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Zoo al Maglio: il
problema passa alle
Camere federali
In
merito alla votazione e
alla conseguente presa
di posizione del
Parlamento sullo zoo di
Magliaso, ATRA e CDA,
promotori della campagna
per la riconversione di
questa struttura,
avrebbero ovviamente
preferito vedere accolta
la mozione presentata il
4 giugno 2007 dal
deputato Bill Arigoni.
Prendiamo però atto che
la mozione è stata
respinta per ragioni
giuridiche
(lo stesso proponente
Arigoni era cosciente
che non ci sarebbe stato
spazio
per un si’).
Il deputato ticinese (da
anni, con noi, in prima
fila nella critica a
questa struttura) ha
sollevato temi, fatto
proposte e
posto domande che
rispecchiano
completamente la nostra
posizione.
Notiamo pero'
molto positivamente le
considerazioni contenute
nel rapporto delle
Commissione della
legislazione (redatto da
Alex Pedrazzini)
che hanno ripreso e di
fatto legittimato molte
delle nostre istanze, in
particolare per quanto
riguarda la tutela della
dignità degli animali,
l'aspetto diseducativo e
la non valenza
scientifica dello zoo al
Maglio: di fatto
lo zoo in questione
viene giudicato legale
ma inopportuno.
Il Parlamento si spinge
anche oltre prendendo in
considerazione
(e testualmente
auspicando) la nostra
proposta di
riconversione dello zoo
di Magliaso:
"Facciamo
nostro l'auspicio
secondo il quale sarebbe
buona cosa che il
Governo, agendo di
concerto coi proprietari
della struttura,
riuscisse a medio
termine a far si che
l'odierno zoo fosse
riconvertito
gradualmente affinché vi
vengano accolte solo
razze animali alle quali
si possa garantire vera
dignità e non semplice
dignità di facciata.
Quale primo passo - e
questo è il desiderio
espresso dal mozionante
- potrebbe esserci
quello di giungere ad
una rinuncia progressiva
delle
importazioni/vendite e
delle nuove nascite,
così da riconvertire
serenamente la struttura
in questione".
Sarebbe buona cosa se i
proprietari dello zoo ne
prendessero atto.
In conclusione
giudichiamo la decisione
cantonale odierna
un primo passo in una
duplice direzione:
nei confronti del
pubblico ci auguriamo
possa stimolare il senso
critico di ogni
cittadino su questa
triste struttura. A
livello politico,
auspichiamo che possa
invitare ad una concreta
riflessione le autorità
federali visto che come
si legge nella
dichiarazione del
Parlamento "gli
obiettivi formulati
nella mozione possano
essere perseguiti
soltanto attraverso la
modifica delle norme
federali che
disciplinano questa
materia". Le
stesse autorità federali
quindi ora si trovano
confrontate con una
chiara posizione
espressa non solo dal
mondo animalista ma da
oggi sancita anche da un
Parlamento cantonale che
– lo ricordiamo per
inciso – rappresenta
tutti i ticinesi.
Invitiamo quindi
la deputazione ticinese
alle camere federali a
prendersi a carico le
riflessioni del Gran
Consiglio e ad
intervenire per la
modifica della legge
federale in materia di
protezione animali.
Invitiamo inoltre anche
le autorità del comune
di Neggio a presentare
una modifica del piano
regolatore che tolga la
definizione zona zoo.
Il nostro impegno di
sensibilizzazione
proseguirà in entrambe
le direzioni, pubblica e
politica.
Vi terremo
aggiornati, presto ci
saranno importanti
novità!
ATRA-Associazione
svizzera per
l’abolizione della
vivisezione
CDA-Centro di
Documentazione
Animalista, Lugano
Qui potete leggere il
rapporto della
commissione della
legislazione che è stato
votato in Parlamento e
la mozione
di Bill Arigoni
RAPPORTO
MOZIONE
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In questi anni ci siamo attivati in molti modi contro lo zoo Al Maglio.
Consapevoli che si tratta di una struttura privata a norma di legge
abbiamo cercato di sensibilizzare l'opionione pubblica sia durante stand
informativi e conferenze, sia con manifestazioni autorizzate davanti
all'entrata dello zoo.
