, in tuo nome e,
quando arriverà la vittoria come è auspicabile sperare dopo che lo stessoConsiglio Nazionale delle Ricerche USA ha riconosciuto la fallacità
di questo metodo e l'urgenza di sostituirlo con i ben più scientifici
metodi moderni, la dedicheremo a te.
Ebe Dalle Fabbriche
Movimento Ecologico Nazionale UNA uomo natura animali
Fabrizia Pratesi
Comitato Scientifico Equivita
Ilaria Ferri
Animalisti Italiani
Ufficio stampa
Movimento Ecologico Nazionale UNA 0372-436375
Comitato Scientifico EQUIVITA 335-8444949
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08/05/ 2006
Vivisezione
Nigeria:
Usa; Pfizer, esperimenti su bimbi neri malati
Vivisezione
e Farmaceutiche
NEW YORK -
Come
nel "Giardiniere Tenace" di John le
Carré, il romanzo ai cui protagonisti hanno
dato un volto al cinema Ralph Fiennes e il premio
Oscar Rachel Weisz, bambini africani diventano
riserva di caccia delle case farmaceutiche affamate
di cavie umane. Lì era il Kenya, qui è la Nigeria
dove - denuncia oggi il "Washington Post"
- bambini neri malati di meningite fecero da
banco di prova alla sperimentazione della Pfizer
e alcuni ci lasciarono la pelle.
I fatti risalgono al 1996: in Nigeria infuriava
un'epidemia di meningite da oltre 15'000 morti.
Il colosso del Viagra inviò i suoi esperti in
un ospedale da campo di Kano per mettere alla
prova un nuovo farmaco su cento bambini. Nello
stesso ospedale l'organizzazione umanitaria
Medici senza Frontiere (MsF) curava i piccoli
pazienti con antibiotici regolamentari. Il Trovan,
questo il nome del nuovo farmaco, non era mai
stato testato su esseri umani. Cinque bambini
morirono durante la terapia e altri si ammalarono
di artrite. Morirono altri sei bambini a cui
venne somministrato un farmaco di controllo.
La vicenda torna oggi alla ribalta grazie a
un informatore coraggioso che fa arrivare al
"Washington Post" il rapporto messo
a punto nel 2001 da una commissione di esperti
medici del governo nigeriano. Un rapporto che
accusa la Pfizer di aver violato la legge internazionale,
ma che misteriosamente resta per cinque anni
nel cassetto. L'informatore chiede di restare
anonimo: teme per la sua sicurezza personale,
di far la fine dei protagonisti di "Constant
Gardener".
Il documento è durissimo nei confronti della
Pfizer, accusata di "un chiaro caso di
sfruttamento dell'ignorante". La società
farmaceutica si è difesa affermando che i suoi
ricercatori andarono a Kano per motivi puramente
umanitari, tesi questa respinta dal rapporto
del governo nigeriano: i medici della società
completarono i test e se ne andarono "nonostante
l'epidemia stesse ancora infuriando".
Secondo la Pfizer, infermiere locali avrebbero
spiegato l'esperimento ai genitori e ne avrebbero
ottenuto il consenso verbale. "Il Trovan
salva indubbiamente vite e la Pfizer è in forte
disaccordo con chi suggerisce che si è comportata
in maniera contraria all'etica", ha sostenuto
la società in un comunicato passato al "Washington
Post".
Al tempo dell'esperimento nigeriano la Pfizer
stava sviluppando il Trovan per il mercato statunitense
con un giro d'affari previsto di un miliardi
di dollari all'anno. La Food and Drug Administration
(Fda) non ha mai approvato l'uso del farmaco
per i bambini. Dopo aver ricevuto luce verde
per l'uso negli adulti il Trovan divenne rapidamente
uno degli antibiotici più prescritti negli Usa,
anche se successivamente vennero scoperti gravi
effetti collaterali al fegato e nel 1999 la
Fda ne restrinse pesantemente l'uso. In Europa
il Trovan è al bando.
L'apparizione del rapporto ha provocato reazioni
in Congresso: un deputato democratico, Tom Lantos,
ha chiesto alla Pfizer di aprire i suoi archivi
e accusato le società farmaceutici di "comportamenti
al limite della criminalità" per aver usato
"poveri e analfabeti come cavie umane".
Il dossier ha dato anche nuova vita all'azione
legale presentata nel 2001 a new York da 30
famiglie nigeriane. Le famiglie avevano denunciato
il colosso farmaceutico per aver esposto i bambini
a "trattamento crudele, inumano e degradante",
ma un giudice federale aveva respinto la causa
affermando di non avere giurisdizione sulla
materia.
SDA-ATS
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