Abbiamo cercato di coinvolgere i politici
locali, ma sono davvero pochi quelli che hanno promosso iniziative
parlamentari, che hanno raccolto il nostro invito
a partecipare alle nostre manifestazioni o che si sono dichiarati
pubblicamente attraverso i mass media (per i dettagli, vedi link OPA).
Abbiamo inoltre promosso altre singolari
iniziative di protesta tra le quali una campagna informativa sui bus di
Lugano e sul trenino Lugano-Ponte Tresa
finanziata dalla Lush), l'invio in Svizzera e all' estero di cartoline di
protesta indirizzate ai responsabili dello zoo, una campagna di locandine da
appendere sulle
automobili, conferenze nelle scuole, ecc..
Qui di seguito una breve cronostoria degli
avvenimenti
A Neggio si spegne la dignità degli animali e
regna l’indifferenza delle autorità
Lo Zoo di Neggio/Magliaso (situato a guastare, con la sua tristezza,
l’idilliaco paesaggio di una delle regioni più belle del Canton Ticino, il
Malcantone) fa parlare di sé solo in occasione di eventi eclatanti, come
l’incursione nella struttura e la conseguente liberazione di alcuni animali
compiuta dall’ALF: clamore mediatico, quasi unanime condanna da parte
dell’opinione pubblica, richiamo alla legalità ma poi di nuovo sul destino
delle creature rimaste nello zoo il disinteresse assoluto. Animali che
continuano a morire (realmente, com’è appena accaduto ad una splendida
tigre) o gradualmente d’inedia. Peggio del peggio, la complicità di molti
media (che condannano ma sfruttano le azioni eclatanti) sempre pronti a
regalare pubblicità gratuita allo zoo in occasione di ogni minimo evento, a
cominciare dalle nascite di nuovi cuccioli definite “lieto evento” senza
nessuno spirito critico e lungimirante. Nessuno, mai, a porsi domande e a
preoccuparsi del futuro triste destino di questi poveri animali prigionieri
a vita.
Tranne noi, insieme ai cittadini che ci sostengono e a pochi coraggiosi
politici, in primis il deputato del Gran Consiglio ticinese Bill Arigoni che
da anni si impegna con iniziative parlamentari, con la partecipazione
costante alle nostre manifestazioni e con l’appoggio concreto al progetto di
riconversione. Ricordiamo infatti che pochi anni fa l’ATRA e la sua
delegazione ticinese (il CDA) organizzarono una petizione e una campagna
mediatica per attirare l’attenzione sullo zoo. Per affiancare alla protesta
una proposta concreta, abbiamo sviluppato anche un serio e praticabile
progetto di riconversione di questa struttura (vedi Orizzonti Marzo 2005),
che potrebbe diventare un centro di recupero per animali autoctoni salvati
da situazioni di abbandono e maltrattamento, partendo dal blocco delle
nascite (occasione di uno squallido lucro sulla pelle degli animali visto
che questi spesso vengono venduti a domatori, circhi ed altri zoo e sono
così destinati a trascorrere la loro vita in prigione), dall’acquisto di
nuovi animali e ovviamente dal divieto delle importazioni dai loro luoghi di
origine (un mercato altrettanto triste e crudele). Le tantissime firme e la
proposta vennero consegnate direttamente ai proprietari dello zoo al termine
di una grande manifestazione/corteo, ma rimasero carta straccia. Il nostro
impegno è però ovviamente proseguito: dopo una stagione di volantinaggi, il
primo di una serie di presidi LEGALI ed AUTORIZZATI per richiedere la
riconversione dello zoo al Maglio si è svolto lo scorso 12 gennaio, con la
partecipazione di una ventina di attivisti.
Per due ore, sotto la pioggia battente, abbiamo scandito slogan e chiesto
pacificamente ma con fermezza alla famiglia Fehr di riprendere in
considerazione la proposta della riconversione da noi avanzata, appunto, tre
anni prima. A questo presidio ne sono seguiti altri quattro, con le medesime
modalità e con un numero ancora più alto di partecipanti, ma quando la
richiesta di manifestazioni autorizzate ha cominciato a diventare più
insistente (con la richiesta di autorizzazione per 15 date di fila) il
Municipio di Neggio ha deciso di respingere le altre date richieste per i
mesi di aprile, maggio e giugno 2008.
A questa decisione ATRA si è opposta con un ricorso, che però abbiamo perso:
abbiamo di conseguenza dovuto pagare una multa di 800 CHF e ci siamo visti
togliere le autorizzazioni a manifestare per i mesi seguenti. Se fossimo
tornati (ci abbiamo provato una volta) saremmo stati allontanati e avremmo
dovuto pagare ulteriori multe. Abbiamo quindi deciso di proseguire la
campagna contro lo zoo con altre iniziative:
- in collaborazione con LUSH abbiamo fatto affiggere su tutti i mezzi di
trasporto del luganese e malcantone dei flyers informativi contro lo zoo
- abbiamo organizzato un lutto silenzione nella piazza principale a Lugano
- abbiamo preparato migliaia di cartoline di protesta che ci sono state
richieste da tutto il mondo:
le cartoline sono preimpostate per essere indirizzate ai proprietari dello
zoo
- abbiamo realizzato un ricco e documentato dossier che riassume la
situazione dello zoo, le nostre iniziative, i progetti, riflessioni di
esperti, ecc...
Questo dossier è stato preparato per il pubblico ma anche per i politici del
Canton Ticino. Infatti, grazie al nostro impegno di sensibizzazione e in
risposta della mozione del deputato socialista Bill Arigoni, una commissione
parlamentare è andata in visita allo zoo. Questa commissione, dopo aver
sentito anche l'ufficio del Veterinario Cantonale ha preparato una relazione
(rel. Alex Pedrazzini).
Stiamo attendendo l’esito della votazione parlamentare che valutarà le sagge
istanze della mozione del deputato Bill Arigoni.
Vi terremo aggiornati!
Cosa puoi fare tu
- invita amici, parenti, compagni di scuola o colleghi di lavoro a
non visitare lo zoo
- scrivi lettere sui giornali spiegando il tuo disappunto: purtroppo i
mass media sono quali sempre di parte e si vendono a pubblicità
unilaterali (per
esempio ogni volta che nascono dei cuccioli). E' ovvio che i
responsabili dello zoo di rallegrano di tanta promozione gratuita. In
assenza di un
giornalismo equilibrato sta a noi far sentire la voce degli animali.
Ecco i principali indirizzi dei mass media:
cantone@cdt.ch
info@laregione.ch
redazione@gdp.ch
info@ticinonews.ch
cronaca@tio.ch
- se ti è possibile organizza incontri o mostre fotografiche nelle
scuole: appendi materiale informativo nelle bacheche, distribuisci
materiale informativo.
Per tutto questo siamo disponibili (anche per fare conferenze!)...
contattaci!
- Richiedici le cartoline della nostra
protesta da inviare ai proprietari degli zoo: scrivere educamente
direttamente a loro la tua disapprovazione non è reato.
Se preferisci puoi anche scrivere senza cartolina, ecco l'indirizzo:
Zoo al Maglio
Fehr-Bloch Edith
6983 – Magliaso (Ticino-CH)
Puoi anche telefonare:
Tel. 0041/91-606.14.93
Fax 0041/91-606.64.23
O scrivere un email:
post@zooalmaglio.ch
info@zooalmaglio.ch
- Richiedici il nostro materiale informativo
da divulgare (volantini, adesivi, ecc..).
In sede inoltre è disponibile in dossier ufficiale e completo contro lo zoo
Al Maglio dove potrai trovare tutte le informazioni sugli animali
- Partecipa alle nostre campagne di protesta
e alle nostre iniziative: per saperne di più iscriviti alla nostra mailing
list: infocda@bluemail.ch
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la
campagna
WHY?
contro lo Zoo al Maglio continua!

La campagna
WHY?
contro la detenzione degli animali nello zoo
al Maglio
(e in tutti gli altri zoo), dà voce a chi
non può difendersi da solo e rivendica la
libertà e la dignità che vengono negate agli
animali da chi li sfrutta a scopi di lucro.
Scrivete a
infocda@bluemail.ch
per partecipare alla campagna e per farvi
inviare cartoline da completare con le
vostre osservazioni e da inviare ai
proprietari dello zoo al Maglio.
Facciamo sentire la voce
di chi non vuole più queste forme di
prigionia anti-scientifiche, diseducative e
crudeli.
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